Un nuovo studio scientifico si è occupato di esplorare le relazioni tra cannabis e creatività, giungendo a una conclusione finora inesplorata: si, è vero che chi fuma marijuana è generalmente una persona più creativa della media, ma ciò non è una conseguenza dell’assunzione di droghe leggere.

Un’apparente contraddizione che in realtà è facilmente spiegabile. Alla base della creatività ci sarebbe la predisposizione di un individuo ad essere più aperto verso le nuove esperienze e maggiormente incline a muoversi oltre il solco tracciato dalla massa. Le stesse predisposizioni individuali – secondo lo studio – sono spesso anche alla base del consumo di sostanze, cannabis in primis.

Per questo, si conclude che in molti individui essere fumatori di cannabis e creativi sono fattori che si verificano entrambi, ma senza un nesso causale tra le due cose, in quanto sono entrambe una conseguenza di un’inclinazione caratteriale preesistente.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Consciousness and Cognition, ha coinvolto 412 consumatori di cannabis e 309 non utilizzatori, i quali sono stati sottoposti a test psicologici e cognitivi per verificarne il livello di creatività. A coordinare lo studio la ricercatrice Emily LaFrance della Washington State University, che ha dichiarato di essersi interessata a questo studio dopo aver scoperto che la maggior parte egli artisti che considerava maggiormente geniali erano anche consumatori di cannabis, per verificare se  si potesse ritenere se proprio l’erba potesse essere considerata alla base della loro creatività.

 

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