Un endocannabinoide è al centro di due studi scientifici per le sue proprietà antinfiammatorie e per la sua potenzialità nel prevenire i danni al cervello eseguiti da un’equipe tutta italiana di ricercatori dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
In questi studi sono state analizzate alcune proprietà della palmitoiletanolamide, o PEA un endocannabionide ampiamente utilizzato come antidolorifico in diversi farmaci, il cui meccanismo d’azione fu scoperto da Rita Levi Montalcini.

Nel primo studio, eseguito in vivo e quindi su cellule – in questo casi di animali ed umani – i ricercatori hanno testato le capacità antinfiammatorie della PEA che: «Ha dimostrato di esercitare azioni antinfiammatorie principalmente attraverso l’inibizione del rilascio di molecole infiammatorie da mastociti, monociti e macrofagi” portando i ricercatori a sottolineare che: «La PEA può essere studiata come uno strumento utile per prevenire e curare i sintomi associati alla neuroinfiammazione nei disturbi del sistema nervoso centrale». È stato pubblicato a marzo su Scientific Reports, che fa parte della celebre rivista Nature.

Nel secondo studio pubblicato su Frontiers in Pharmacologies i ricercatori hanno analizzato le disfunzioni neuropsichiatriche e sensoriali in seguito ad un trauma cranico nei topi attraverso il comportamento ed un approccio elettrofisiologico e biomolecolare. Hanno concluso che «La PEA ha ripristinato il fenotipo comportamentale e ha parzialmente normalizzato i cambiamenti biochimici e funzionali. I nostri risultati mostrano alcune delle modificazioni responsabili delle alterazioni comportamentali associate al trauma cranico e suggeriscono PEA come strumento farmacologico per migliorare la disfunzione neurologica indotta dal trauma».

 

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