terrorismo costa d'avorioIn Costa d’Avorio musulmani e cristiani vivono da sempre insieme rispettandosi. L’attacco terroristico di questi giorni, 16 morti, vuole colpire anche questo, ha come obiettivo anche lo spirito di tolleranza.

In più Al Quaeda, che sembra aver firmato l’attacco ad hotel e resort, mette nel mirino un paese attualmente leader della francofonia in Africa, la “ex” colonia per eccellenza, dove c’è un presidente portato al potere dai militari francesi ed i business dei nostri cugini d’oltralpe sono la caratteristica totalizzante dell’economia ivoriana. Si colpisce, insomma, un pezzo di Francia conficcato in Africa.

L’autobomba di Ankara, per ora 37 vittime, è l’ultimo episodio di una scia di sangue annosa, figlia del conflitto irriducibile con la locale minoranza curda. Le speranze di pace e conciliazione sono state soffocate da Erdogan a suon di bombardamenti nelle enclave curde, ma anche da parte di frange dei movimenti curdi refrattarie ad ogni compromesso.

In entrambi i casi, a morire, sono degli innocenti. Ad Ankara chi passava per caso dalle parti in cui è esplosa l’autobomba, in Costa d’Avorio qualche turista europeo in spiaggia e tanti poveri lavoratori locali senza colpa alcuna.

Ho sentito molte volte giustificare queste azioni con frasi che trovo terribilmente oscene. “Abbiamo solo questo modo per farvi capire l’orrore cui ci avete costretto da sempre… per farvi toccare con mano lo scempio provocato dai bombardamenti dei vostri paesi… voi votate i governi che ci fanno guerra e ci sfruttano e quindi siete corresponsabili”. Follia pura e peggio ancora.

Solo per inciso, ed è solo una parte del ragionamento: tra la gente di Ankara poteva esserci mia madre che mi ha insegnato l’orrore per le guerre e la prepotenza e l’attenzione per le ragioni delle minoranze. Nei resort in Costa d’Avorio, tra le vittime, c’erano lavoratori e lavoratrici pagate due soldi, i soliti dannati della terra.

Danni collaterali risponderebbero i teorici di certe simpatie giustificazioniste del terrorismo. Lo stesso ragionamento dei quartieri generali di ogni guerra. Lo stesso orribile cinismo. La guerra è solo orrore, il terrorismo altrettanto.





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