CannabisHigh times

5000 piante di canapa su un jet privato: celebrità fermate dalla polizia ai Caraibi

5000 piante di canapa su un jet privato: celebrità fermate dalla polizia ai CaraibiUn insolito fatto di cronaca ci arriva dall’altro lato dell’Oceano. Lo scenario è il paradiso, fiscale e non solo, di St. Kitts e Nevis, il celebre micro arcipelago sito nelle Piccole Antille a sud-est dell’isola di Porto Rico.
Fonti locali raccontano del sequestro di un jet privato da parte delle autorità del posto e del fermo dei suoi passeggeri, non turisti per caso in cerca di relax, ma piuttosto ricchi personaggi in cerca di affari.

Ecco i fatti. Alki David, boss della Coca-Cola in ben 28 paesi, atterra a St. Kitts e Nevis sul suo aereo personale, in compagnia dell’attore Jonathan Rhys Meyers e dell’altro multimilionario Chase Ergen. Alla dogana vengono subito fermati dalle forze di polizia dell’isola che hanno trovato a bordo circa 5000 piante di canapa, oltre a notevoli quantità di semi e prodotti a base di CBD per un valore totale stimato in oltre un milione di euro. Ergen è stato l’unico che dopo l’arresto non è stato ancora rilasciato. Gli altri si trovano ancora sull’isola e in attesa di processo.

I diretti interessati hanno dichiarato alla stampa di essersi recati sul posto per discutere con il primo Ministro Timothy Harris sulla possibilità di sviluppo del settore nell’arcipelago in accordo con il governo, le corti, le banche e i lavoratori agricoli. Il paese, infatti, dovrebbe approvare in questo 2019 la norma che permetterà l’uso di cannabis per motivi terapeutici, religiosi e ricreativi.

5000 piante di canapa su un jet privato: celebrità fermate dalla polizia ai Caraibi
Alki David durante l’arresto

Ma la pronta risposta dello stesso primo Ministro non si è fatta attendere: “I cittadini stranieri non godranno di alcun vantaggio rispetto a quelli locali in questa fase in cui ci accingiamo a costruire la nostra industria della marijuana”, chiarendo che “il governo non ha concesso licenze per l’importazione di piante o semi di canapa e non ha avuto nessun colloquio con stranieri sul commercio di cannabis”.

La vicenda, dai contorni poco chiari, ha probabilmente preso questa piega forse per un accordo non andato a buon fine. Tra l’altro, sembra improbabile che personaggi di questo tipo, non proprio contrabbandieri vecchio stampo, rischino così tanto per assicurarsi una posizione di vantaggio in un mercato dal futuro promettente. Ma si sa, nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la sua avidità





SOSTIENI LA NOSTRA INDIPENDENZA GIORNALISTICA
Onestà intellettuale e indipendenza sono da sempre i punti chiave che caratterizzano il nostro modo di fare informazione (o spesso, contro-informazione). In un'epoca in cui i mass media sono spesso zerbini e megafoni di multinazionali e partiti politici, noi andiamo controcorrente, raccontando in maniera diretta, senza filtri né censure, il mondo che viviamo. Abbiamo sempre evitato titoli clickbait e sensazionalistici, così come la strumentalizzazione delle notizie. Viceversa, in questi anni abbiamo smontato decine di bufale e fake-news contro la cannabis, diffuse da tutti i principali quotidiani e siti web nazionali. Promuoviamo stili di vita sani ed eco-sostenibili, così come la salvaguardia dell'ambiente e di tutte le creature che lo popolano (e non solo a parole: la nostra rivista è stampata su una speciale carta ecologica grazie alla quale risparmiamo preziose risorse naturali). ORA ABBIAMO BISOGNO DI TE, per continuare a svolgere il nostro lavoro con serietà ed autonomia: ogni notizia che pubblichiamo è verificata con attenzione, ogni articolo di approfondimento, è scritto con cura e passione. Questo vogliamo continuare a fare, per offrirti sempre contenuti validi e punti di vista alternativi al pensiero unico che il sistema cerca di imporre. Ogni contributo, anche il più piccolo, per noi è prezioso. Grazie e buona lettura. CONTRIBUISCI.

Articoli correlati

Back to top button