2016-08-31 11.32.33 amStrain: Double White, Cream Caramel, Killer Kush, S.A.D., Jack 47 e OG#18
Seeds Bank: Sweet Seeds, DNA Genetics- Reserva Privada

Hola growers! Quest’ultimo anno è stato per me un periodo di grandi cambiamenti e novità rispetto alla coltivazione indoor. Ho cambiato zona, ampliato gli spazi dedicati alla coltivazione e ho potuto approfondire diversi aspetti che prima mi erano quasi ignoti, soprattutto riguardo la lotta ai parassiti.
Ho anche avuto occasione di coltivare numerosi strain 2016-08-31 11.32.50 amdiversi, alcuni dei quali molto interessanti come la BlueBerry di Dutch Passion, la Chemdawg#4 di Humboldt Seed, la MK-Tonic oppure la P.C.K.Tonic (Pakistan Chitral Kush X ChocoTonic) di Noreason Genetics.
Nonostante la mia naturale propensione a lasciare incompiuti i miei lavori, ho deciso di tornare a condividere con tutti le mie esperienze di coltivazione.

SETUP
Growbox:
120x90x145
Riflettore: Philips D-Papillon 315w Green Power
Immissione aria: Ventilatore elicoidale da 125mm
Estrazione aria: Ventilatore centrifugo Vents VK da 125mm con filtro ai carboni attivi
Vasi: 1,2- 3,6 e 6,5 litri
Fertilizzanti: Linea completa Atami e CaMg-Boost di Aptus
Substrato: Terriccio BioBizz
Umidificatore, ventilatori ecc.

2016-08-31 11.33.28 amQuest’ultimo ciclo di piante da seme era composto per la quasi totalità da strain selezionati della Sweet Seeds: Double White, Cream Caramel, Killer Kush, S.A.D. e Jack 47. A cui ho aggiunto le mie solite OG#18 di Reserva Privada (DNA Genetics).

CRESCITA
Durante i primi 15 giorni di vita in vasetti da 1,2 litri, le piante ne hanno passate di tutti i colori. Nella prima growbox, sotto lampada MH da 150W, sono state attaccate pesantemente dai tripidi, ho cercato di trattare l’infestazione con un estratto di Neem ma senza sortire quasi effetto; seguendo quindi il consiglio del negoziante ho provato a passare al piretro facendo una passata di insetticida a luci spente (per evitare che una rapida evaporazione non lasci 2016-08-31 11.33.45 amtempo di agire) approfittandone per sostituire la lampada con un MH da 250W.
Il giorno successivo al trattamento col piretro ho però notato diversi segni di bruciatura sulle foglie, oltre a rilevare un notevole aumento delle temperature durante la fase di luce.
Ho allora preparato la growbox definitiva e montato il riflettore nuovo, ho spostato le piante più piccole in un’altra box per continuare a vegetare e, nel frattempo, ho ordinato l’insetticida Success della linea Bayer Garden per trattare definitivamente il problema dei tripidi.

Come riflettore ho deciso di provare il D-Papillon da 315W della Philips invece della lampada da 400W che tenevo 2016-08-31 11.34.04 amprima montata in questa growbox, questo per aumentare la copertura della luce riuscendo però a tenere sotto controllo le temperature; una lampada da 600W probabilmente avrebbe incrementato ancora di più la resa finale, ma con soli 145cm di spazio verticale (e un volume totale pari alla metà di una growbox normale), il calore generato sarebbe stato molto difficile da gestire anche con un estrattore più potente.

Prima di acquistare il sistema D-Papillon ho avuto uno scambio di opinioni con altri grower riguardo la sua efficacia. Sostanzialmente, il fatto di avere una struttura convessa 2016-08-31 11.34.26 am(anziché concava come la quasi totalità dei riflettori) crea degli “spot” laterali che alcuni grower giudicano poco efficienti a causa della dispersione luminosa. Avendo però trovato una buonissima occasione d’acquisto, ho deciso di mettere alla prova personalmente questo tipo di riflettori.
Purtroppo, non possedendo strumenti di rilevazione adeguati, le uniche prove che ho potuto fare sono state “ad occhio”, ma comunque ho notato una crescita molto uniforme della parte aerea, anche dei rami laterali che normalmente si sviluppano meno delle apicali e delle cime perpendicolari alla lampada. Direi che si è rivelata la scelta ottimale per 2016-08-31 11.34.39 amcoltivare in uno spazio alto solamente 145cm, permettendomi ti tenere il riflettore a 20cm dalle cime senza superare mai i 27°C, favorendo la formazione di resina.

Dopo l’ultimo trattamento con insetticida (0,5-1 ml/litro) ho iniziato a fertirrigare leggermente con metà della dose indicata dal produttore. Il resto della crescita vegetativa è proceduta senza ulteriori imprevisti, a parte una leggerissima overfertilizzazione causata da un terriccio probabilmente troppo carico per la fase di crescita.
Rispetto al previsto, ho deciso di ritardare la fioritura di una settimana, permettendo alle piante di riprendersi e 2016-08-31 11.34.57 amcolonizzare bene tutti gli spazi prima dello stiramento finale.

FIORITURA
Dopo circa un mese di crescita ho proceduto con il cambio di fotoperiodo e l’inizio della fioritura. Ho iniziato a somministrare 0,5ml/l di Terra Leaves anche per recuperare una leggera carenza di Azoto che si è manifestata in una delle piante.
Nel frattempo ho spostato le piante più giovani in una box da 60×60 per provare un’illuminazione a LED. Ho preso un pannello con 4 COB da un utente del forum per vedere come si comporta, anche se sinceramente non è un sistema che mi entusiasma, principalmente per il tempo che ci mette ad asciugare l’acqua dalla terra, che rimane bagnata durante svariati giorni anche con un’irrigazione minima.

Dopo due settimane dal passaggio al fotoperiodo 12/12 i fiori hanno iniziato a formarsi su tutte le piante; nonostante i diversi strain coinvolti, i prefiori sono comparsi quasi contemporaneamente su tutte le piante in tempi relativamente brevi. Ho mantenuto l’irrigazione ogni tre giorni e ho provato a montare una rete (smontata dopo poco) per allargare le cime in modo uniforme. Solo una OG#18 si è allungata più delle altre e quando ha iniziato a piegarsi per la formazione di fiori, ho rimontato la rete e rialzato le piante tutte allo stesso livello.
Ho alzato leggermente il riflettore portandolo a 25cm dalle cime, approfittandone per collegare il filtro ai carboni attivi al sistema d’estrazione. Nel frattempo ho aumentato la frequenza delle irrigazioni, irrigando ogni due giorni con 7,5 litri d’acqua divisi per 9 vasi, alternando sola acqua e una soluzione con 2ml/l di Terra Max; a questo regime di fertirrigazione ho poi iniziato ad aggiungere una volta a settimana 0,5 ml/l di CaMg-Boost. Dopo il primo mese di fioritura ho iniziato a somministrare anche il Bloombastic.

A 50 giorni dallo switch (7 settimane di fioritura) per alcune piante è iniziata la fase di scarico degli elementi; le prime a terminare la maturazione sono state le indiche Killer Kush, mentre la maturazione delle altre si è prolungata ancora durante due (Cream Caramel) o tre settimane (OG, White). Questa volta ho dilatato un po’ i tempi rispetto all’ultimo ciclo e le cime sono risultate più cariche di fiori e resina.

Per la fertirrigazione ho seguito alla lettera la tabella Atami ed effettivamente non ho quasi avuto problemi di carenze o blocchi; le foglie basse si sono scaricate bene e in generale mi sembra che con il D-Papillon le piante abbiano assorbito più nutrienti che con l’HPS da 400W. Comunque, coltivando da seme è difficile poter fare dei paragoni affidabili perché ogni pianta nasce con un profilo genetico leggermente diverso e ci sarebbero troppe variabili da tenere in considerazione per valutare il consumo di elementi.

CONCIA
Con 60 giorni di fioritura ho tagliato le Killer Kush già mature, le Double White hanno invece avuto bisogno di due settimane aggiuntive, mentre le OG#18 e le Cream Caramel hanno necessitato più di 80 giorni di fioritura per raggiungere la piena maturazione.
Il setup andrebbe migliorato, la qualità finale dei fiori mi ha soddisfatto e le cime sono belle dure e cariche di resina, però so che utilizzando vasi da 11 litri avrei un incremento del 40% nella resa rispetto ai vasi da 6,5 litri. I vasi piccoli si gestiscono bene ma sono convinto che 9 piante in un metro quadrato siano troppo poche. Penso che ottimizzando il setup non sia utopico raccogliere il doppio.
Sicuramente posso dire che questo è stato il mio ultimo ciclo con terriccio. Sto pensando di ritornare all’idroponica dopo 10 anni dal primo ciclo; il cocco mi incuriosisce, potrebbe essere la giusta via di mezzo tra la terra e i substrati inerti, in ogni caso voglio un sistema di irrigazione automatizzato.
Insomma, adesso ho molte idee per la testa riguardo il prossimo ciclo idroponico, mi sono rotto di stare con le mani nella terra!

Growers community: www.enjoint.com

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. È CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETÀ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIÙ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITÀ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI.

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