In Italia, erroneamente, le alghe sono relegate ad alcuni regimi alimentari, tra cui la macrobiotica. In realtà sono alimenti molto ricchi, utilizzati più di frequente fino al secolo scorso anche in Italia. Tra i pochi esempi rimasti, ci sono le frittelle di alghe campane. Dato il loro alto valore nutrizionale, è una buona idea reintrodurle nell’alimentazione quotidiana, per esempio aggiungendole a minestre, zuppe, insalate e per insaporire i secondi.

Le alghe sono alimenti vegetali cresciuti nel mare allo stato selvatico e raccolti in prossimità delle zone costiere. Le varietà di alghe più note reperibili nel nostro paese sono: agar agar, dulse, arame, kombu, nori e wakame.

Le alghe marine in genere contengono una quantità di minerali dieci volte maggiore rispetto a quella degli ortaggi e hanno livelli piuttosto alti di iodio, calcio, potassio, magnesio e ferro, ovvero i minerali essenziali all’equilibrio del nostro metabolismo.

Le alghe, dato il loro gusto intenso, devono essere utilizzate in piccole quantità, quindi non immaginiamoci un’insalatona di alghe come multivitaminico naturale: sarebbe immangiabile.

Le alghe sono inoltre ricche di vitamina A, B, C, D, E e K, mentre rappresentano una buona fonte proteica a fronte del fatto che forniscano un apporto calorico blando. Il consumo regolare di alghe può aiutare a stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue, ripulire il tratto intestinale, purificare e alcalinizzare il sangue, agire sul riequilibrio ormonale e aiutare l’organismo a rimuovere i metalli pesanti.

Sono molto ricche di fitoestrogeni lignani, considerati importanti nella prevenzione dei tumori. Studi recenti hanno infatti evidenziato come funzionino da inibitori della angiogenesi, la formazione di nuovi vasi sanguigni da altri vasi preesistenti. Questo stesso processo di crescita cellulare fa sì che anche i tumori a rapido sviluppo ricevano nutrimento extra e riescano a stabilire tumori secondari attraverso la loro diffusione attraverso i vasi sanguigni. I fitoestrogeni lignani inibiscono parte di questo processo, rallentandolo.

Le alghe sono anche un’ottima fonte di acido folico, importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e durante la gravidanza, in cui ne aumenta il fabbisogno.

Ma le alghe costituiscono soprattutto la maggiore fonte naturale di iodio, importante per lo sviluppo degli ormoni tiroidei e da limitare esclusivamente in caso di ipertiroidismo. Va sottolineato inoltre che un consumo eccessivo di alghe può esporre ad eccessi di iodio con un’eccessiva stimolazione dell’attività tiroidea. Le alghe andrebbero usate in piccole quantità quasi tutti i giorni, riducendo la quantità solo per bambini e adulti sotto-peso.

È sempre meglio acquistare le alghe in erboristerie e negozi di alimentazione naturale, evitando invece rivendite di cibi esotici che spesso hanno confezioni e prodotti non in linea con le normative europee o le certificazioni di qualità più elementari.

Nel caso delle alghe è molto importante verificarne l’origine. In Italia la maggior parte delle alghe di qualità sono di importazione giapponese e bretone. Nonostante il recente disastro di Fukushima, l’importazione di alghe dal Giappone è assolutamente sicura, controllata e qualitativamente alta, spesso molto più sicura di molti prodotti locali perché ne viene testato anche il livello di radioattività. Comunque, le zone di produzione delle marche più note di alghe che distribuiscono anche in Italia sono sulla costa opposta a quella in cui è avvenuto il disastro di Fukushima.

Paradossalmente, dovremmo stare molto più attenti alle alghe italiane che non passano attraverso gli stessi rigorosi test!

In genere le alghe vengono vendute essiccate in sacchetti di plastica o in barattoli di vetro. Quando si acquistano devono essere secche e tendere a sbriciolarsi se si forza la piegatura nel contenitore.

Alghe morbide, che si piegano, hanno subito gli effetti della conservazione in un ambiente troppo umido e si dovrebbe evitare l’acquisto perché la qualità ne è evidentemente compromessa. Lo stesso dicasi per la conservazione casalinga: vanno mantenute in ambiente secco, mai in frigorifero e consumate entro un mese dall’apertura della confezione. Può essere utile, una volta aperte, conservarle in un contenitore ermetico di vetro in modo da preservarle meglio dall’umidità.

Le alghe si utilizzano in molti modi: ammollate in acqua e reidratate si possono unire a insalate e piatti crudi, a freddo, preferibilmente a pezzettini perché hanno un sapore generalmente ‘marino’ e alcune a contatto con l’acqua sviluppano un rivestimento viscoso che non è piacevole al palato (in particolare: dulse, wakame e kombu).

Si utilizzano anche in pietanze cotte, per esempio un pezzo di alga kombu è ottimo per ridurre i tempi di cottura dei legumi. In generale però, per un uso ottimale e per beneficiare di tutti i loro valori nutrizionali, è bene aggiungerle solo verso la fine della cottura delle pietanze. L’acqua di ammollo delle alghe che si usano a crudo può essere aggiunta nello stesso modo, perché ricca di sali minerali.





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