Le bioplastiche (PHAs) sono una serie di plastiche biodegradabili e/o riciclabili derivate da materie prime rinnovabili. In questo ambito però bisogna saper lavorare con etica, sapendo bilanciare anche il consumo energetico e di acqua durante il processo produttivo e di recupero del materiale.

Ricercatori e aziende europee, sostenute da finanziamenti della Commissione Europea per lo sviluppo di progetti innovativi, hanno dato vita a un team per sviluppare un materiale biodegradabile per il packaging alimentare, sfruttando la tecnologia e il know-how dell’azienda Bio-On, che ha inaugurato il primo giugno una nuova sede a Bologna.

Lavorare sul contenitore alimentare è un primo passo per abbassare l’utilizzo smodato dei derivati del petrolio, perché tutto quello che compriamo è accuratamente custodito in un involucro, solitamente trasparente, che al principio risiedeva in un oleodotto. PET, PE, PP, HDPE, LDPE, PMMA sono plastiche lineari che hanno un forte impatto ambientale e l’obiettivo è proprio quello di sviluppare un biomateriale che li possa sostituire in sicurezza e affidabilità, utilizzando scarti che non vadano a concorrere con le filiere alimentari, e senza la necessità di grandi quantità di acqua.

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