Un passaggio storico, a lungo invocato da diversi stati membri delle Nazioni Unite, che per la prima volta ha trovato spazio alla Commissione degli esperti sulle dipendenze che si è riunita a giugno presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Settant’anni dopo la fondazione dell’OMS nel 1948, il comitato di esperti sulla tossicodipendenza ha iniziato ad analizzare i danni e i benefici della cannabis per la salute. Per la prima volta dunque l’organizzazione avvierà una revisione critica delle proprietà terapeutiche della cannabis, alla luce delle centinaia di studi e scoperte scientifiche fatte da ricercatori di tutto il mondo sul sistema endocannabinoide e sulle proprietà mediche di questa pianta a lungo osteggiata. L’Associazione Luca Coscioni per l’occasione ha creato un documento che è stato sottoscritto anche da DRCNet Foundation, Forum Droghe e Società della Ragione.

“La sessione – raccontano dall’Associazione Luca Coscioni – è frutto di anni di richieste di un piccolo gruppo di Stati Membri e di decine di Organizzazioni Non-Governative tra qui l’Associazione Luca Coscioni, che il 15 marzo scorso aveva organizzato un incontro alla Commissione ONU sulle Droghe interamente dedicato alla relazione tra il diritto alla scienza e l’uso medico delle piante contenute nelle tabelle delle tre Convenzioni internazionali sulle sostanze psicotrope”.

“Il documento, preparato dall’Associazione Luca Coscioni e sottoscritto anche dalla DRCNet Foundation, Forum Droghe e la Società della Ragione”, continua a spiegare il comunicato, “riassume gli sviluppi italiani relativi alla cannabis e promuove la necessità di una “revisione critica” della cannabis anche come misura di pieno rispetto della libertà di ricerca scientifica, della condivisione della letteratura internazionale in materia di cannabis, ivi compresa quella relativa ai trial clinici, nonché la necessità di non escludere milioni di persone dalle applicazioni terapeutiche della pianta che già avvengono con successo in decine di paesi del “mondo ricco”.

“L’Italia non ha partecipato alla fase di pre-revisione, eppure da 10 anni aggiorna continuamente il proprio quadro normativo sulla cannabis terapeutica; vedremo se il sedicente Governo del Cambiamento saprà cogliere questa occasione storica”, ha detto Marco Perduca, l’ex senatore che fa parte dell’associazione e che ha partecipato all’audizione.

Negli anni ’50 l’OMS ha dato il via libera all’inclusione della cannabis nei programmi di controllo delle droghe da parte delle Nazioni Unite. Questi programmi classificano la cannabis e i suoi derivati come “particolarmente soggetti ad abusi e a fornire effetti negativi” con “pochi o pochissimi effetti terapeutici“.

La cannabis è attualmente inserita nella Tabella I (altamente additiva e soggetta ad abuso) e nella Tabella IV (sostanze incluse nella Tabella I raramente utilizzate nella pratica medica) della Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961.

Una vera revisione scientifica formale della Cannabis non è mai stata fatta, sebbene l’OMS, per mandato, sia stata responsabile sin dagli anni ’60 dell’esecuzione di valutazioni del rischio di tutte le sostanze che creano dipendenza o potenziale di abuso e, inoltre, sia incaricata dal 2000 di aggiornare le sue revisioni ogni 20 anni. Per giungere a una decisione finale dovranno essere studiati gli aspetti chimici, farmacologici, tossicologici, epidemiologici nonché gli usi terapeutici della pianta.





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