La storia, il presente e il futuro possibile della coltivazione e trasformazione della canapa al centro di questo evento organizzato dal basso per informare, dialogare, pensare e sviluppare nuovi progetti di filiera etica.

In Sardegna, come in tutto il mondo, si è pronti a investire energie, sperimentare, fare ricerca e sviluppare nuovi prodotti sani ed ecologici grazie alla riscoperta del mondo della canapa.

Una pianta coltivata quasi ovunque da 10.000 anni proprio per la sua versatilità ed ecologicità, in quanto le diverse varietà si adattano a quasi tutte le condizioni climatiche, non richiedono pesticidi, bonificano e rigenerano terreni, producono abbondante biomassa e migliaia di prodotti sostenibili che possono ora avvantaggiarsi di nuove tecnologie e conoscenze.

Nelle quattro giornate di Su Canabariu, da sabato 28 aprile a martedì 2 maggio, a Cagliari (Via Armando Diaz 221), esperti e appassionati si incontrano e riflettono sulle opportunità esistenti e quelle possibili, presentandosi al contempo alla comunità allargata e creando nuove connessioni.

In un mondo alla ricerca di nuovi stili di vita sostenibili – dice Pietro Luigi Mascia, distributore di prodotti di canapa e ideatore dell’evento – è importante cavalcare l’onda e portarsi avanti per sfruttare con intelligenza le condizioni favorevoli del mercato iniziando a produrre e innovare anche nel nostro territorio”.

Piero Manzanares, Presidente dell’Associazione Culturale Sardinia Cannabis, nata a Sassari come start-up dopo uno stimolante percorso formativo, e impegnata nell’organizzazione delle attività culturali di Su Canabariu, racconta che “da anni seguiamo l’evolversi del recupero della canapa nel mondo e abbiamo iniziato seriamente, con altri giovani appassionati di innovazione, a studiare il potenziale della coltivazione e trasformazione nella nostra regione per risolvere problemi comuni e creare economia circolare. Abbiamo già iniziato a mietere i primi successi coltivando in maniera sperimentale recuperando terreni abbandonati e ora siamo certi che creando in maniera collaborativa una filiera regionale della canapa industriale, con un impianto modulare di trasformazione che possa fornire diversi semilavorati, potremmo creare una rete di imprese innovative in grado di produrre cibo, medicine, energia rinnovabile, bioplastiche, prodotti per l’abitare sano e infiniti stimoli per l’artigianato, il design e il turismo sostenibile.”

Sabato 28 pomeriggio, a partire dalle 16, un Convegno sulla filiera possibile e le positive ricadute economiche che altre realtà stanno avendo aprirà i lavori tecnici, che proseguiranno Lunedì 30 aprile in mattinata con un approfondimento sullo scenario regionale e nel pomeriggio dalle 16 con un focus tematico sui possibili utilizzi terapeutici della canapa.

Su Canabariu è solo il primo di tanti passi che seguiranno e solo uno dei nodi che già esistono nella rete della canapa, che continuerà ad allargarsi connettendo tutti coloro che vogliono impegnarsi per un nuovo benessere comune.

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