Non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate, gli unici obblighi per il coltivatore sono quello di conservare i cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente. La percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore, e gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Nel caso in cui la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso “è esclusa la responsabilità dell’agricoltore”.

DOVE POSSO TROVARE I SEMI? Come detto i semi devono essere varietà certificate che abbiano al massimo lo 0,2% di THC (anche se il limite in Italia è stato spostato allo 0,6%). Attualmente come varietà italiane sarebbero disponibili la Carmagnola, la Fibranova e l’Eletta Campana, ma non vengono prodotti semi a sufficienza per soddisfare tutte le richieste. A questo proposito è però possibile importare semi dalla Francia, dalla Germania o dall’est Europa (Ucraina e Ungheria principalmente). Il consiglio è quello di appoggiarsi ad un’associazione sia per l’acquisto dei semi, sia in caso di bisogno d’aiuto o richieste di informazioni tecniche e specifiche. (QUI una presentazione delle principali associazioni italiane che si occupano di canapa industriale). In alternativa su Facebook è attivo il gruppo Canapa Sativa Italia nel quale spesso diversi coltivatori si uniscono per acquistare insieme i semi ed abbattere i costi.

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