La Scozia inizia a raccogliere i primi frutti di una politica energetica improntata al rinnovabile, e il raccolto è più che abbondante.

Nei primi sei mesi di quest’anno la produzione di energia derivata dalle turbine eoliche è stata di 6 milioni di megawattora, un aumento del 24% se si paragonano ai valori del 2015.

Durante il primo semestre di quest’anno è stato generato fino al 118% del fabbisogno domestico esclusivamente da fonti rinnovabili, a riprova di quanto l’energia pulita potrebbe giocare un ruolo principe nella lotta contro le emissioni di anidride carbonica.

Facendo una panoramica globale di questi mesi, includendo quindi richiesta energetica domestica ed industriale, nel 2017 il 57% è coperto da energia che proviene da fonti rinnovabili.

Un risultato che premia l’attenzione della Scozia ai cambiamenti climatici, in particolare all’emissione di carbonio, e che ha permesso al Paese di attirare investimenti e creare nuovi posti di lavoro.

Rimangono i dubbi sull’impatto paesaggistico delle strutture viste la quantità delle turbine e le grandi dimensioni delle pale; alcune associazioni di protezione di animali si domandano se le pale non siano pericolose per gli stormi che migrano ogni anno in queste regioni anche se ne riconoscono la valenza per affrontare in maniera attiva il cambiamento climatico.

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