In Italia si chiama comunemente “frutta secca”, ma questa denominazione può generare confusione perché nella frutta secca vengono annoverate anche le arachidi, che invece sono legumi, i datteri che sono più propriamente frutta disidratata e tutte le varietà di frutta essiccata come uvetta sultanina e fichi secchi. Per “noci”, dal punto di vista alimentare, si intendono: noci, mandorle, nocciole, noci pecan, noci macadamia, pistacchi e anacardi. Tra i semi più utilizzati nell’alimentazione naturale troviamo invece sesamo, lino, zucca e girasole. Questi alimenti hanno in genere un alto contenuto di grassi, ma vale la pena di nutrirsene per acquisire le sostanze nutritive che li compongono, essendo ottimi concentrati di vitamine, sali minerali e proteine. Hanno un contenuto in grassi dell’80% e un contenuto proteinico molto interessante: una manciata di noci contiene ben 7 gr. di proteine. Sia le noci che i semi sono poi ottime fonti di sali minerali come magnesio e zinco, oltre che di vitamine del gruppo B (tranne la B12) e vitamina E, potente antiossidante.

Gli acidi grassi essenziali che si trovano in buone quantità nelle noci e soprattutto nei semi hanno molti impieghi nell’organismo: la produzione di energia e di emoglobina, la diffusione di ossigeno nel sangue, lo sviluppo cerebrale e tissutale, la stabilizzazione dei livelli glicemici ematici, il mantenimento di un cuore e di arterie sane, oltre al mantenimento di un ottimo stato di salute della pelle.

Le noci vanno consumate crude, per evitare perdite vitaminiche in fase di cottura. Si possono assumere facilmente la mattina con il classico muesli, evitando il contatto con bevande bollenti. Se c’è frutta secca nel muesli, la bevanda calda va versata a non più di 40 gradi. Nello stesso modo, si può inserire la frutta secca nelle torte per il gusto, ma non bisogna aspettarsi che dopo un’esposizione a 200°C mantengano le stesse proprietà nutrizionali.

I semi vanno invece consumati preferibilmente tritati, meglio se polverizzati con un macinacaffè elettrico o un macina-semi apposito. In caso contrario, l’assunzione del seme intero è quasi ininfluente, viene eliminato intero, con l’unica eccezione dei semi di lino che in forma intera e ancor meglio se idratati per qualche ora in acqua, sviluppano una mucillagine ricca di sali minerali e dall’azione lassativa naturale. Una volta tritati i semi, vanno consumati immediatamente per evitarne l’ossidazione e la conseguente perdita di valori nutrizionali. I semi polverizzati possono essere aggiunti a creme fredde, allo yogurt o sull’insalata.

Semi e noci vanno acquistati da agricoltura biologica o biodinamica, controllando bene che la confezione non abbia più di 8 mesi. Dopo questo tempo, sia i semi che le noci tendono all’irrancidimento e alla perdita di qualità. Vanno conservati in vasi di vetro all’interno di mobili chiusi, al fresco e lontano da fonti di calore. Le noci in particolare, vanno aperte solo al momento dell’utilizzo e andrebbero evitati gli acquisti di soli gherigli o di mandorle sgusciate e ancora peggio pelate, perché la qualità e il sapore sono decisamente inferiori anche a causa dell’ossidazione da esposizione a luce e aria.

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