È noto che, nel mondo della Birra artigianale, uno degli stili più di successo è quello delle Ipa. Ho già spiegato come in realtà esse siano birre piuttosto semplici, con pochi ingredienti, e una tecnica di realizzazione non complicata. Non è un caso che, nel fare la Birra in casa, le persone scelgano spesso questo stile, visto che se tutto va bene in un’oretta ne avrete prodotta 20 litri e in 40 giorni potrete berla. Le quantità di luppolo usato per questo stile sono mano a mano aumentate, fino a raggiungere livelli importanti (e forse disgustosi, nda) ed a cambiare non solo il sapore ma anche il colore della birra.

In America, dove il luppolo regna, è stata sviluppata una tecnica nuova di estrazione delle resine e degli oli essenziali del luppolo. Si chiama processo di separazione criogenica e con esso si ottiene una polvere che contiene tutte le caratteristiche organolettiche del luppolo “criogenizzato”, detta “lupulina”. Una delle qualità più apprezzate dai birrai è il fatto che, grazie a questo processo, l’aroma di luppolo viene svuotato completamente delle sue parti astringenti e vegetali; inoltre, essendo una polvere, occupa molto meno spazio che in fiori o pellet, come viene utilizzato di solito, favorendo i processi di filtrazione.

Ho bevuto una New England IPA di Poppels, nuovo birrificio svedese, e devo dire che la luppolatura è preponderante, ma molto elegante, senza sfociare mai in quell’effetto “piccante” che uccide la bevuta. Cheers!

Michele Privitera
Titolare de “Il Pretesto Beershop” di Bologna

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