Aphytis melinus

Quando in agricoltura si parla di lotta biologica o integrata si intende l’utilizzo di strategie a difesa delle colture che puntano a diminuire o sostituire del tutto l’uso di pesticidi. Una scelta che appartiene alle coltivazioni secondo il metodo dell’agricoltura biologica e che sta conquistando sempre maggiori fette di mercato.

In Europa esistono 26 aziende che si occupano di produrre gli insetti utili nella lotta biologica che sfrutta i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi per contenere le popolazioni di quelli dannosi. Due di queste realtà sono in Italia: una, la prima su territorio nazionale, a Cesena e l’altra in Sicilia, in provincia di Catania. Quest’ultima, la Biofabbrica di Ramacca, serve l’intero bacino di utenza agricolo della regione: parliamo di quasi 6 mila aziende, con una produzione di circa due milioni di insetti al giorno nel periodo che va da marzo ad ottobre e che vengono poi lanciati nel terreno coltivato a difesa delle colture.

I vantaggi di una simile scelta non si limitano alla sostenibilità e alla salubrità dei prodotti, caratteristica primaria e importantissima per l’ambiente e per l’uomo, ma sono anche di tipo economico, visto che la cessione di questi insetti avviene grazie a un disciplinare che permette alle aziende iscritte all’albo annuale di acquistare gli ausiliari dell’agricoltura a prezzi bassissimi.

Cryptolaemus montrouzieri

Gli insetti allevati dalla Biofabbrica siciliana appartengono a diverse specie: c’è l’Aphytis melinus, un imenottero afelinide, parassitoide della cocciniglia rossa-forte degli agrumi e ci sono il Cryptolaemus montrouzieri e il Leptomastix dactylopii, rispettivamente un coleottero coccinellide predatore polifago e un imenottero encirtide parassito ide, entrambi antagonisti del cotonello degli agrumi. E poi, ancora, c’è il diglyphus isaea, insetto da utilizzare per la difesa integrata delle orticole e floricole in coltura protetta. Quest’ultimo ausiliare, tuttavia, è stato temporaneamente accantonato perché il raggiungimento degli esiti risultano anti-economici.

Entro il 2020, saranno collaudati e immessi nel mercato altri 6 insetti utili e in particolare le larve di Cryptolaemus monstruozierii, la Chrysoperla carnea, la Encarsia formosa, l’Orius laevigatus, il Lindorus lophantae e le larve di Chilocorus bipustulatus.





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