Interviste

Le tredici pose dei Deasonika

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“Tredicipose” è il titolo del nuovo album dei Deasonika, la band milanese che ritorna dopo due anni e mezzo con un nuovo lavoro dalle tinte rosse. Il disco è stato realizzato con la preziosa produzione artistica di Marco Trentacoste, già collaboratore dei precedenti tre lavori.

La scelta del titolo si riallaccia al lavoro strettamente collegato al mondo della fotografia e del cinema, tredici pose, una in più del classico standard fotografico, tredici istantanee presenti anche nel booklet, una per ogni brano. Il brano di chiusura dell’album, “Gregorian” è una sorta di anti-singolo sotto forma di video, realizzato dalla fotografa Alice Pedroletti e girato con apparecchiature semplicissime low-fi, caratteristica di quasi tutto il progetto che prevede la realizzazione di “video-tracce” ognuna legata ai tredici brani dell’album.

L’album “Tredicipose” contiene nove brani in italiano, per proseguire lo stile che ha accompagnato i Deasonika fino a questa quarta uscita, tre brani in inglese ed uno in francese, “Le Rebelle” con un testo preso in prestito da una poesia di Baudelaire di “Les Fleurs du Mal” che sembra nato per appoggiarsi alle note di questo brano.

La distribuzione dell’album ha di per sé qualcosa di innovativo nel senso che le prime mille copie di “Tredicipose – Special Live Edition” , edizione limitata, viene distribuita durante i concerti dei Deasonika mentre nei negozi di dischi e megastore italiani è possibile acquistare un doppio cd contenente tutta la nuova esperienza dei Deasonika: CD1: “Tredicipose”, CD2: dvd del mini film “Dovunque, adesso”. Quest’ultimo è una delle novità del nuovo lavoro dei Deasonika, un mini film curato dal giovane regista Simone Covini.

Durante la lavorazione del disco i Deasonika hanno accettato la proposta del regista e video maker milanese Simone Covini di contribuire alla sonorizzazione del suo ultimo lavoro cinematografico, il mini-film “Dovunque, adesso” un’opera di forte impronta rock che racconta la folle notte in hotel di una band di ritorno da un concerto. Un intrecciarsi di vicende notturne tra personaggi i cui destini si incontrano e scontrano, si attirano e devastano tra bravate e vendette, una vicenda dai colori rossi e neri, in perfetta sintonia con la colonna sonora realizzata dai Deasonika i quali hanno inoltre prestato 4 brani in anteprima del loro disco in uscita. “Dovunque, adesso” viene inoltre proiettato su apposito megaschermo/scenografia in apertura ai concerti del tour di presentazione di “Tredicipose”, in luogo della tradizionale “band di supporto”. Dopo che il rock è entrato nel cinema, è il cinema che si fa largo nel contesto del concerto rock così da rendere ancora più originale l’esperienza live nella nuova veste dei Deasonika.

Abbiamo chiacchierato con Max Zanotti, leader e anima dei Deasonika al quale abbiamo rivolto alcune domande…ecco cosa ci ha raccontato.

Tredicipose… Possiamo parlare di un concept album o di un semplice esperimento musicale-visivo? Ci parli della genesi di questo lavoro?
Max: anche gli altri lavori della band percorrono la stessa strada, la differenza credo che stia nell’impronta “live“ che Tredicipose ha. Il valore aggiunto é sicuramente la volontà di associare la musica alle immagini. Forme d’arte diverse ma che non andrebbero mai scisse. La fonte d’ispirazione per creare una canzone spesso nasce da immagini e viceversa, non vedo una rivoluzione artistica nel farlo o nel pensarlo, a volte viene sottovalutata la bellezza nel immergersi in un’unica forma espressiva.

Ho sempre apprezzato le band/artisti che sanno riproporsi in vesti nuove, questo lavoro al primo ascolto mi sembra differente dai precedenti come sonorità ed impulsi emotivi. Senza scendere in analisi dettagliate ho come la sensazione che sia più diretto e viscerale, come si evolve il vostro modo di scrivere e su quali spinte agite per comporre cose nuove?
Max: Sicuramente il momento emotivo sceglie la strada da percorrere. E’ stato per noi un periodo molto intenso di emozioni e situazioni “al limite“. Il risultato non poteva essere differente. La scrittura è simile nel modo ma sicuramente differente per ogni momento.

Interessanti e proficue sono le vostre collaborazioni con Alice Pedroletti e Simone Covini; si tratta di collaborazioni volute o sono nate per caso?
Max: credo che nulla accada per caso. Con Alice collaboriamo ormai da tempo e la volontà di creare cose nuove è solo la genesi di un percorso fatto insieme. Siamo all’inizio di un progetto musico-visivo che ha avuto in “Gregorian” la partenza e vedrà l’evolversi durante questo anno. Una delle aspirazioni della band è sempre stata quella di creare musica per una colonna sonora . Simone Covini ci ha contattati anche perché nella musica dei Deasonika è forte questa componente.

Quanto e come vedete cambiata la scena musicale italiana? Il vostro percorso personale sente queste trasformazioni e verso quale direzione va (o si oppone)?
Max: non c’e’ paragone tra la musica che si ascoltava e si faceva prima e quella di adesso. La musica italiana sta decisamente cambiando, in peggio. Le nuove sonorità e le esigenze radio-televisive credo che abbiano arrecato danni. Non faccio di tutta l’erba un fascio ma é sempre più faticoso trovare qualcosa che mi piaccia e mi faccia dire “cazzo, ma da dove arrivano questi!“. L’essere esterofili prima era una moda ora è un’esigenza.

Anna D’Oria

 





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