cannabis

La pianta di Cannabis è ritenuta essere una delle più antiche colture dell’umanità, usata sin dall’era Neolitica come fonte di fibra, cibo, olio, medicinali e secondo quanto emerge da alcuni ritrovamenti archeologici veniva impiegata anche in alcuni rituali sacri. I primi documenti scritti risalgono all’ antica letteratura cinese, reperti mostranti immagini e metodi di coltivazione della Cannabis testimoniano il suo primo utilizzo e lo stretto rapporto con che la pianta ha avuto con l’uomo. In Cina è stata coltivata e lavorata durante almeno seimila anni e continua a esserlo tutt’oggi. Questa coltura può essere stato introdotto in Europa da tribù nomadi proveniente dell’Asia centrale circa nel 1500 AC. mentre commercianti arabi possono invece averla introdotta in Africa e specialmente nel Maghreb durante il grande periodo di conquiste Musulmane nel corso del 700 DC.

Il ceppo indigeno di Cannabis è stimato provenire dall’Asia centrale, in una regione che si estende dal Nord-Ovest dell’Himalaya fino alla Cina. Il genere della pianta può avere due principali centri di diversificazione: Hindustano e Europeo-Siberiano. La Cannabis mantiene in entrambi i casi la particolare capacità di sfuggire dalla coltivazione per tornare alla sua natura selvatica. Viene quindi considerata una pianta solo semi-addomesticata data la sua tendenza a “selvatizzare“. La Cannabis è da un punto di vista botanico una pianta dioica normalmente, esistono quindi esemplari maschi e femmine, con la possibilità di moionicizzare. e presenta con un ciclo di vita annuale, con la possibilità di avere maggiori longevità nelle regioni subtropicali. Il genere di Cannabis è oggi distribuito in tutto il mondo, dall’equatore a circa 60° Nord di latitudine e in gran parte dell’emisfero Sud. La Cannabis coltivata per la fibra e per i semi, distinta da quella coltivata per il suo contenuto farmaceutico, viene denominato ‘canapa’ e comprende due grandi famiglie: la canapa dell’Est Asiatico e quella Europea.

Un’interessante interpretazione data dai botanici russi è riconoscere quattro gruppi ‘eco-geografici’ di canapa: del Nord, Medio-russa, del Sud e del lontano Est. Le varietà locali di canapa del Nord sono più piccole in statura e di rapida maturazione rispetto alle varietà provenienti da latitudini più meridionali. Sono presenti in ogni caso una serie di sovrapposizione e di gradazioni intermedie trai tratti fenotipici dei tipi Nord, Medio-russa e meridionale che complica questo tipo di classificazione. In linea generale le varietà locali di canapa asiatica dell’Estremo Oriente sono simili al gruppo eco-geografico del Sud.

In Figura è rappresentata la mappa del persorso etno-botanico della Cannabis . Le frecce suggeriscono possibili movimenti migratori umani che hanno disperso la pianta in tutto il Mondo a partire dall’ipotetica prima addomesticazione in Asia intorno al 12.000 AC.

In Figura è rappresentata la mappa del persorso etno-botanico della Cannabis . Le frecce suggeriscono possibili
movimenti migratori umani che hanno disperso la pianta in tutto il Mondo a partire dall’ipotetica prima addomesticazione
in Asia intorno al 12.000 AC.

Le prime classificazioni Botaniche della Cannabis risalgono al XVIII secolo durante il periodo di grande riscoperta scientifica, l’Illuminismo. Il primo botanico/ naturalista a parlarne fu Carl Linnaeus (1707 – 1778), che considera l’intero genere della Cannabis come una singola specie indivisa: la Cannabis sativa L. Successivamente un altro botanico del tempo, Jean-Baptiste de Lamarck (1744 – 1829), determinò che i ceppi di Cannabis provenienti dall’India sono differenti da quelli Europei, chiamando così la nuova specie appunto C. indica Lam. Le principali caratteristiche distintive della C. indica sono una maggiore ramificazione della pianta, una corteccia più sottile, foglie più strette e la capacità generale di indurre uno stato di ebbrezza se consumata. Le opinioni riguardo questa classificazione divergono, in ogni caso resta che Lamarck ha adeguatamente differenziato la C. indica dalla C. sativa divenendo così entrambe le varietà validamente accettate come distinte. Sono state successivamente proposte ulteriori famiglie di Cannabis indipendenti come la C. ruderalis Janisch, scoperta dal botanico russo D.E. Janischevsky durante studi effettuati su varietà spontanee cresciute nella Russia centrale e la C. chinensis Delile. Entrambe le varietà però non sono state ritenute “autonome” e quindi vengono classificate come sottospeci appartenenti alla larga famiglia della C. sativa.

Un ulteriore passo avanti fatto dalla botanica della Cannabis è dovuto alle ricerche del botanico Russo Nikolai Ivanovich Vavilov (1887 – 1943) che considera la specie selvatica C. Ruderalis essere sinonimo di C. sativa L. var. Spontanea Vav. e non una specie indipendente, ma bensi una varietà spontanea di C. sativa. Inoltre lo stesso Vavilov, dopo aver scoperto alcune popolazioni selvagge in Afghanistan distinte dalla varietà spontanee di C. indica, conia il nuovo genere tassonomico di C. indica Lam. var. kafiristanica Vav.

Small e Cronquist in epoca più recente hanno proposto l’ipotesi di un’unica categorizzazione per la Cannabis, illustrata nel libro “Practical and Natural Taxonomy for Cannabis” pubblicando nell’Agosto 1976. Questa nuova classificazione modifica i previ concetti di Lamarck e Vavilov, raggruppando tutte le sottospeci della pianta sotto la “specie-madre” Cannabis sativa. La Cannabis indica viene quindi ridefinita come C. sativa L. subsp. indica, subspecie della C. sativa e differenziata sulla base dello scopo della coltivazione, usata principalmente per l’uso medicinale e non per per fibre e semi. Small e Cronquist inoltre biforcarono entrambe le sottospecie (indica e sativa) in varietà ‘selvaggia’ e ‘addomesticata’ sulla base della dimensione dei semi e altre caratteristiche della pianta. Questi concetti sono stati successivamente contestati da altri opinionisti, rendendo la qualificazione tassonimica della pianta non ancora chiara in linea assoluta. In ogni caso, seguando i caratteri morfologici della pianta vengono evidenziate tre principali sottospeci di Cannabis: C. indica, C. sativa e C. ruderalis.

In fine, viene illustrata la complicata botanica di questa pianta millenaria, che ha subito molti adattamenti imposti dall’uomo durante un lungo viaggio attraverso il globo. Nella tabella sottostante è riportata quindi la tassonomia della misteriosa pianta di Cannabis, con l’intenzione chiarire un’ argomento ancora incerto e dare ispirazione per ulteriori ricerche.

Regno: Piante
Divisione: Tracheopita
Sottodivisione: Pteropsida
Classe: Angiospermae
Sottoclasse: Dicotiledoneae
Superordine: Dilleniidae
Ordine: Urticales
Famiglia: Cannabaceae
Genere Cannabis
Specie sativa

Sottospecie:
C. sativa L. subsp. Sativa (L.) – Autore: Small et Cronquist
C. sativa subsp. Indica (Lam.) – Autore: Small et Cronquist

Varietà:
C. sativa L. subsp. Sativa (L.) var. sativa (L.) Coltivata – Autore: Small et Cronquist
C. sativa L. subsp. Sativa (L.) var. spontanea (L.) Spontanea – Autore: Vavilov
C. sativa subsp. Indica (Lam.) var. indica Coltivata – Autore: Wehmer, Die Pflanzenstoffe
C. sativa subsp. Indica (Lam.) var. kafiristanica Spontanea – Autore: Vavilov

BIBLIOGRAFIA
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de Candolle A. 1885. Hemp – Cannabis sativa L. In: Origin of Cultivated Plants, D. Appleton, New York, pp. 148–149.
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Small E. and Cronquist A. 1976. A practical and natural taxonomy for Cannabis. Taxon 25: 405–435.
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Schultes R.E. 1973. Man and marijuana. Nat. Hist. 82: 58–63, 80, 82.

 

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