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Brasile: via libera all’autoproduzione?

Recenti sentenze in Brasile sancirebbero la libertà del paziente di autoprodursi la cannabis terapeutica nel proprio domicilio

Una pianta di cannabis con la bandiera del Brasile sullo sfondo

La Corte del Tribunal de Justiça di San Paolo (TJSP), come riporta la testata brasiliana Canal Ciências Criminais ha recentemente concesso un salvacondotto a un uomo per l’autoproduzione di cannabis sativa al fine di estrarre l’olio di cannabidiolo (CBD), utilizzato nel trattamento medico di suo figlio.

La decisione dei giudici si è basata sul principio della dignità umana e sul diritto alla vita e alla salute che regolano l’ordinamento giurdico. Secondo i documenti procedurali, il giovane figlio dell’uomo, soffre di disturbo dello spettro autistico ed epilessia, e presenta un comportamento disfunzionale e aggressivo, motivo per cui usa olio di cannabidiolo, sotto prescrizione medica.

Di fronte all’alto costo dell’importazione del farmaco, il padre ha scelto di coltivare Cannabis Sativa in casa per estrarne l’olio medicinale e, poiché non esiste in Brasile una normativa al riguardo, ha chiesto un salvacondotto attraverso l’Habeas Corpus preventivo (strumento di tutela giuridica in base al quale una persona può ricorrere per difendersi dall’arresto illegittimo, n.d.r.) .

UNA SENTENZA CHE FA SCUOLA

La legge brasiliana attualmente limita infatti l’uso medico dei prodotti derivati dalla cannabis ai prodotti importati.

La richiesta era stata inizialmente respinta in primo grado al Tribunale di San Paolo, ma il TJSP, all’unanimità, ha annullato la decisione. Il relatore, il giudice Jayme Walmer de Freitas, ha dichiarato qualcosa che speriamo possano leggere anche alcuni giudici italiani:

“L’omissione legislativa di regolamentare la coltivazione domestica della cannabis, in situazioni come quella odierna non può passare inosservata, per cui negare al bambino del paziente l’accesso al farmaco equivarrebbe a una flagrante violazione del diritto a una vita sana. Pertanto, il reclamo formulato […] è meritevole di accoglimento del ricorso”.

Con tale provvedimento si impedisce alle autorità di arrestare e procedere penalmente per la produzione artigianale di Cannabis e per l’uso secondo prescrizione medica della pianta in questione, ed è altresì vietato il sequestro o la distruzione.

ALTRA SENTENZA CRUCIALE PER IL DIRITTO DEI PAZIENTI CANNABICI

Recentemente, anche la Corte Suprema del Brasile con sede nella capitale Brasilia ha autorizzato tre pazienti a coltivare cannabis per scopi terapeutici ed anche questa è una decisione che presto potrebbe essere applicata a livello nazionale in casi simili.

Una giuria composta da cinque giudici del Tribunale Supremo Federale  del Paese, l’equivalente della Corte Suprema del Brasile, ha concordato all’unanimità che i tre pazienti sono autorizzati a coltivare cannabis ed estrarne l’olio per alleviare il dolore.

È una sentenza rivoluzionaria sia per l’alto rango dell’istituzione che l’ha emanata, sia perché la legge brasiliana attualmente limita l’uso medico dei prodotti derivati dalla marijuana ai prodotti importati dall’estero.

Il ministero della salute brasiliano deve infatti ancora regolamentare la coltivazione nazionale di cannabis per uso medico, il che rende potenzialmente a rischio di arresto chiunque lo faccia.

IN CONTROTENDENZA RISPETTO AL GOVERNO USCENTE

In un Paese il cui Presidente, Jair Bolsonaro, fa diffondere opuscoli “informativi” sui gravi pericoli per la salute di cui la cannabis sarebbe responsabile, non era affatto scontato: nel suddetto opuscolo diffuso nel 2020 si arriva addirittura a sostenere che non esisterebbe la cannabis terapeutica, in barba ai numerosi studi scientifici che dimostrerebbero l’esatto contrario.

Tutto questo per giustificare una altrimenti ingiustificabile politica di lotta alla cannabis, in cui Presidente Bolsonaro non ha esitato a dichiarare lo scorso novembre che se la proposta di legge sulla regolamentazione della cannabis terapeutica nel Paese dovesse passare in Parlamento, eserciterebbe il suo potere di veto.

A giudicare però da un recente sondaggio di Poder Data in Brasile nelle prossime elezioni di Ottobre Bolsonaro potrebbe non essere riconfermato e al suo posto potrebbe invece tornare l’ex Presidente Luiz Inácio Lula Da Silva, favorevole alla legalizzazione, quest’ultimo sarebbe infatti in testa con 15 punti percentuali.

Staremo a vedere chi la spunterà, nel frattempo resta il fatto che le recenti, importanti sentenze contribuiranno senz’altro a spianare la strada per la regolamentazione della cannabis terapeutica nel Paese che dell’ordine e del progresso ha fatto la sua bandiera.



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