La natura è composta da molte piante e specie vegetali, alcune con proprietà medicinali o nutrizionali particolarmente vantaggiose altre, invece, altamente pericolose e letali, ma tutte di uguale importanza per l’equilibrio dell’ecosistema.

Saper riconoscere le piante che ci circondando è importante per acquisire una maggiore conoscenza della natura ed è anche utile per evitare spiacevoli situazioni e stare alla larga dai guai. Vediamo insieme alcune tra le specie più comuni e diffuse di piante velenose o addirittura letali per l’organismo.

STRAMONIO
Conosciuto anche come erba del diavolo, lo stramonio è una pianta molto velenosa a causa dell’elevata concentrazione di alcaloidi presenti soprattutto nei semi. In Italia cresce in tutte le regioni, spesso vicino ai ruderi e ai bordi delle strade. Ha proprietà allucinogene, inoltre se ingerita può provocare nausea, crampi, dolori addominali e anche portare alla morte.

stramonio

OLEANDRO
Questa pianta utilizzata spesso a scopo ornamentale è uno degli arbusti più tossici. Foglie, fiori, frutti, corteccia e semi contengono componenti chimici che qualora ingeriti sono capaci di causare un arresto cardiaco oltre a disturbi gastrici e del sistema nervoso. L’alcaloide responsabile è l’oleandrina che inibisce i principali meccanismi cellulari. I più esposti all’avvelenamento chiaramente sono gli animali che però di solito lo evitano per istinto.

oleandro

ACONITO NAPELLO
L’aconito napello (Aconitum napellus), diffuso nelle Alpi, viene definito come una delle piante più tossiche della flora italiana. L’ingestione della pianta causa bruciore della bocca, vomito, diarrea, irregolarità della pressione e del battito cardiaco, inoltre può portare al coma e talvolta alla morte. Ai tempi dei Romani, i guerrieri ne intingevano le punte delle frecce per avvelenare gli avversari in battaglia.

aconito napello

BELLADONNA
La belladonna cresce in Europa, Nord Africa e Medioriente e appartiene alle solanacee, come la patata e il pomodoro. Il veleno è contenuto nelle foglie e nelle radici. È necessario l’immediato ricovero ospedaliero se le bacche vengono ingerite: nei bambini l’ingestione di una o due di queste provoca l’avvelenamento. Ingerire le bacche di belladonna, infatti, può provocare il coma e la morte. I sintomi di avvelenamento sono: aridità della bocca, vomito, sensibilità alla luce, prurito, allucinazioni.

belladonna

TAXUS BACCATA
Un’altra tipica pianta ornamentale è il Taxus baccata o tasso che appartiene all’ordine delle conifere. Le bacche e tutte le parti del tasso contengono alcaloidi tossici, come la tassina, che causano tremori, problemi respiratori, cardiaci e da qui la morte per paralisi cardiaca o respiratoria. Ha effetto narcotico e paralizzante sull’uomo e su molti animali domestici. Non per caso nell’antichità era conosciuto anche come albero della morte. Ogni parte della pianta è tossica. Attenzione soprattutto a non ingerire bacche, foglie o semi.

taxus baccata

CICUTA
La cicuta (Conium maculatum) è una pianta erbacea altamente velenosa che può provocare la morte. Si riconosce per il suo odore sgradevole, specie quando viene spezzata. I frutti verdi della cicuta contengono la più elevata concentrazione di veleno, che è però presente in tutta la pianta, anche in foglie, fusti, fiori e radici. È famosa per essere stata la pianta con la quale è stato avvelenato Socrate.

cicuta

STELLA DI NATALE
La stella di Natale è una pianta ornamentale molto utilizzata, soprattutto in alcuni periodi dell’anno. Questa pianta, però, emette un liquido bianco simile al lattice che, a contatto con la pelle, può provocare prurito, bruciore, rossore e comparsa di eritema. Se le sue parti vengono ingerite, le reazioni più comuni sono: irritazione alla bocca e alla gola, vomito e diarrea.

stella di natale

RICINO
Il Ricinus communis o comunemente detto ricino, famoso per l’olio da esso ricavato, è una potente sostanza utilizzata tempo fa anche in campo medico come lassativo
. La tossicità di questa pianta è causata dalla ricina, una sostanza che si trova nei semi: dai 4 agli 8 semi possono provocare la morte tanto da far guadagnare al ricino un posto nel Guinness dei primati come una delle piante più velenose. Il ricino è famoso per l’olio di ricino che non è tossico diversamente dai suoi semi.

Ricino

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