Tre giorni di incontri, escursioni e iniziative dedicate agli amanti del turismo lento, per scoprire Monteriggioni e la via Francigena. Lo scorso settembre, dal 22 al 24, ad Abbadia Isola, borgo a pochi passi da Monteriggioni, circa 2000 persone hanno partecipato alla terza edizione dello Slow Travel Fest, il festival del viaggio lento, a piedi e in bicicletta.

Lo slow Travel Fest permette di vivere l’esperienza della “scoperta del territorio” grazie a numerose iniziative ed escursioni, con momenti outdoor dedicati agli appassionati di trekking tra i luoghi che arricchiscono lo storico borgo di Monteriggioni, Abbadia Isola e dintorni.

Ad aprire il festival la Francigena Welcome Walk!, un percorso lungo 30 km alla scoperta di una delle tappe più suggestive della via Francigena toscana.

Tra i temi degli incontri pubblici: il racconto (spettacolo inaugurale di Davide Sapienza dedicato a Jack London); la scoperta (con il contributo di Tiziano Fratus, autore di testi che legano viaggio e meditazione e della viaggiatrice e fotografa Darinka Montico); le escursioni (con un ricco programma di trekking alla scoperta della biodiversità e della geologia del territorio).

«Abbiamo scelto attività che avessero un valore aggiunto quindi un paio di workshop di fotografia, uno al tramonto e uno all’alba con un fotografo naturalista, un workshop di illustrazione, in particolare di visual storytelling con Fabio Consoli, illustratore molto conosciuto che vive a New York. Abbiamo cercato di ampliare la proposta sia con i workshop che con delle escursioni particolari, tipo quelle in grotta. Molti locali non sanno che in queste zone ci molte grotte da poter visitare». Ha raccontato Giancarlo Brunelli, direttore artistico del festival, in merito ai workshop itineranti, ideati nell’ultima edizione. «Novità di quest’anno anche l’area olistica, i corsi di yoga e di riflessologia plantare. 
Abbiamo cercato di veicolare il concetto secondo cui la lentezza non è da intendersi come rilassatezza ma come un’attività che mette in contatto con il territorio, più lentamente o meno, ma sono esperienze outdoor».

Trasformare un piccolo borgo nella capitale culturale di tutta la via francigena per 3 giorni e riunire la comunità all’insegna di valori ambientali e naturalisti per una riscoperta del territorio locale sono gli obiettivi primari del festival.
«Nel nostro piccolo abbiamo calcolato che i soldi impegnati come contributo hanno un ritorno sul territorio del 300%. È un evento che non è fine a se stesso ma ha un ritorno per le comunità locali, un fare sistema fondamentalmente. Piccoli tasselli di fare comunità», continua a spiegare Giancarlo.

Inoltre gli organizzatori stanno valutando l’idea di proporre, come hanno fatto in va sperimentale l’anno scorso, delle date intermedie durante l’anno con eventi e momenti puntuali sparsi, per sperimentare altri luoghi e riscoprire il territorio.

Lo Slow Travel Fest è stato animato ancora una volta dalla musica, con il talento fingerstyle del chitarrista Lorenzo Niccolini, l’Orchestrina del Progresso, le danze ispirate al ritmo della musica tradizionale, e il concerto finale di Fanfara Station, trio in grado di combinare elettronica, suoni da orchestra ottomana e ritmi nordafricani.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti su www.slowtravelfest.it.

Crediti fotografici: Yari Ghidone

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