Il limite maggiore nelle manutenzioni alle infrastrutture come viadotti e ponti è la difficoltà nell’individuare i punti esatti di fratture o l’inizio di piccoli cedimenti. Stesso discorso vale anche nel campo dell’areonautica, in particolare per le micro fratture dell’acciaio delle ali causate della pressione a cui sono sollecitate.

Queste e molte altre potranno essere gli ambiti di applicazione della vernice al grafene che un gruppo di ricercatori tedeschi dell’Istituto Leibniz per la Ricerca sui Polimeri sta sperimentando. Orientando le molecole di grafene seguendo una struttura frattale, come potrebbero essere le squame dei pesci o la conformazione di un cavolo romano, si è in grado di far riflettere la luce intensificando alcune frequenze luminose.

In pratica sarà possibile verificare ad occhio nudo il punto esatto dove la struttura inizia a cedere a causa della troppa sollecitazione semplicemente perché quest’area cambierà colore in rosso, verde o giallo e intervenire prontamente per manutenerla.

 

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