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A Settembre il parlamento discuterà una nuova legge sulla cannabis: ma non si sa ancora quale

A Settembre il parlamento discuterà una nuova legge sulla cannabis: ma non si sa ancora qualeDopo la pausa estiva il Parlamento italiano tornerà a discutere la nuova legge sulla cannabis, ma è probabile che il testo che la Camera dovrà votare non parlerà di legalizzazione, bensì di sola cannabis terapeutica. A partire da questa settimana infatti il ddl per la legalizzazione tornerà ad essere dibattuto, e votato, all’interno delle Commissioni Riunite Giustizia e Affari Sociali, dove tornò nell’autunno scorso su decisione del Parlamento.

Dopo la discussione lampo del settembre 2016, quando il ddl per la legalizzazione della Cannabis proposto da oltre 200 parlamentari era stato discusso alla Camera senza esito, le Commissioni avevano ricevuto dal Parlamento il mandato di ridiscutere ed approvare un nuovo testo da portare alla Camera per essere votato. Questa settimana dovrebbe essere quella decisiva, ma il testo che uscirà dalle Commissioni potrebbe essere ben diverso dalla proposta di legge n. 3235, che proponeva la legalizzazione della cannabis.

Come avevamo più volte preannunciato in questi giorni andrà in scena il tentativo di “golpe” sulla legge orchestrato dalla parlamentare del Pd Anna Margherita Miotto, che ha proposto di cancellare del tutto ogni cambiamento alla legge su produzione e consumo di cannabis a scopo “ricreativo” per proporre una legge che si occupa solo del diritto all’accesso alle cure a base di cannabinoidi per i malati.

La conferma è arrivata pochi giorni fa da Daniele Farina, deputato di Sinistra Italiana e relatore della proposta di legge della Commissione Giustizia, che in un post su Facebook ha confermato il tentativo da parte del Partito Democratico, del quale la Miotto è relatrice della legge per la Commissione Affari Sociali.

Farina ha anche pubblicato il testo completo della nuova proposta di legge della Miotto, un testo che non concede nulla nemmeno alle richieste delle associazioni dei malati, negando anche la possibilità di autocoltivare la cannabis a fini terapeutici.

Insomma, dopo oltre due anni fatti di annunci e false speranze, la montagna rischia di partorire il topolino. Infatti è molto probabile che sarà proprio la proposta Miotto quella che otterrà la maggioranza nelle commissioni (dove il solo Pd può contare su 40 membri sugli 88 complessivi). Il fronte – sempre meno compatto – di quello che fu l’intergruppo parlamentare “Cannabis Legale” proverà a portare avanti la propria proposta di legalizzazione, integrata con quelle della Miotto nel capitolo sulla cannabis terapeutica, sperando di fare breccia nel partito di Renzi. Ma, come confermatoci da fonti interne dello stesso intergruppo, le speranze di successo sono ridotte al lumicino.





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