Dopo la Toscana, l’Abruzzo e la Lombardia, anche il Piemonte prende posizione in tema di sperimentazione animale: non solo impegnandosi nella promozione e diffusione di modelli sostitutivi sul territorio istituendo un Comitato etico apposito, ma stanziando dei fondi per borse di studio all’estero attraverso protocolli d’intesa con università, istituti scientifici ed enti di ricerca pubblici e privati piemontesi. Una buona notizia messa nero su bianco tramite una legge appena approvata dal Consiglio regionale.

Parliamo di 350mila euro per i prossimi 3 anni (100mila euro per il 2018, altrettanti per il 2019  e 150mila euro per il 2020), allo scopo di aprire altre strade alla ricerca. «Auspichiamo che gli enti pubblici comincino a credere in tipi di ricerca più moderni che non contemplino l’uso di animali», ha commentato Francesca Frediani, capogruppo del Movimento 5 Stelle e tra le maggiori sostenitrici di questa iniziativa.

Ricordiamo che la sperimentazione animale è obbligatoria per legge prima di introdurre sul mercato un nuovo farmaco ma che, in ottemperanza alla direttiva UE 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (normativa che è stata recepita nel nostro Paese con il D.Lgs. 26 del 4 marzo 2014), la promozione dei Principi delle 3R nella Didattica e nella Ricerca è oggigiorno prioritaria.

3R è l’acronimo di Replacement, vale a dire la sostituzione delle sperimentazioni sugli animali con metodi alternativi ogni qual volta questo sia possibile, Reduction, ovvero la riduzione al minimo indispensabile del numero di animali utilizzati e Refinement, cioè il continuo perfezionamento dei metodi impiegati allo scopo di ridurre la sofferenza degli animali.

A tal fine, solo qualche mese fa è stato inaugurato in Italia un centro interuniversitario che, pur non avendo una sede fisica, coinvolge sessanta tra docenti e ricercatori delle Università di Pisa e Genova.

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