Rkomi OssigenoDal suo primo album in carriera, “Io in terra”, è passato meno di un anno, ma Mirko Martorana, in arte Rkomi è già tornato sulla scena con un progetto che esula dalle consuete dinamiche discografiche. Si tratta di “Ossigeno”, uscito il 13 luglio e composto da un libro di 112 pagine tra testi, a cura di Tommaso Naccari, e foto, accompagnato da un EP contenente ben sei inediti.

«Ci tengo a dire che non è un romanzo, non è una biografia, ma una raccolta di pensieri e di appunti», ha subito precisato Rkomi, in conferenza stampa a Milano, a proposito di “Ossigeno” e, in effetti, i due elementi della combo, libro e disco, sono legati a doppio filo. Un flusso continuo di pensieri, che accompagna il lettore dentro la testa del rapper di Calvairate, il quartiere milanese dove Mirko è cresciuto e ha iniziato a rappare, aiutandolo a fare chiarezza e a mettere a fuoco il processo di evoluzione, che, sin dall’esordio con l’EP “Daisen Sollen”, ne ha caratterizzato il percorso artistico. In questo senso “Ossigeno” rappresenta una boccata d’aria fresca, una pausa di riflessione, per guardarsi indietro, dentro, attorno e, finalmente, volgere lo sguardo avanti, con una consapevolezza, che sembra sempre più chiaramente costituire il fine ultimo della sua vicenda artistica.

«Questo progettino ha fatto in modo che potessi respirare, capire delle cose, staccare un po’ e sono una persona che ne ha bisogno», ha confessato Rkomi. «Mi sono confrontato con artisti veri e io voglio essere un artista vero. Penso di essere sulla buona strada e, quindi, per onestà intellettuale volevo conoscermi, per far sì che il mio album fosse ancora più artistico, che io lo potessi vivere in modo ancora più artistico, che non vuol dire eccentrico, star, ma cosciente e professionale».

Riflessioni che stanno anche alla base delle sei tracce dell’EP, colonna sonora del libro sulle strumentali di Zef, The Night Skinny, Shablo e Marz, comprendente i featuring con Tedua & The Night Skinny in “Solletico”, l’MC brasiliano Bin Laden & The Night Skinny in “São Paulo” e Ernia in “Acqua calda e limone”.

«Scelgo i featuring in base alla parte umana, al rapporto umano che ci può essere. MC Bin Laden, ad esempio, l’ho conosciuto in due giorni e pur non sapendo io di certo cosa significhi nascere e crescere in una favela, appena ci siamo guardati negli occhi c’è subito stata un’alchimia. Quando lui è venuto qui a suonare, ci siamo trovati in studio e la traccia è nata da delle chiacchiere, anche a proposito di sonorità che ci potessero appartenere ed è stato interessante vedere come lui mi abbia fatto avvicinare a un beat al quale non mi sarei avvicinato istintivamente».

Sono tempi di sperimentazione, di apertura degli orizzonti per Rkomi e anche di questo racconta “Ossigeno”, sia con i testi delle centododici pagine del libro, che con le barre e la musica di un EP, che rappresenta un ulteriore passo verso il prossimo disco, per il quale ci sarebbe già parecchio materiale pronto.

«Questo EP non fa capire cosa farò nel prossimo album, però stupisce ancora, perché ci sono degli episodi nuovi e diversi, con una mia linea riconoscibile, ma con dei rappati diversi come in “Ossigeno”, la canzone o alcuni momenti cantautorali, come in “Acqua e Limone”. È un modo per ricordare che posso spiazzare, ma sarà nell’album che spiazzerò tanto», ha anticipato Rkomi. «In ossigeno per esempio non c’è nulla di suonato, anche se c’è molta musicalità, mentre nel prossimo disco ci sarà tantissimo di suonato, di acustico. Lavorando con i musicisti mi sono reso conto del valore aggiunto che ci può essere e di quanto mi piaccia creare le strumentali insieme al testo e all’eventuale concetto. Quindi ci sarà tanto di questo nel prossimo album».

Intanto, però, c’è da finire un tour estivo, che farà tappa prossimamente a Torre Annunziata (NA), Rapallo (GE), Termoli (CB), Forte di Vinadio (CN), Quartu Sant’Elena (CA), Treviso e Porto Cervo (SS).

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