Si nasce dipendenti dalla madre. Si lotta nella gioventù per appartenere ad un gruppo sociale e se si viene esclusi, si soffre molto.
È anche grazie a chi ci circonda che creiamo la nostra identità, comprendiamo le regole della società e soddisfiamo il nostro bisogno di appartenenza a qualcosa di più grande di noi. Veniamo al mondo con un’indole più o meno forte, meglio definita come “temperamento”, e da lì, a seguito delle esperienze che facciamo, formiamo la nostra personalità.

Quasi tutti ricerchiamo l’approvazione sociale, ossia abbiamo bisogno che ci venga trasmesso il messaggio che valiamo per quello che siamo. Meno percepiamo di valere, più saremo sensibili ai giudizi, anche di chi è al di fuori della nostra cerchia di amicizie. Alcune persone riescono a capirsi solamente attraverso gli altri, dando quindi un’elevata importanza al punto di vista altrui piuttosto che al proprio. 
Numerosi individui si comportano come fossero dei contenitori vuoti che aspettano siano i loro simili a riempirli di significati; sarebbe invece assai più utile guardarsi dentro e scovare quali siano i propri valori più profondi.

Chi prova una sensazione di vuoto incolmabile, non solo non apprezzerà lo stare solo, ma soffrirà frequentemente la mancanza delle altre persone. Meno ci è chiaro chi siamo e quanto valiamo, più ci occorre l’approvazione e il sostegno altrui. Per molti, un legame sentimentale è un antidoto per la solitudine. Chi vive la coppia come una “simbiosi”, tendenzialmente confonde l’amore con il possesso; così finché non apprenderà modi più funzionali di relazionarsi con il/la partner, propenderà ad accusare tale dolore. La vita di coppia è un’occasione straordinaria per esprimere sé stessi, resta però essenziale ritagliarsi degli spazi in cui stare separati, affinché la relazione possa “respirare”.

La maggior parte della gente fatica a cogliere il piacere e la meravigliosa forza della solitudine, la vive pertanto più come una condanna che come un dono. Stare da soli non significa che ci manca qualcosa, al contrario significa sentirsi completi. Acquisire la ricchezza interiore che ci permetterà di apprezzare questa condizione, ci farà anche godere maggiormente delle relazioni interpersonali.

Stare da soli provando soddisfazione, s’impara; può avvenire colmando il vuoto interiore, ossia acquisendo maggiore consapevolezza di sé stessi, entrando in contatto con la propria autenticità e comprendendo cosa conta davvero nella vita.
Le persone che più apprezzano momenti di solitudine sono quelle che hanno avuto l’occasione di fare un buon percorso di crescita, che hanno imparato a rialzarsi quando cadono e a conoscersi profondamente. Una volta superate le situazioni difficili, sono divenute forti e autonome, hanno imparato ad amare e hanno appreso il valore di vivere secondo la propria natura, nel rispetto del prossimo. Queste hanno fatto della solitudine un'”oasi felice”.

Stare da soli permette di sentirsi liberi, autonomi e coltivare la propria pace interiore. Una persona che ha acquisito una buona consapevolezza di sé stessa non ha quindi paura della solitudine, anzi ne ha bisogno. La sua forza le permetterà infatti di non dipendere da qualcuno. Le strade per vivere bene la solitudine sono molte e a ciascuno spetta scovare la propria. È possibile, ad esempio, trovarla leggendo o immergendosi nella natura.

Ognuno di noi dovrebbe avere un posto in cui potersi rilassare piacevolmente, in cui entrare in contatto con i propri valori, risorse ed emozioni. Più creiamo un rapporto positivo col nostro “io”, più avvertiamo una sensazione di pienezza e di benessere psicologico, che derivano dalla percezione che non siamo soli perché sostenuti dalla ricchezza del nostro universo interiore.

 

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