A differenza della coltivazione, la semplice detenzione di cannabis al solo scopo di consumo personale in Italia è stata depenalizzata grazie al referendum promosso da Marco Pannella nel 1993. Da allora il possesso di cannabis non è più considerato un reato penale.

Nonostante questo non si deve fare lo sbaglio di credere che qualche grammo di cannabis possa essere posseduto senza rischi. Infatti, la detenzione (e il consumo) di cannabis costituisce un reato amministrativo, i cui confini sono stabiliti dall’art. 75 del DPR 309/90.

In pratica chi detiene modeste quantità di cannabis non rischia il carcere, ma va incontro a sanzioni comunque pesanti che possono comprendere: sospensione della patente, sospensione della licenza di porto d’armi, sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente, sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo e il divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario. In tale contesto il Prefetto può anche formulare l’invito a seguire un programma terapeutico personalizzato presso un’apposita struttura.

Il limite al di sotto del quale la detenzione di cannabis viene sempre considerata per esclusivo consumo personale è fissato in 500mg di principio attivo Thc. Quindi nel caso, ad esempio, di cannabis al 10% di Thc è fissato in 5 grammi di infiorescenze. Sopra questa soglia si incorre nell’incriminazione per detenzione ai fini di spaccio (le cui pene sono stabilite dall’art. 73, sopra citato).

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