Una notizia importante innanzitutto sul piano simbolico. L’Albania da anni è considerata la Colombia d’Europa, crocevia della produzione e dello smercio di sostanze illegali, a cominciare dalla cannabis, per la repressione della quale non più tardi di tre anni fa erano arrivati in soccorso uomini e mezzi da tutta Europa, con l’Italia in prima fila. Ora nel paese si inizia seriamente a parlare di rendere legale quel mercato, per dare un colpo insieme alla malavita ed alla crisi economica di quello che rimane uno degli stati più poveri d’Europa.

Il primo ministro albanese, Edi Rama, ha dichiarato che dopo un anno di lavoro è quasi pronto il progetto di legge per la legalizzazione della cannabis per uso medico: «E’ da un anno che ci lavoriamo sopra, e tra poco sarà pronta, dopo una lunga consultazione con esperti nostri e quelli stranieri. L’aiuto degli esperti stranieri è stato importante perché noi non inventiamo niente ma impariamo dagli altri».

Rama ha affermato anche che molto presto il progetto di legge di legalizzazione sarà pronto “per un dibattito pubblico”. Le dichiarazioni del premier sono arrivate in occasione della Giornata dell’Europa, probabile motivo per il quale la delegazione Ue presente a Tirana si è sentita in dovere di sottolineare che “la Commissione europea e la delegazione dell’UE non sono state coinvolte nella preparazione, redazione o consultazione di progetti in relazione alla coltivazione e legalizzazione della cannabis in Albania a fini medici”.

Ad ogni modo ora la proposta è sul tavolo, e nelle intenzioni del governo appare esserci la volontà di trasformarla in legge nel prossimo futuro. Mentre da Lazar, ex capitale dell’ormai ridimensionata produzione illegale di cannabis la popolazione, che solo tre anni fa si scontrava in armi con la polizia, la popolazione chiede che parallelamente venga concessa anche un’amnistia per tutti gli arrestati durante la guerra alla produzione di marijuana.

 





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