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Pubblichiamo una raccolta di articoli e notizie riguardanti il blitz della guardia di finanza contro i growshop e smartshop, avvenuto il 13 novembre 2008 in tutta Italia, accusati di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti.

13.11.2008 – fonte: Apcom
MAXI OPERAZIONE ANTIDROGA DELLE FIAMME GIALLE IN TUTTA ITALIA
Da questa mattina sono in corso da parte della guardia di finanza di oltre 100 città italiane le 156 perquisizioni disposte dall’autorità giudiziaria di Ferrara e la notifica delle 62 informazioni di garanzia per il reato di istigazione all’uso illecito di sostanze stupefacenti nei confronti dei gestori dei siti internet, dei negozi e dei distributori automatici di semi e materiali per la produzione della marijuana e dell’hashish “fai da te”. Sono stati scoperti diciannove siti internet interamente dedicati alla vendita dei semi di cannabis e del materiale per la sua coltivazione e lavorazione e 79 tra negozi e distributori automatici. (…)
Le indagini hanno preso avvio da un sequestro di semi di canapa contenuti in un distributore automatico collocato a Ferrara e segnalato al “117” delle fiamme gialle da un genitore, che non riusciva a capacitarsi della presenza di questa macchinetta per di più collocata nei pressi di una scuola cittadina.

14.11.2008 – fonte: Aduc (http://droghe.aduc.it)
GRAZIE GIOVANARDI, GRAZIE PROCURA DI FERRARA
‘Ndrangheta, Camorra e Mafia ringraziano vivamente il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle tossicodipendenze, Carlo Giovanardi, nonché la Procura di Ferrara per il loro impegno contro la vendita legale di semi di canapa, libri e attrezzature per la coltivazione di cannabis e altre ‘smart drugs’. Hanno dimostrato coraggio e determinazione ieri, con un blitz che si è esteso in tutta Italia. (…)
E’ davvero inconcepibile che dopo decenni di duro lavoro ed impegno per conquistare il mercato italiano e mondiale degli stupefacenti, ci siano negozi alla luce del sole che tentano di sottrarci i profitti. Se i nostri clienti fossero davvero informati su come autocoltivarsi la cannabis, per la nostra categoria si potrebbe prospettare un danno enorme, quasi fatale.
Ora gli sforzi del Governo e della magistratura ci rassicurano, anche se capiamo che l’operazione di ieri potrebbe essere costata diversi milioni di euro ai contribuenti. Ma è urgente colpire duramente quelle sacche di concorrenza sleale che mettono a rischio decine di migliaia di trafficanti e spacciatori. Così come è urgente continuare ad incarcerare tutti coloro che in casa coltivano anche una sola piantina di cannabis. A chi sostiene che i semi di cannabis sono legali, che la pubblicazione di un libro sulla coltivazione della cannabis è protetta dalla Costituzione e dalla libertà di espressione, noi diciamo che della Costituzione ce ne fottiamo. Non abbiamo mai rispettato la legge e non cominceremo certo oggi, specialmente quando rischiamo il collasso economico. Offriamo quindi la nostra più sentita riconoscenza a Giovanardi e alla Procura di Ferrara. (…) Ndrangheta, Camorra, Mafia
***
ATTENZIONE: L’Aduc (e Dolce Vita – n.d.r.) non condivide le opinioni espresse nella lettera. Per questo, pubblicheremo presto un compendio sulla coltivazione della cannabis su questo sito (e noi già lo facciamo attraverso questa rivista – n.d.r.). Se saremo colpiti dalla censura della Procura di Ferrara, lotteremo per difendere il diritto alla libertà di espressione contro un’interpretazione sempre più ampia e fantasiosa della legge. Se continuiamo in questa direzione, non è escluso che anche chiedere una diversa politica sulle droghe, come facciamo da questo sito, venga presto perseguito come ‘istigazione’ a delinquere.

4.12.2008 – fonte: Antiproibizionisti.it
ISTIGAZIONE: IL GIUDICE DEL RIESAME DI FERRARA ANNULLA IL DECRETO DEL P.M.
«La mera messa in vendita o anche la pubblicizzazione su siti internet della vendita di cose propedeutiche alla coltivazione di piante stupefacenti, non integra la condotta di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti».
Il Giudice del Riesame del Tribunale di Ferrara ha accolto l’istanza proposta da una ventina di negozianti coinvolti nell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza che il 13 novembre scorso, a seguito del provvedimento emesso dal P.M. di Ferrara, aveva portato alla notifica di 62 informazioni di garanzia per il reato di «istigazione all’uso illecito di sostanze stupefacenti» e all’esecuzione di 240 perquisizioni nei confronti dei gestori di negozi, siti internet e distributori automatici di semi di cannabis e materiali per la coltivazione, eseguite in 108 città italiane. Ritenendo che «la condotta preliminare e preparatoria non può essere in nessun modo ricondotta alla fattispecie tipica penalmente sanzionata della coltivazione o dell’istigazione alla coltivazione» e tenendo conto del fatto che in tal senso già nel 1988 la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che il mero possesso dei semi di piante atte a produrre sostanza stupefacente non integra il tentativo del delitto di coltivazione e vendita vietate, il Giudice del Riesame ha annullato il provvedimento del P.M. e disposto la restituzione di quanto sequestrato.
Il pronunciamento odierno è particolarmente rilevante in quanto afferma esplicitamente che «la mera messa in vendita o anche la pubblicizzazione su siti internet della vendita di cose propedeutiche alla coltivazione di piante stupefacenti, non integra la condotta di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti, attesa la necessità di mantenere distinta l’attività di mero orientamento culturale da quella di concreta spinta all’azione implicita nella nozione di istigazione».
L’ordinanza sottolinea anche come sia del tutto evidente che «il sistema della legge se da un canto vieta la coltivazione, dall’altro non vieta affatto la produzione o la vendita delle cose necessarie per la coltivazione, creando così una classica lacuna che non può essere coperta in via interpretativa per il principio della tassatività delle fattispecie penali da interpretare restrittivamente e con esclusione di qualunque estensione analogica».

 





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