Inviato: Sab Nov 15, 2008 1:15 am Oggetto: La maxi-perquisizione della Guardia di Finanza
Droghe ‘furbe’, sequestri in tutta Italia
L'inchiesta partita da Ferrara
Vendevano le singole componenti chimiche della droga: un giro virtualmente lecito, che la Guardia di Finanza è riuscita però finalmente a stroncare. Inchiesta partita da Ferrara, blitz in 108 città
Ferrara, 14 novembre 2008 - La droga si fa furba, si mimetizza, si finge senza effetti negativi. Si nasconde dietro una miriade di prodotti in gran parte di origine vegetale e sintetica, pienamente legali perché fuori dalle tabelle legislative sugli stupefacenti. Tutta roba apparentemente innocua, in realtà si tratta di pericolose sostanze alla base delle cosiddette 'smart drugs' (droghe furbe) che, non figurando nelle classificazioni in vigore, si possono acquistare a costi contenuti in negozi specializzati o via Internet.
A scatenare il putiferio, che ieri ha portato la Finanza ad arresti, perquisizioni e denunce in tutta Italia, è stata la segnalazione di un genitore di Ferrara che, nelle settimane scorse, con le Fiamme gialle si era lamentato per la vicinanza a una scuola di uno di questi distributori automatici. Così il Magic shop 24, il 29 ottobre, è stato sigillato e il gestore denunciato per istigazione alla coltivazione e all’uso di droga.
Tutto concluso? Nemmeno per sogno perché il caso di Ferrara, primo in assoluto, ha rivoltato l’Italia intera scatenando blitz dei finanzieri, su delega del pm estense Patrizia Castaldini, da Torino fino a Reggio Calabria, portando alla scoperta e al sequestro di 19 siti internet interamente dedicati alla vendita dei semi di cannabis e del materiale per la sua coltivazione e lavorazione, nonché di 79 negozi e distributori automatici. In 108 città sono scattate 242 perquisizioni e la notifica di 64 informazioni di garanzia per il reato di istigazione all’uso illecito di stupefacenti nei confronti dei gestori dei siti internet, dei negozi e dei distributori automatici di semi e materiali per la produzione di marijuana e hashish fai da te. Dieci persone sono finite in manette — accusate di essere veri produttori di droga — a Rimini (2), Modena, Pordenone, Treviso (2), Piacenza, Sassari, Trapani e Torino.
Ma come si è arrivati a questo quando la vendita, ad esempio del seme di canapa indiana, non è reato, anzi viene definito prodotto da collezione? "Fino ad oggi — spiega il colonnello della Gdf Fulvio Bernabei — si è sfruttato il fatto che questi semi sono esclusi dall’elenco delle sostanze vietate, così come non lo è la commercializzazione dei sistemi di irradiamento termico ed idrico e dei prodotti per l’essiccazione ed estrazione dei principi stupefacenti dalle piante. Abbiamo ovviato a tale legalità attraverso una lettura unitaria dell’impiego illecito cui gli stessi sono destinati, giungendo a qualificare tutto come forma di istigazione all’uso illegale di tali sostanze".
Dunque, l’inchiesta è partita da Ferrara e dal sequestro del distributore di via Fabbri. Finanza e polizia municipale, sotto l’egida della procura, hanno scavato, arrivando a dove il gestore estense si riforniva. Un sito internet di Milano al quale, ogni giorno, arrivavano prenotazioni di acquisto da tutta Italia e dove erano collegati decine di altri siti. Dei 19 sequestrati ognuno aveva ramificazioni territoriali con privati e negozi. La cosa curiosa è che in tali siti era possibile imparare, grazie a un filmato dettagliatissimo, come produrre lo stupefacente partendo dal seme e usando macchinari appositi.
Materiale che si poteva acquistare in ognuno dei distributori sparsi per lo Stivale. Serre con centinaia di piante di marijuana sono state sequestrate a Modena, Carpi, Rimini, Pordenone, laboratori con impianti di ventilazione a Reggio Emilia, Pescara, Sassari e Treviso. A Pordenone e Torino i militari hanno trovato interi panetti di droga. Sul tema è intervenuto anche Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: "Operazione utile a contrastare l’opera di proselitismo alle sostanze stupefacenti svolta dagli smart shop e dai loro gestori".
Inviato: Lun Nov 24, 2008 9:02 pm Oggetto: nuovo arresto
Oltre a quelli ne hanno arrestato uno anche in provincia di brescia.
Rilasciato dopo 5gg di carcere presso la casa circondariale di canton mombello.
Il titolare del negozio grow shop "CANEF"
Italia. Guerra agli 'smart shop'. Il Tribunale di Ferrara boccia la Procura ...
Pietro Yates Moretti
Sonora bocciatura per la Procura di Ferrara e per il sottosegretario con delega sulla politica delle droghe Carlo Giovanardi. Da alcune settimane, la Procura di Ferrara ha infatti lanciato una vera e propria crociata contro la vendita di semi di canapa, libri, cartine per sigarette e attrezzature per la coltivazione di cannabis e altre 'smart drugs'. Tutti beni non proibiti dalla legge. Con blitz estesi in tutta Italia sono stati sequestrati 19 siti Internet, 79 negozi e distributori automatici. In 108 citta' italiane sono state fatte oltre 150 perquisizioni e la notifica di 62 informazioni di garanzia per il reato di istigazione all'uso illecito di sostanze stupefacenti nei confronti dei gestori dei siti Internet, dei negozi e dei distributori.
Visto che la vendita di questo materiale e' legale, la Procura ha pensato bene di accusare questi venditori di un reato d'opinione, ovvero l'istigazione all'uso di sostanze stupefacenti. In questo modo ha fatto proprio il "Giovanardi pensiero", che da sempre invoca la censura di ogni luogo o parola che contravvenga l'approccio sempre piu' repressivo e proibizionista di cui si fa portavoce.
Ebbene, oggi il Giudice del Riesame del Tribunale di Ferrara ha sonoramente bocciato la stravagante tesi della Procura e del sottosegretario, dando ragione a sette persone che, assistite dagli avv. Angelo Averni e Giuseppe Campanelli, si erano opposte al sequestro. Il Tribunale ha cosi' motivato il dissequestro:
"in concreto va ribadito come la mera messa in vendita o anche la pubblicizzazione su siti Internet della vendita di cose propedeutiche alla coltivazione di piante stupefacenti non integra la condotta di istigazione all'uso di sostanze stupefacenti attesa la necessita' di mantenere distinta l'attivita' di mero orientamento culturale da quella di concreta spinta all'azione implicita nella nozione di istigazione".
Ci auguriamo che il sottosegretario Giovanardi e la Procura di Ferrara abbiano imparato la lezione. Purtroppo, oltre al danno inflitto a questi cittadini, le azioni della Procura di Ferrara costeranno ai contribuenti milioni di euro di operazioni di polizia e procedimenti giudiziari inutili e illegali.
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