Famiglia: Moringaceae
Origine: Africa, Asia
Caratteristiche: piccolo arbusto deciduo o piccolo albero con chioma espansa a forma di ombrello e fogliame rado; ricorda vagamente una leguminosa; fogliame attraente e lunghi racemi di fiori profumati prodotti durante tutto l’anno.

Coltivazione: di rapida crescita e facile coltivazione cresce bene con temperature comprese tra i 7 °C e i 48 °C. Anche se di origine tropicale la pianta può resistere fino a -6 °C e se la parte aerea viene danneggiata dal gelo può ripartire con vigore dalle radici durante la stagione calda. Ama terreni sciolti e ben drenati, ma si adatta a tutti i tipi di suolo; predilige posizioni soleggiate; resiste molto bene alla siccità, ma produce più vegetazione con innaffiature regolari arrivando a superare i 2 metri già dal primo anno di crescita a partire dal seme. Non ama i venti forti che possono danneggiarne la chioma. Fiorisce dal secondo anno dalla semina; potature pesanti invigoriscono il tronco e stimolano le ramificazioni. Si riproduce bene anche per talea. Come le leguminose migliora la struttura del suolo dove viene coltivata.

Valore terapeutico 5/5: la Moringa costituisce spesso parte delle diete per i bambini essendo ricca di elementi base per la salute come la cistina e la metionina; oltre ad essere nutriente ha proprietà diuretiche, espettoranti e lassative; stimola il flusso del latte materno, controlla le infezioni batteriche ed è rubefacente quando applicata localmente; questa pianta ha un forte potere antibiotico. La radice è usata come vescicante e il suo succo è utilizzato internamente per il trattamento di asma, gotta, reumatismi, ingrossamento della milza e del fegato, calcoli alla vescica e ai reni, malattie infiammatorie. Esternamente la radice è usata per il trattamento di foruncoli, ulcere, gonfiori ghiandolari, ferite infette, malattie della pelle, infezioni dentali, morsi di serpente e la gotta. Sempre le radici, unite alla corteccia, vengono utilizzate come tonico per problemi cardiaci e circolatori; la corteccia da sola è un ottimo digestivo e viene utilizzata come sciroppo per trattare asma, tubercolosi e setticemia; il decotto dei fiori allevia febbre. I semi sono efficaci contro le malattie della pelle e inibiscono il proliferare di alcuni batteri dannosi essendo antibiotici e fungicidi. L’olio dei semi è insapore e incolore, ed è particolarmente resistente all’ossidazione: viene utilizzato per l’isteria, lo scorbuto, problemi alla prostata e alla vescica.

Edibilità 4/5: i giovani germogli e le foglie crude o cotte, dal sapore piccante simile alla senape si aggiungono alle insalate o come verdura nelle zuppe, sono molto ricche di proteine (circa 10% del prodotto secco) oltre a minerali, vitamine e amminoacidi. In tutto il mondo si stanno attivamente promuovendo le foglie di Moringa in polvere come integratore alimentari. Si utilizzano anche i fiori sempre crudi o cotti, ottimi anche essiccati e utilizzati come un tè. Di tutte le parti commestibili della Moringa, i giovani baccelli verdi sono i più ricercati; questi lunghi baccelli simili a fagiolini sono lunghi anche 30-60 cm e vengono serviti come ortaggi; il sapore si avvicina molto a quello degli asparagi, ma sono molto più nutrienti fornendo il miglior rapporto di amminoacidi (cosa insolita per un ortaggio) sali minerali e vitamine A, B, C, E. Le spesse e morbide radici sono un’altra risorsa alimentare di questa pianta: esse sono un condimento popolare, dal sapore di rafano, che spiega il nome in volgare horseradish (Albero del rafano).

Curiosità. La Moringa è potenzialmente una delle piante più importanti del pianeta, almeno in termini di utilità per l’uomo. È un albero a crescita molto rapida impiegato per bonificare, ombreggiare e riqualificare aree e terreni abbandonati, molto amato anche dalle api. L’olio dei semi è utilizzato come lubrificante, come olio cosmetico, come base per vernici e come olio da lampade; il residuo della spremitura dei semi si utilizza per depurare le acque e sostituire il costoso allume e la sua capacità di inibire batteri e funghi dannosi rende il processo più semplice, ecologico ed economico. Il seme contiene una proteina (polielettrolita cationico) che agisce come flocculante nella purificazione dell’acqua; tale rimedio potrebbe sostituire il più costoso trattamento delle acque inquinate a base di allume (Solfato di alluminio). La corteccia, quando battuta, produce una fibra utilizzata per fare piccole corde e stuoie; se incisa, trasuda una gomma che viene utilizzata nella stampa e per la concia. Il legno è adatto per la produzione di pasta di cellulosa alfa alta per produrre cellophane e materiale tessile; con adeguati trattamenti si ottiene anche un colorante blu. Dopo l’estrazione dell’olio dai semi, il panello residuo può essere utilizzato come ammendante o come fertilizzante di notevole efficacia. Oltre che un materiale leggero da costruzione il legno morbido brucia molto bene e non rilascia fumo. Tutto questo è la Moringa: una pianta che può inserirsi a pieno titolo come risorsa per l’uomo e per l’ambiente.

a cura di pianteinnovative.it

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