cannabis e ansiaIl rapporto tra cannabis e ansia è complicato. Per alcune persone fumare porta a liberarsi da ansie, preoccupazioni e paure, generando fiducia e buon umore, in altre può provocare reazioni di tipo opposto, da lievi preoccupazioni a stati di negatività, fino a sfociare, in casi rari ma possibili, in veri e propri attacchi di paranoia. A cosa è dovuta questa differenza di reazioni? Dipende solo dalla soggettività dell’assuntore e dal suo stato d’animo o anche dalla tipologia di cannabis che si assume?

ESPERIENZE DIVERSE SUI RECETTORI DEL CERVELLO. I cannabinoidi si legano ai recettori del nostro cervello, molti di essi si concentrano nell’amigdala, la parte del cervello che gestisce le emozioni ed in particolar modo le nostre reazioni a paura, stress e paranoia. Quando il Thc agisce su questa parte del cervello ne modifica le comunicazioni, e può farlo – in base a criteri ancora non sufficientemente studiati – nel bene e nel male. Gli effetti variano sia da persona a persona, che in differenti situazioni e stati d’animo per una stessa persona. Talvolta il Thc può sovreccitare i percorsi neurali portando stati ansiogeni, altre può invece influire positivamente sui recettori cannabinoidi del cervello, producendo benessere.

DIFFERENZE TRA USO SALTUARIO, REGOLARE E SMODATO. Mentre l’ansia è senza dubbio un fenomeno ricco di sfumature e strettamente connesso alla soggettività di ogni individuo, i ricercatori hanno però notato come i consumatori regolari di cannabis tendono a percepire una diminuzione dell’ansia, mentre gli utenti occasionali e quelli alle prime esperienze hanno maggiori possibilità di andare incontro a stati ansiogeni. Secondo una ricerca del 2009, inoltre, i fumatori assidui (o smodati) tendono a sviluppare condizioni ansiogene che si manifestano anche una volta cessato l’effetto della cannabis. Questa particolarità ha indotto i ricercatori a teorizzare che alcuni fumatori assidui tendano “a utilizzare cannabis sostenendo che essa gli serve per non avere stati di ansia, ma dovrebbero valutare la possibilità che proprio l’eccessivo consumo di cannabis sia alla base di questo stato ansiogeno”. Sostanzialmente, secondo questa ricerca un uso “regolare” è utile per controllare l’ansia, mentre un uso “smodato” può al contrario favorirne l’insorgenza o l’aggravarsi.

IMPORTANZA DELLE CONCENTRAZIONI DI THC E CBD. Le due sostanze chimiche più comuni nella cannabis sono Thc e Cbd. Sebbene la maggior parte dei ceppi di cannabis contengano entrambi i composti, i livelli di Thc e Cbd tendono a variare da ceppo a ceppo. Secondo una ricerca pubblicata su Leaf Science questi due principi attivi possono avere sull’ansia effetti opposti. Il Thc è il principio attivo responsabile degli effetti psicotropi della cannabis e un suo abuso può alimentare stati di ansia o paranoia, appunto a causa della sua influenza sull’amigdala. Il Cbd, all’opposto, agisce contrastando gli effetti del Thc che alterano la mente. Al punto che alcuni studi hanno dimostrato che, se assunto da solo, può essere considerato un medicinale benefico contro l’ansia.

SCEGLIERE IL CEPPO GIUSTO PER LE PROPRIE ESIGENZE. Insomma, al di là della soggettività dell’esperienza, si può affermare che il bilanciamento tra Thc e Cbd è fondamentale per garantire una buona azione della cannabis sulla psiche. Per questa ragione è consigliabile preferire varietà che abbiano un rapporto equo tra questi due principi attivi. Una varietà di cannabis con una concentrazione di Thc non eccessiva e con una buona quantità di Cbd ha possibilità maggiori di provocare esperienze positive. Altrettanto importante, specie se non si è consumatori esperti, è scegliere un posto “confortevole” per assumere cannabis e non esagerare con le quantità.

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