La Corte Costituzionale spagnola ha assolto cinque soci del Cannabis Social Club di Bilbao “Ebers”, dall’accusa di reato contro la salute pubblica. Per gli attivisti del Csc basco si tratta della fine di una lunga odissea giudiziaria iniziata il 14 novembre del 2011 quando gli agenti della guardia civil fecero irruzione nel club sequestrando la cannabis detenuta e indagando i gestori.

Il loro caso finì di fronte al Tribunale Provinciale che nel 2014 assolse tutti gli imputati, riconoscendo al club di coltivare e detenere cannabis per un “consumo condiviso e senza scopo di lucro per allontanarsi dal mercato nero”. Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo che l’accusa presentò ricorso contro l’assoluzione, e nel secondo grado di giudizio i cinque membri di Ebers vennero invece condannati per “crimini contro la salute pubblica” da parte della Sezione Penale del Tribunale Supremo di Spagna.

Gli avvocati degli attivisti presentarono quindi un contro-ricorso alla Corte Costituzionale che in questi giorni ha ribadito le ragioni della prima sentenza, assolvendo i cinque imputati, due dirigenti e tre soci del club, da tutte le accuse.

L’importanza della sentenza va oltre il caso particolare e porta una ventata di ottimismo in vista delle prossime importanti sentenze. Negli ultimi mesi i Cannabis Social Club si trovano infatti sotto attacco da parte del governo di Madrid, con il governo guidato dal primo ministro Mariano Rajoy che ha presentato ricorso contro le norme in favore della distribuzione di cannabis da parte dei clubs adottate dai governi regionali della Catalogna e Paesi Baschi.

Attualmente la legge catalana sui social club è stata sospesa in attesa della sentenza, e se la Corte Costituzionale manterrà l’indirizzo mostrato nella sentenza in favore di Ebers potrebbe profilarsi una sconfitta per il governo di Madrid e un’apertura di fatto alla legalizzazione dell’attività dei CSC da parte dei governi regionali.

 

 

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