In Italia solo l’1,9% dei campioni di alimenti analizzati nel 2016 presentava residui di pesticidi oltre i limiti di legge e quasi il 65% erano privi di residui quantificabili. È quanto emerge dall’ultimo rapporto pesticidi dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), con dati forniti dalle autorità nazionali e riferiti al 2016. Quella dell’Italia è la performance migliore tra i grandi paesi europei circa il rispetto dei limiti di legge sui residui, sebbene la buona notizia riguardi l’intero Vecchio Continente dove i dati dimostrano che si continuano a consumare perlopiù alimenti ampiamente privi di residui di pesticidi o che ne contengono entro i limiti.

Nell’Ue circa il 4% degli 84.600 campioni analizzati alla ricerca di 791 pesticidi non rientrava nei parametri di legge e in quasi il 51% dei casi i residui erano sotto la soglia di quantificazione. In particolare dei 1.676 campioni di alimenti destinati a neonati e bambini piccoli, il 98,1% rientrava nei limiti consentiti dalla legislazione dell’UE.

Vytenis Andriukaitis, Commissario UE per la Salute e la Sicurezza Alimentare, ha dichiarato: «Come negli anni precedenti, questo rapporto conferma l’alto livello di conformità degli alimenti sugli scaffali nell’UE. Ogni anno migliaia di prodotti alimentari sono controllati dagli Stati membri per verificare che i limiti legali siano rispettati: abbiamo il dovere nei confronti dei cittadini europei di assicurarci che la catena di produzione degli alimenti dell’UE rimanga la più rigorosa e controllata al mondo, ma anche di dimostrare che siamo in continuo miglioramento».

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