Presso il policlinico Gemelli di Roma ha aperto da pochi giorni un ambulatorio dedicato alla “cura delle dipendenze da cannabis”. Secondo il comunicato rilasciato dagli organizzatori del centro, l’obiettivo è quello di indurre i dipendenti dalla cannabis a cominciare una terapia basata su “colloqui individuali, riabilitazione di gruppo ed eventuale supporto farmacologico”.

La notizia ci ha fatto sobbalzare, e visto che nel comunicato, riportato dalle agenzie di stampa, l’ambulatorio guidato da Federico Tonioni (ricercatore di psichiatria presso l’Università Cattolica) forniva anche un numero verde da contattare per richiedere una visita, abbiamo deciso di chiamare per richiedere maggiori informazioni.

Il direttore editoriale di Dolce Vita, Matteo Gracis, ha così intrattenuto un breve colloquio telefonico, fingendosi un consumatore di cannabis interessato a ricevere aiuto. La dottoressa che ha risposto al telefono ha ribadito concetti ampiamente smentiti dalla letteratura scientifica, spiegando che “la cannabis ha un valore terapeutico solo per i malati di sclerosi multipla”, mentre ogni altro utilizzo della sostanza è da classificare come potenziale problema, ed affermando che “anche il consumo di un solo spinello al giorno può creare dipendenza e a lungo andare anche potenziali disturbi e paranoie”.

Quella che segue è la registrazione video della telefonata. Buona visione.

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4 Comments

  1. a volte l'informazione arriva prima ai pazienti che ai medici…

  2. DIPENDENZA? Cosa dite? Per cortesia,come al solito,in Italia,si butta merda sulle cose superflue ed i veri problemi restano sempre nell'ombra….

  3. Di che 'studi' parlate, forse i Vostri? Consiglio Superiore di Sanità: la Cannabis non è droga leggera

    Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha richiesto al Consiglio Superiore di Sanità di elaborare un documento sugli effetti collaterali della Cannabis.
    Il Consiglio Superiore di Sanità, Sezione V, ha così valutato la recente letteratura e in modo particolare i risultati di alcuni studi clinici i cui contenuti sono riassunti in una relazione elaborata dal prof. Silvio Garattini, che costituisce parte integrante del parere emesso dal Consiglio.
    In particolare, tenuto conto che il numero degli adolescenti che fumano Cannabis è elevato nel nostro Paese, il Consiglio Superiore di Sanità ritiene che l’uso della Cannabis sia gravato da pesanti effetti collaterali quali dipendenza, possibile progressione all’uso di altre droghe quali cocaina e oppioidi, riduzione delle capacità cognitive, di memoria e psicomotorie, disturbi psichiatrici quali schizofrenia, depressione e ansietà; possibili malattie broncopolmonari tra cui bronchite ed enfisema. Inoltre il Consiglio ritiene che giovani e adolescenti siano particolarmente vulnerabili ai suoi effetti negativi.
    Pertanto il Consiglio ritiene che la Cannabis non debba considerarsi “droga leggera” e che il suo consumo non rappresenta quindi un’abitudine priva di conseguenze sulla salute.
    Il Consiglio Superiore di Sanità auspica quindi che le autorità competenti provvedano a dare ampia e incisiva informazione agli adolescenti riguardante gli effetti collaterali della Cannabis e in particolare sui rapporti diretti tra uso della Cannabis e sviluppo di problemi per la salute mentale, quali depressione, ansietà e schizofrenia.http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=538

  4. prepariamoci apriranno un' ambulatorio x dipendenza da lattuga?

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