scardellaaldo«Vi chiedo perdono, se mi trovo in questa situazione lo devo solo a me stesso, ho deciso di farla finita. Perdonatemi per i guai che ho causato. Muoio innocente». Vero, Aldo Scardella è morto innocente, accusato di un omicidio che non aveva commesso. Era il 23 dicembre 1985, a Cagliari nel corso di una rapina ad un supermarket, rimase ucciso il suo titolare, Giovanni Battista Pinna. Appena una settimana più tardi, venne condotto in carcere con l’accusa di omicidio uno studente 24enne, Aldo Scardella.

Aldo viveva a pochi passi dal market e sulla strada che conduceva dal negozio all’abitazione, venne ritrovato il passamontagna di uno dei rapinatori. «I banditi secondo le ricostruzioni scapparono proprio lungo il mandorleto che conduceva alla nostra abitazione, ma quella strada all’epoca aveva diversi sbocchi» come afferma il fratello Cristiano. Gli esami del guanto di paraffina così come la perizia sul passamontagna diedero riscontri negativi circa la possibile appartenenza al giovane studente sardo. Nonostante la perizia e l’alibi fornito, il tribunale della Libertà non invalidò il fermo di Aldo. In seguito, venne condotto al carcere di Oristano, dove fu tenuto in isolamento senza avere la possibilità di informare i propri familiari dell’ordinanza di custodia cautelare, né del luogo dove fosse costretto, tanto che anche il trasferimento nel carcere di Buoncammino a Cagliari rimase ignoto. Il primo incontro con i familiari risale al 10 aprile 1986 dopo quattro mesi dall’arresto, mentre non ci fu mai l’incontro con il suo difensore, Gianfranco Anedda.

Il 2 Luglio 1986 Aldo Scardella viene trovato impiccato nella sua cella, nel carcere Buoncammino di Cagliari. Accanto al corpo il biglietto con su scritto: “Muoio innocente”. L’autopsia condotta sul corpo del detenuto riscontrò la presenza di metadone, nonostante le cartelle cliniche del carcere non prescrivessero per lui alcuna terapia, dato questo confermato in più occasioni dai familiari.

Nel 1996 nuove indagini sull’omicidio per il quale era stato indagato Scardella, portarono alla condanna, nel 2002, di Walter Camba e Adriano Peddio, dichiarando Aldo totalmente estraneo ai fatti.

a cura di Acad – Associazione contro gli abusi in divisa

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