La Oikos Servizi ha iniziato il primo step del suo ambizioso progetto: mandare in pensione le cassette di legno, plastica e cartone presenti nell’intera filiera agroalimentare.

Dopo aver spopolato nella sezione Business Innovation a Climathon, la maratona di 24 ore organizzata a Torino da Environment Park, ha da poche settimane immesso nella rete ortofrutticola di Torino poco più di mille cassette in polipropoline vergine, progettate per essere richiudibili, resistenti e con una durata media di vita che varia dai 7 agli 8 anni (contro una settimana massimo per quelle di cartone e legno).

Il sistema prevede il noleggio delle cassette dal Centro Agro Alimentare di Torino (CAAT) all’agricoltore, che le girerà al grossista e a sua volta il grossista al negoziante. Per ogni passaggio si registrerà quante cassette sono passate di mano in mano e il negoziante le riporterà alla sede CAAT dove si reca per acquistare i prodotti ortofrutticoli e facendo ripartire il circolo virtuoso. Sono inoltre disponibili dei bonus per incentivarne la diffusione: uno TARI di 4 cent a cassetta e uno offerto da Oikos con uno sconto simile al vuoto a rendere.

Semplicemente cambiando delle cassette la previsione reale è quella di eliminare l’usa e getta, riciclare, salvare alberi, consumare meno energia elettrica e abbassare le emissioni di CO2 che si utilizzano per la produzione, trasporto e dismissione delle cassette tradizionali.

L’idea è quello di arrivare a coprire il 50% delle cassette in rete, circa 50 milioni di colli entro il 2023, il che genererebbe un minor impatto ambientale in diversi settori: riduzione di 19 milioni di Kg di CO2 (anche grazie all’eliminazione dalle strade di 800 autoveicoli), 66 milioni di Kwh di energia elettrica risparmiata e 125 mila alberi salvati (pari a 250 ettari di bosco), il tutto ogni anno.





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