Si prevede che la popolazione mondiale raggiunga i 9 miliardi nel 2050. Con questa prospettiva è essenziale che vengano effettuati dei cambiamenti nella catena di produzione del cibo. All’ordine del giorno vi sono d’ora in avanti argomenti quali la sostenibilità della produzione delle materie prime, la riduzione degli sprechi, l’adattamento al cambiamento climatico e ultima, ma non per importanza, la sicurezza alimentare, intesa sia come quantità che come qualità.

La tecnologia è la chiave per centrare questi obiettivi e l’utilizzo di espressioni come “cibo digitale” diventano ogni giorno più consuete, ma cosa significa esattamente? Le tecnologie digitali aiutano a produrre cibo migliore? E come?

L’impiego di differenti tipi di sensori e tecnologie, come GPS, GIS, RFID, scienze omiche (metabolomica, proteomica, etc.), robotica, Big Data (BD), l’Internet delle cose (IoT) da soli o combinati tra loro stanno di fatto portando enormi cambiamenti al nostro modo di produrre, analizzare, misurare e controllare i differenti aspetti della produzione del cibo.

Adottare soluzioni 4.0 in campo agricolo comprende, ad esempio, il poter calcolare in maniera precisa qual è il fabbisogno idrico di una determinata coltura ed evitare gli sprechi. Oppure permette di prevedere l’insorgenza di alcune malattie delle piante o individuare in anticipo i parassiti che potrebbero attaccare le coltivazioni. O ancora di individuare le carenze nutritive delle colture e valutare se e di quale fertilizzante ci sarà bisogno.

Un altro ambito di applicazione dell’agricoltura 4.0 è quello della tracciabilità della filiera e, secondo gli addetti ai lavori, è qui che si intravedono le prospettive più interessanti guardando al futuro. Durante ogni passaggio, dal campo al confezionamento, è possibile raccogliere dati utili a mantenere sotto controllo ogni step del processo di produzione. Poco margine d’errore, dunque, consente di poter realizzare una filiera corta capace di produrre alimenti di massima qualità e in maniera sostenibile dal punto di vista ambientale.

Storicamente, uno degli aspetti più delicati della produzione alimentare è sempre stata la contaminazione involontaria del cibo con patogeni, sia manualmente che durante il processo. In un sistema complesso e articolato come quello della produzione alimentare, bisogna tenere presente che gli attori in gioco sono molti e risalire al momento e al responsabile esatto di un dato evento può essere alquanto tedioso e complicato. Non a caso in questi ultimi anni i concetti di tracciabilità e filiera sono diventati estremamente importanti per garantire la sicurezza alimentare ai consumatori. I mezzi moderni a disposizione possono sicuramente rendere più agevole ed efficace il controllo della qualità del cibo dall’inizio alla fine.

Tuttavia, l’acquisizione di queste nuove tecnologie nel mondo dell’agrifood sta purtroppo mostrandosi più lenta dell’evolversi delle stesse. Mentre lo sviluppo negli hardware, software, nelle comunicazioni e nei sensori permette oggigiorno di aumentare le prestazioni in ogni campo, una realtà già oliata nella moderna industria alimentare, l’adozione da parte dei piccoli produttori di analoghe tecnologie è più complicata, basti pensare alla difficoltà di apprendimento del loro utilizzo da persone che non necessariamente hanno le adeguate basi tecnico-scientifiche, nonché i costi iniziali da sostenere. Da questo punto di vista i singoli stati e governi dovrebbero agire affinché tali tecnologie diventino ogni giorno più fruibili per tutti, sia dal punto di vista dell’educazione, sia per ciò che concerne adeguati finanziamenti.

L’utilizzo di diversi tipi di strumenti, sensori e tecnologie nei sistemi alimentari, ha portato alla raccolta di un’imminente quantità di informazione sui diversi passaggi della produzione, dando vita alla così detta “Era dei Big Data”. Molto probabilmente, l’accesso ai dati raccolti cambierà l’attuale status quo in numerosi campi, consolidando o combinando l’attuale approccio analitico con quello statistico.

Il prossimo passo per quanto riguarda l’espansione dell’utilizzo dei sensori e della tecnologia nell’industria alimentare dovrà essere quello di passare dai singoli sensori e dispositivi individuali, a dei sistemi interconnessi da una rete intelligente, che possa rispecchiare la complessità del sistema di produzione alimentare dal campo alla tavola. Di conseguenza, l’integrazione dei Big Data e della tecnologia dell’Internet delle cose con la catena di produzione del cibo non potrà che aumentare la conoscenza e migliorare i sistemi di gestione delle decisioni, permettendo inoltre la creazione di nuovi processi e prodotti.

L’utilizzo di tecnologie avanzate come BD, IoT e i modelli matematici, sta aprendo nuovi scenari per la produzione di alimenti più sicuri, nutrienti e sostenibili, in conformità con le sfide che oggi e domani siamo tenuti ad affrontare. Investire in scienza e in tecnologia permetterebbe di rispondere alle preoccupazioni ambientali, assicurare un profitto per i produttori e ammorbidire la pressione sulle risorse naturali. Una strada che dobbiamo saper percorrere.





Comments are closed.

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.