Coltivazione indoor e outdoor, ovvero “dentro” o “fuori” la porta (di casa). Si tratta delle due metodologie nelle quali si può coltivare la cannabis. La coltivazione outdoor è quella classica, propria della natura e sempre valida. Quella indoor nasce come effetto collaterale del proibizionismo, permettendo di tenere la pianta vietata al riparo da occhi indiscreti, ma oggi rimane diffusa anche laddove la coltivazione è diventata legale.

La coltivazione al chiuso, infatti, presenta alcune caratteristiche peculiari che la rendono a molti preferibile, a cominciare dalla comodità: non dipende dalle stagioni, assicura più raccolti in un anno, permette di controllare totalmente le condizioni ambientali di crescita. Inoltre consente di preservare la genetica del seme, mentre una coltivazione all’aperto è esposta alla possibile “contaminazione” dei pollini portati dal vento.

Nonostante questo molti coltivatori continuano a preferire la coltivazione outdoor, che pur tra maggiori difficoltà, gantisce una maggiore naturalità alla canapa. (per approfondire clicca qui)

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