Numeri precisi ancora non ce ne sono, ma secondo le stime solo nei primi tre giorni di cannabis legale, avviata il primo luglio, era già stata commerciata erba per oltre tre milioni di dollari e 500.000 dollari di tasse in favore dello stato del Nevada. Una presa d’assalto ai dispensari, costantemente alle prese con lunghe code, che ha provocato il quasi immediato allarme sulle scorte, già in esaurimento al punto che il governatore dello stato, Brian Sandoval, ha dichiarato lo stato di emergenza per far fronte alla carestia di marijuana.

La legalizzazione approvata in Nevada permette ad ogni cittadino maggiore di 21 anni di acquistare fino ad un oncia di cannabis (circa 28 grammi), permesso che è allargato anche ai turisti, sempre presenti a decine di migliaia, specie nell’area di Las Vegas. E la voglia di fumare una canna legale di residenti e turisti era stata evidentemente sottostimata dalle autorità dello stato.

Ad oggi sono presenti in tutto il Nevada 47 dispensari autorizzati a vendere la cannabis, in quanto molti di quelli che hanno fatto richiesta non hanno ancora ottenuto la licenza. Troppo pochi. Ma il vero problema si sta generando a livello della distribuzione della cannabis dai produttori ai dispensari.

Il testo di legge approvati dai cittadini del Nevada nel referendum del novembre 2016, infatti, prevede che nella prima fase di applicazione la vendita al dettaglio ed il trasporto all’ingrosso della cannabis sia affidato a rivenditori e distributori di liquori. Un caso unico in tutti gli stati Usa dove la legalizzazione è in atto, pensato per dare alla cannabis uno status legale analogo a quello degli alcolici e per proteggere i commercianti di liquori dalle possibile perdite di affari derivanti dal calo del consumo di alcol a favore della cannabis.

Il problema è che solo tre aziende in possesso della licenza federale per la distribuzione di alcolici hanno ad oggi ottenuto il permesso per la distribuzione di cannabis ai dispensari, altri richiedenti non sono stati ancora ritenuti dalle autorità in linea con gli standard richiesti, mentre la maggioranza ha fino ad oggi rinunciato del tutto a chiedere di entrare nel settore, nel timore di possibili complicazioni derivanti dallo status della canapa. Che per il governo federale, lo stesso che gli concede la licenza a distribuire alcol, è ancora una sostanza illegale.

Lo stato di emergenza proclamato dal governatore permette al dipartimento dello stato di adottare nuove misure di urgenza per garantire il rifornimento ai dispensari. Queste norme dovrebbero arrivare già in settimana prevedendo di allargare la platea dei grossisti di cannabis al di fuori di quelli di alcolici.

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