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Dolce Vita :: Leggi il Topic - Proibizionismo il vero problema .... le Forze dell'Ordine
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Proibizionismo il vero problema .... le Forze dell'Ordine

 
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mkb
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Registrato: Nov 24, 2005
Messaggi: 330

MessaggioInviato: Mar Giu 24, 2008 11:07 pm    Oggetto: Proibizionismo il vero problema .... le Forze dell'Ordine Rispondi citando

ciao a tutti,

prendendo spunto dalla discussione aperta da Herry Pot sul forum della T.I.A.C.C.A.C.I.
voglio aprire anche su Dolce Vita, un 3D che raccolga tutte le mascalzonate fatte da membri delle "forze dell'ordine" .
Citazione:
.......
Il proibizionismo oltre a generare introiti per le mafie, soprusi e ingiustizie, materia per ricatti subdoli, rende l’uomo ladro...anzi, lo “sbirro” spacciatore.
........


N.B.: mi raccomando di non degenerare in offese ecc... e non dimentdichiamoci che tra le Forze dell'ordine sono presenti anche persone (padri e madri di famiglia) che giornalmente rischiano la vita per proteggere la nostra e i nostri diritti, perciò pensate a loro prima di postare offese di qualunque genere.

ps: sarebbe anche buona cosa se allegate link o foti da dove sono prese le notizie. (le notizie che ho allegato hanno i link e fonti originarie sul forum della Tiaccaci)
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mkb
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Registrato: Nov 24, 2005
Messaggi: 330

MessaggioInviato: Mar Giu 24, 2008 11:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

27-12-2001, ore 20:42:25

Italia. Latina: appuntato dei Carabinieri in una banda di spacciatori

I Carabinieri hanno sgominato un'organizzazione criminale dedita al traffico degli stupefacienti che aveva il suo centro a Fondi (Latina), e di cui era partecipe anche un appuntato dei Carabinieri che prestava servizio a Formia.
L'operazione e' denominata "Domitia" e, oltre al graduato dell'Arma, ha portato in galera altre cinque persone. Diffusa l'amarezza tra i carabinieri che, dai sospetti iniziali, sono arrivati alla formalizzazione di vere e proprie accuse per il loro collega, fino all'arresto


07-12-2001, ore 18:27:53

Italia. Tre carabinieri arrestati per spaccio nel bresciano

Due ordini di custodia cautelare ed un arresto in flagrante. Le misure restrittive sono state disposte nei confronti dei tre carabinieri dal gip Silvia Milesi su richiesta del pm Maria Elefante e sarebbero relative a presunte irregolarita' investigative sullo spaccio di stupefacenti.
Dopo un pomeriggio di stretto riserbo, solo in serata si e' appreso che due dei tre carabinieri -un maresciallo e un brigadiere- sarebbero agli arresti domiciliari, mentre il terzo- un maresciallo comandante la stazione dei carabinieri di Leno (Brescia)- sarebbe in custodia cautelare.
I tre sono accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti, peculato ed estorsione.
Tutto sarebbe nato da un giovane che avrebbe sporto denuncia per la continua richiesta di soldi che i carabinieri gli avrebbero fatto. I carabinieri si sarebbero difesi dicendo che avrebbero pagato il giovane per "agganciare" alcuni spacciatori, ma non essendo riuscita l'operazione avrebbero chiesto i soldi indietro.
La droga sequestrata (hashish, non in grande quantita'), invece di essere distrutta come prescrive la legge, sarebbe stata regalata al giovane confidente in cambio di informazioni che, negli ultimi 18 mesi, avrebbero cosentito ai carabinieri una trentina di arresti tra piccoli e medi spacciatori.
Il peculato, infine, sarebbe perche' i carabiniei avrebbero usato le auto d'ordinanza per andare in soccorso a questo giovane che, spesso, si metteva nei guai con creditori nordafricani.


13-11-2001, ore 19:36:42

Italia. Genova: pene severe per i marescialli spacciatori

Due sottufficiali dei Carabinieri -appartenenti alla Dia del colonnello Michele Riccio- gia’ condannati in primo grado, grazie alla sentenza odierna della Corte d’Appello di Genova, dovranno scontare pene piu' severe.
Agli accusati di corruzione, peculato e spaccio di droga sono state inflitte pene che vanno da un minimo di 6 anni e 4 mesi, per l'ufficiale collaboratore Maurizio Perna, ad un massimo di 15 anni e 6 mesi che saranno scontati dall'ex maresciallo Pino del Vecchio.
Arrestati a suo tempo dalla Guardia di Finanza, grazie alle rilevazioni dello stesso maresciallo Perna, le indagini coinvolsero anche il colonnello Riccio, che, poi, risulto’ estraneo.
Tra gli altri condannati, l’ex-poliziotto Corrado Diodaro (con lieve riduzione di pena: da 12 a 9 anni), e l’ex-maresciallo dei Carabinieri Giovanni Ferrari (pena confermata a 11 anni e 6 mesi).


12-11-2001, ore 20:35:03

Italia. Bologna: carabiniere spaccia cocaina ad entreneuse

Il carabiniere, la ballerina, e un po' di cocaina. Il militare -appuntato dei carabinieri- e' stato arrestato dai colleghi dall'Arma per aver piu' volte ceduto cocaina ad una ballerina di night. Avrebbero consumato la droga insieme per poi avere rapporti sessuali, in seguito avrebbe, in cambio di denaro, spacciato altro stupefacente alla ragazza dell'Est Europa.
L'appuntato e' anche accusato di violazione dei doveri: in alcune occasioni -secondo le dichiarazioni rilasciate dalla ballerina agli inquirenti- avrebbe portato la cocaina utilizzando la 'Gazzella' di servizio del Radiomobile. Le indagini hanno presso piede da alcune voci che raccontavano di carabinieri che entravano e consumavano senza pagare, facendo spesso baldoria; in base ad una testimonianza acquisita dalle indagini, l'appuntato sarebbe stato protagonista di una sorta di spettacolo spogliarello nel locale. Le rivelazioni e le testimonianze hanno poi trovato conferma. L'appuntato ha rinunciato al carcere militare.
Tra gli altri indagati anche il "compagno di danze": un collega.


24-10-2001, ore 18:51:59

Italia. Ex comandante dei carabinieri patteggia la pena

Corrado Tortorella, ufficiale in congedo dei carabinieri, ha rinunciato al processo d'appello in cambio di uno sconto della pena per la quale era stato imputato a Torino per i fatti accaduti tra il 1992 e il 1994.
L'accusa si riferiva alla prassi seguita dai componenti del nucleo operativo di "trattenere" parte del denaro che veniva sequestrato a prostitute e spacciatori.


24-10-2001, ore 09:33:22

Italia. Arrestato a Mantova un maresciallo della Guardia di Finanza

Un sottufficiale della Guardia di Finanza in servizio al Comando provinciale di Mantova e’ stato arrestato, su mandato del tribunale di Velletri, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio. Il maresciallo Mario Pompili e’ stato rinchiuso nel carcere militare di Forte Boccea, a Roma, in attesa dell’interrogatorio.
Il maresciallo sarebbe stato trovato, piu’ di un anno fa, in possesso di alcuni grammi di hashish. Da qui prese il via un’indagine che individuo’ anche uno spacciatore con cui il maresciallo avrebbe avuto rapporti non saltuari.
Nel periodo in cui era in corso l’indagine, il sottufficiale di Finanza era stato destinato ad incarichi non operativi, fino all’arresto, avvenuto ieri nella sua abitazione ad opera dei Carabinieri di Roma.


17-08-2001, ore 20:43:48

Italia: arrestato vicebrigadiere dei carabinieri

Un vicebrigadiere dei Carabinieri di Ravenna e' stato arrestato dai suoi colleghi nell'ambito di un'operazione antidroga che ha portato in galera altre quattro persone (tre extracomunitari e una ragazza della provincia di Ferrara).
Da un po' di tempo i Carabinieri tenevano sott'occhio un'abitazione in cui temevano ci fosse una centrale di smistamento di droghe illegali. E proprio l'altra sera hanno individuato l'arrivo di una partita di cocaina ed eroina, mentre i frequentatori di quest'abitazione la controllavano. Tra loro c'era anche il loro collega che, chiamato in caserma, e' stato li' arrestato, mentre l'Arma faceva irruzione nella casa.
Il procuratore capo di Ravenna, a cui e' stata affidata l'indagine, in una conferenza stampa ha detto: "Se ci saranno altre mele marce, saranno rimosse. L'Arma vuole fare pulizia a fondo".


Italia. Napoli: anche un agente penitenziario nell'organizzazione del rione Traiano

Un'organizzazione criminale che aveva il monopolio dello spaccio di droga nel rione Traiano, a Napoli, e' stata smantellata dagli agenti della sezione narcotici della squadra mobile di Napoli. I provvedimenti di custudia cautelare firmati dal Gip di Napoli, alcuni notificati in carcere, hanno riguardato 22 persone (un indagato, latitante da qualche mese, e' sfuggito all'arresto) che, secondo gli inquirenti, facevano riferimento alle famiglie Divano e Izzo.
Tra gli arrestati anche un agente di polizia penitenziaria, che e' stato rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere. Dalle indagini e' emerso che l'organizzazione aveva "blindato" il quartiere, dove aveva installato veri e propri punti vendita e di smistamento per acquirenti e spacciatori in funzione ventiquattr'ore al giorno. Per controllare il territorio si serviva di vedette che presidiavano gli accessi strategici al quartiere e di "pattuglie" che in motorino seguivano i movimenti dei poliziotti e successivamente li riferivano ai capi. L'organizzazione utilizzava per il trasporto della droga anche minori.
L'agente di polizia penitenziaria -hanno accertato le Indagini- aveva invece il compito di "facilitare" la vita dei vertici della struttura gia' detenuti in carcere, che potevano cosi' continuare a gestire e organizzare l'acquisto di droga e lo spaccio. L'uomo avrebbe piu' volte introdotto in carcere cellulari, schede sim e droga, avrebbe informato i membri dell'organizzazione sugli orari degli altri agenti e sulle perquisizioni nelle celle ed effettuato controlli tutt'altro che rigorosi sui familiari. In cambio l'agente avrebbe ricevuto somme di denaro, orologi e altri beni di valore.
Nel corso dell'operazione, gli agenti della narcotici hanno sequestrato tre auto, utilizzate per lo spaccio e il trasporto della droga, una pistola, alcuni grammi di cocaina e circa 42mila euro ritenuti provento dello spaccio del fine settimana.


Italia. Inchiesta per traffico ad Alessandria coinvolti anche due poliziotti

Ci sono anche due poliziotti tra i 41 indagati nell' operazione che ha portato, in primavera, alla scoperta di un traffico di cocaina proveniente dall'Albania e spacciata in citta' e dintorni a una vasta clientela, composta soprattutto da commercianti e piccoli imprenditori.
Uno degli agenti risponde di favoreggiamento personale per avere avvertito un paio di indagati delle intercettazioni telefoniche in corso; l'altro di spaccio. Il primo e' gia' stato allontanato dal servizio, per il secondo e' in corso un provvedimento amministrativo. Le indagini sono concluse, ora si attende la richiesta di rinvio a giudizio.
A capo del consistente 'giro' -secondo gli inquirenti- alcuni albanesi che si rifornivano da connazionali e vendevano direttamente o cedevano a spacciatori alessandrini. L'operazione della squadra mobile della questura, chiamata 'Lali' dal soprannome di uno degli stranieri, si era conclusa a maggio con l'arresto di 24 persone.


14-11-2002, ore 10:36:08

Italia. Agente della Ps di Trapani arrestato per narcotraffico

I carabinieri di S.Maria Capua Vetere (Caserta) hanno sgominato, a conclusione di indagini durate mesi, una banda di trafficanti di sostanze stupefacenti formata da italiani e marocchini. Quindici le ordinanze di custodia cautelare emesse, tra queste anche una, gia’ eseguita con i benefici degli arresti domiciliari, nei confronti di un agente della Polizia di Stato in servizio a Trapani.


16-10-2002, ore 20:57:37

Italia. Carabiniere nasconde droga nell'auto dell'ex-marito dell'amante

Un carabiniere di 33 anni in servizio a Como e' stato arrestato in flagranza nei giorni scorsi dai colleghi del Comando provinciale, perche' sorpreso ad infilare una piccola quantita' di droghe leggere nell'auto di un operaio di Olgiate Comasco, ex marito della donna con cui il militare ha una relazione sentimentale.
La notizia e' stata resa nota oggi dagli stessi carabinieri, che hanno arrestato il loro collega al termine di un'indagine interna, e che non hanno diffuso le generalita' del militare.
L'arresto in flagranza e' stato nel frattempo convalidato dal gip di Como Walter Vian e tramutato in ordinanza di custodia cautelare in carcere per abuso d'ufficio, detenzione di stupefacenti e falso ideologico. Il carabiniere si trova ora nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
Secondo quanto e' stato ricostruito, il carabiniere avrebbe agito su istigazione della donna, una valtellinese di Morbegno, a sua volta denunciata a piede libero per favoreggiamento. Allo scopo di incastrare l'ex marito, infatti, la donna avrebbe indotto l'amante a mettere piccole quantita' di hashish all'interno dell' auto del marito divorziato: operazione che il carabiniere avrebbe effettuato piu' volte, segnalando poi in via anonima al '112' la presenza dello stupefacente. Le segnalazioni tuttavia avevano fatto nascere qualche sospetto ai colleghi, che alla fine sono intervenuti durante l'ultima incursione.


23-07-2002, ore 09:45:03

Italia. Savona: maresciallo dei Carabinieri arrestato per spaccio di droga

Un maresciallo dei carabinieri di 30 anni, in servizio alla compagnia di Cairo Montenotte (Savona), e' stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti su ordine della procura della repubblica di Savona. Il sottufficiale e' coinvolto in un'inchiesta denominata “Neve in Valbormida” che aveva gia' portato in carcere alcuni trafficanti valbormidesi e pugliesi. Al militare i giudici di Savona hanno gia' concesso gli arresti domiciliari mentre e' in corso la procedura del congedo dall'Arma.
Il militare ha sempre sostenuto di aver partecipato all'operazione, ma solo per fini investigativi.


06-02-2002, ore 22:13:37

Italia. Due agenti della Polizia Penitenziaria arrestati per spaccio

Le indagini partite nel novembre 2000, dopo il suicidio di un tossicodipendente di Viterbo, hanno portato ad una operazione con piu' di 100 carabinieri impegnati in decine di perquisizioni domiciliari. Il risultato: l'arresto di due agenti della Polizia Penitenziaria, la moglie di uno dei due e altre due persone. Nel corso dell'operazione i carabinieri hanno trovato e sequestrato varie dosi di hashish e cocaina e un'ingente somma di denaro, oltre ad aver segnalato al Prefetto altre 34 persone come assuntori di stupefacenti. A coordinare le indagini e' il sostituto procuratore Franco Pacifici, condotte dal reparto operativo dei Carabinieri del comando provinciale di Viterbo.


Italia. Maresciallo dei Bersaglieri arrestato per spaccio

Un maresciallo dell'esercito in servizio presso il settimo Reggimento bersaglieri di Bari, Antonio La Macchia, di 36 anni di Leverano, e' stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina (Lecce) per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
La Macchia e' stato sorpreso mentre, a bordo della sua Y10, cedeva ad un giovane acquirente per 60 euro due grammi di eroina, suddivisa in dosi.
In una successiva perquisizione nell' abitazione di La Macchia, i carabinieri hanno trovato altri 6 grammi di eroina e un bilancino di precisione.


30-01-2002, ore 20:19:00

Italia. Due agenti di polizia coinvolti nel traffico di cocaina?

Sara' l'esame delle urine a decretare l'idoneita' fisica dell'agente della polizia di frontiera dell'aeroporto Guglielmo Marconi coinvolto, con un collega del compartimento di polizia postale, in un'indagine -condotta dalla squadra mobile di Bologna- sul traffico di cocaina. Gli alloggi dei due poliziotti sonno stati perquisiti lo scorso sabato, mentre gli agenti venivano interrogati dal magistrato; le indagini sono iniziate verso la meta' dell'anno scorso. Gli agenti -entrambi sui 25 anni- sono legati da amicizia e uniti dal consumo di cocaina, come hanno ammesso al magistrato, confermando anche i loro contatti con lo spacciatore, causa dell'indagine. L'agente della Polaria e' stato denunciato anche per detenzione di munizioni illegali ed e' stato allontanato dal servizio.
I due poliziotti non possono essere sospesi ufficialmente essendo una sanzione consentita solo in caso di rinvio a giudizio in sede penale, o al termine di una inchiesta disciplinare interna, che sara' comunque avviata nei prossimi giorni. Sul versante penale il pubblico ministero potrebbe anche chiedere l'archiviazione del procedimento a loro carico in ragione della scarsa rilevanza della loro posizione.


29-04-2002, ore 19:36:43

Italia. Mazara del Vallo: avvisi di garanzia a 3 poliziotti

Divulgazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento. Sono questi i reati ipotizzati nelle informazioni di garanzia inviate alcuni giorni fa, dalla procura al dirigente, Eugenio Amato, e agli ispettori Giovanni Pecoraro e Vincenzo Tumbiolo del commissariato di Mazara del Vallo. L'inchiesta e' quella sullo spaccio di droga e sullo sfruttamento della prostituzione nella discoteca "Planet Sound". Il 17 aprile scorso, nell'ambito dell'operazione di polizia "Prive'", erano stati arrestati Carmelo Falsitta, 52 anni, titolare della discoteca, e fratello dell'ispettore Vincenzo Tumbiolo (hanno la stessa madre), nonche' del pregiudicato palermitano Francesco Tomaselli, di 48, e di Filippo Burgio, di 52. A quest'ultimo il provvedimento era stato notificato in carcere. Burgio, infatti, assieme ad altre 16 persone, era stato arrestato il 27 marzo scorso nell'operazione antidroga "Pegaso", anch'essa scaturita da indagini condotte sul medesimo locale notturno di Mazara.
Secondo indiscrezioni la documentazione relativa ai permessi amministrativi alla discoteca e' stata sequestrata nel commissariato di Mazara del Vallo.


18-07-2002, ore 17:20:38

Italia. Droga in carcere grazie alla polizia penitenziaria

"Qui e' come un villaggio vacanze. E c'e' pure l'animatore". Cosi' un detenuto descriveva durante una telefonata, intercettata dai carabinieri, il clima festaiolo nella sezione G8 del carcere romano di Rebibbia grazie all'ingresso di droga, favorito dalla connivenza di tre agenti della polizia penitenziaria.
Il "villaggio carcere" non era solo nel principale istituto di pena della capitale. Anche a Regina Coeli, hanno verificato i militari della compagnia S. Pietro, alcuni detenuti spacciavano sostanze stupefacenti che entravano in carcere nascoste nei posti piu' impensabili, dai tacchi delle scarpe alle forme di pecorino "scavate" per far posto a cocaina ed eroina. La droga entrava in alcuni settori dei due istituti di pena in media ogni 5-10 giorni, e per i quattro agenti penitenziari arrestati, di eta' compresa tra i 30 e i 40 anni e con un'anzianita' di 15-20 anni, era diventato un vero lavoro che serviva per arrotondare lo stipendio. Secondo un tariffario, stabilito dai poliziotti e noto a chi faceva entrare droga in carcere, il passaggio di cinque grammi di cocaina costava circa 300 euro (e si arrivava anche a due consegne al mese), e lo stesso "pedaggio" era pagato per far entrare nelle celle telefonini cellulari. Telefonini con i quali i detenuti tenevano fitte conversazioni con i familiari, che da fuori ricaricavano la scheda telefonica, e in alcuni casi gestivano l'organizzazione di rapine. Come nel caso di Roberto Boschetti, 35 anni, soprannominato "l'animatore" del G8 di Rebibbia proprio perche' grazie al provento delle rapine commissionate ai complici permetteva l'ingresso di sostanze stupefacenti in carcere.
E' stata proprio una telefonata di Boschetti a un uomo della banda, il cui telefono era sotto controllo, a far partire circa un anno fa l'indagine che ha portato all'arresto di 35 persone, tra cui 17 gia' in carcere, 5 donne, i 4 agenti penitenziari e un dipendente di banca che aveva fatto da "talpa" per una rapina avvenuta nel dicembre scorso in una filiale di banca. Risulta al momento irreperibile la trentaseiesima persona nei confronti della quale e' stata emessa l'ordinanza di custodia cautelare.
Gli stratagemmi fantasiosi, adottati da familiari e agenti penitenziari per favorire l'ingresso della droga, permettevano di "bucare" il muro dei controlli: marijuana e hashish nascosti nei tacchi o nelle suole delle scarpe, cocaina attaccata su cartoline delle vacanze, ecstasy incastonata in forme di pecorino bucherellate allo scopo.
"La droga -ha spiegato il comandante della compagnia S.Pietro, il capitano Salvatore Altavilla- serviva sia ad uso personale sia per lo spaccio. I detenuti usavano lo stupefacente per distrarsi dal clima carcerario". Uno svago facilitato anche dal possesso del telefonino cellulare, in genere molto piccolo, che consentiva ai detenuti di chiacchierare ogni volta che ne avevano voglia, invece di sottoporsi al regolamento penitenziario che autorizza quattro telefonate di dieci minuti al mese.
"E' ferma convinzione dell'amministrazione penitenziaria fare piena luce nel caso esistano mele marce". Prendono le distanze dai quattro colleghi arrestati e sottolineano la collaborazione offerta all'indagine dalla polizia penitenziaria il comandante della Casa circondariale di Regina Coeli, Daniele Ferazzoli, e il vicecomandante di Rebibbia, Antonio Reni. Presenti alla conferenza stampa dei carabinieri, i due dirigenti hanno spiegato che l'amministrazione penitenziaria avviera' un'azione disciplinare a seguito dell'indagine penale nei confronti dei colleghi corrotti. Ferazzoli e Reni hanno spiegato che l'amministrazione penitenziaria ci tiene a sottolineare come si tratti di una piccola minoranza di agenti coinvolti e che esiste la ferma intenzione di fare piena luce su quanto e' successo.
Due degli agenti penitenziari arrestati erano gia' finiti in manette nel dicembre scorso perche' sorpresi ad introdurre droga all'interno degli istituti di pena. Ad uno erano stati poi concessi gli arresti domiciliari, l'altro era invece rientrato in servizio. In particolare, un agente era stato colto in flagrante dentro il carcere di Regina Colei con indosso una quantita' di stupefacente che superava i limiti della cosiddetta dose personale: per questo motivo era stato allontanato dal carcere e sospeso dal servizio.
Gli arrestati, secondo quanto si e' appreso da chi lavorava con loro, prestavano servizio all'interno delle sezioni carcerarie e operavano a stretto contatto con i detenuti. In particolare, uno degli arrestati lavorava all'ufficio posta: si occupava di ritirare le lettere e i pacchi in uscita e consegnare la posta in entrata. Due degli arrestati erano addirittura capi posto, ovvero coordinavano gruppi di agenti addetti alle sezioni e le loro mansioni riguardavano il ritiro delle domande dei detenuti per un allungamento del tempo dei colloqui e le richieste per il cosiddetto sopravitto.



18-12-2002, ore 17:19:33

Italia. Genova: spaccio in discoteca, coinvolti tre poliziotti

Sono coinvolti anche tre poliziotti genovesi nell'inchiesta della squadra mobile sullo spaccio nelle discoteche. L'indiscrezione pubblicata stamani dal "Corriere Mercantile" e' stata confermata oggi dagli investigatori della Narcotici. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i poliziotti erano consumatori di cocaina ed avevano contatti con gli spacciatori. Nei prossimi giorni i poliziotti saranno sentiti in Questura dai colleghi per chiarire le loro posizioni. Gli inquirenti intendono accertare se i tre possano in qualche modo aver favorito i trafficanti di stupefacenti. Gli investigatori della Narcotici sentiranno come testimoni anche gli altri clienti dei 33 arrestati, per raccogliere ulteriori indizi e spunti investigativi. Fra queste persone, una quarantina, ci sono avvocati, professionisti, medici, commercianti e sportivi.


05-07-2003, ore 19:10:12

Italia. Due poliziotti arrestati per droga

Su Emiliano Santapaola e Mario Zimbardi, i due poliziotti arrestati ieri all'imbarcadero dei traghetti di Messina per detenzione di cocaina, indagava da tempo la procura di Catania. Le mosse dei due agenti, in servizio rispettivamente alle questure di Catania e Palermo, erano tenute sotto controllo dagli investigatori. E cosi' Santapaola e' stato sorpreso mentre consegnava 5 grammi di cocaina al collega Zimbardi. A questo punto, come riporta il Giornale di Sicilia, sono intervenuti gli agenti delle squadre mobili di Catania e Messina. I due sono stati arrestati in flagranza. Il provvedimento e' stato convalidato dal giudice Alfredo Sicuro che ha concesso ad entrambi gli arresti domiciliari. Santapaola e Zimbardi, sospesi dal servizio, si sono difesi sostenendo che la droga era per uso personale.


29-04-2003, ore 17:56:06

Italia. Napoli: carabiniere arrestato perche' spacciava cocaina

Un carabiniere napoletano che gestiva un giro di spaccio di cocaina e' stato arrestato dalla polizia insieme ad altre otto persone. Il militare spacciava con i complici nei locali notturni della zona di Chiaia.
L'inchiesta e' stata condotta dai poliziotti del commissariato San Ferdinando



21-05-2003, ore 15:52:25

Italia. Sette arresti a Napoli per spaccio, tre erano poliziotti

Tre poliziotti in servizio al commissariato di Montecalvario a Napoli sono stati arrestati, secondo le prime notizie, con l'accusa di spaccio di stupefacenti, concussione e omissione d'atti d'ufficio: nei loro confronti e' stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Giovanna Ceppaluni, su richiesta del Pubblico Ministero della Dda Giuseppe Borrelli, nell'ambito di un'operazione nel corso della quale sono stati effettuati complessivamente sette arresti mentre un altro destinatario delle ordinanze sarebbe irreperibile. Tra le accuse contestate agli altri quattro arrestati anche il traffico d'armi e le estorsioni. Il provvedimento cautelare, eseguito dai carabinieri - gli arresti dei poliziotti sono stati effettuati dalla Squadra Mobile di Napoli - costituisce l'ulteriore attuazione di indagini iniziate da tempo dalla Direzione distrettuale antimafia su fenomeni delinquenziali associativi nell'area Nord della provincia di Napoli.
La notizia ha suscitato "profondo sconcerto nei tantissimi agenti onesti e ligi al dovere che rappresentano la stragrande maggioranza di una categoria che deve vivere e operare in una realta' che li espone a infiniti rischi". Questo il giudizio del segretario generale del Siulp di Napoli, Antonio Ascione. Il sindacato dei lavoratori di polizia esprime "forte e motivata fiducia nella magistratura" ed esprime la certezza nel fatto che gli incriminati "per i quali deve valere la costituzionale ipotesi di innocenza sino a sentenza passata in giudicato potranno provare la loro estraneita' ai gravi fatti contestati". Se la colpevolezza dei poliziotti sara' provata "saranno gli stessi colleghi -aggiunge Ascione- ad esprimere la loro condanna ma la polizia di Stato e' un Corpo profondamente sano".

29-05-2003, ore 21:31:42

Italia. Arrestato ex maresciallo dei Carabinieri di Cervinia

Su richiesta del procuratore capo, Maria Del Savio Bonaudo, il gip di Aosta ha disposto la custodia cautelare in carcere per l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Cervinia (Aosta), il maresciallo Carlo Masala. L'arresto del sottufficiale e' avvenuto nell'ambito di un'inchiesta riguardante lo spaccio di sostanze stupefacenti in Valle d'Aosta.
Le accuse nei suoi confronti sono detenzione illegale di sostanze stupefacenti e calunnia. L'ordine di custodia cautelare e' stato notificato oggi al sottufficiale dalla polizia giudiziaria della procura aostana.
L'inchiesta sullo spaccio di droga, in particolare cocaina, e' iniziata l'anno scorso e ha coinvolto una decina di residenti nella Valturnenche. Nel corso delle indagini sono state trovate alcune dosi di cocaina all'interno della caserma dei carabinieri di Cervinia, senza che fossero stati redatti i verbali di sequestro. Tra gli indagati per spaccio, inoltre, alcuni hanno accusato i carabinieri di aver messo in alcune delle loro auto della droga. Oltre al comandante e' indagato anche un altro militare per favoreggiamento.
Le indagini sono iniziate proprio in seguito al ritrovamento di alcune dosi di cocaina in caserma. Secondo la procura, la droga sarebbe servita per costruire prove fasulle contro presunti spacciatori.
"Ho gia' chiesto al Tribunale della liberta' -ha detto l'avvocato Silvio Bracco, difensore di Masala- il riesame del provvedimento di arresto, che a mio avviso si scontra con le norme del codice di procedura penale. Come cittadino ho gran pena che le leggi consentano medioevalmente che uno possa essere scaraventato in prigione senza nemmeno venire prima interrogato. In questo caso la cosa mi appare ancora piu' grave in quanto ci troviamo davanti ad una persona che per tanti anni ha servito lo Stato in modo esemplare".
Masala, che oltre alla detenzione illegale di sostanze stupefacenti e alla calunnia, e' anche accusato di falso, da tempo era gia' stato sollevato dall'incarico e trasferito a Cuneo proprio in relazione alle voci di un suo coinvolgimento in inchieste non del tutto chiare riguardanti alcuni abitanti di Cervinia.


15-04-2003, ore 11:37:59

Italia. Operazione Voyager a Palermo: 2 carabinieri tra i 16 arrestati

Due carabinieri sono stati arrestati nell'ambito di una operazione antidroga, denominata 'Voyager', scattata oggi all'alba nel Palermitano. Gli investigatori della Guardia di finanza stanno eseguendo 16 dei 19 provvedimenti firmati dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo, Marcello Viola. Accusati di favoreggiamento personale, i due militari dell'arma sono stati arrestati dai loro colleghi del comando provinciale. Una persona e' riuscita a sfuggire alla cattura. L'inchiesta e' stata coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Lari e dal sostituto Maurizio De Lucia.
Le accuse per gli indagati, a vario titolo, vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, detenzione di stupefacenti e favoreggiamento. L'ndagine delle Fiamme Gialle, nel corso della quale sono stati sequestrati due chili di cocaina ed eroina, e' cominciata nel febbraio del 2002.


06-04-2003, ore 16:49:01

Italia. Teramo: un agente della polizia penitenziaria in organizzazione di spaccio di cocaina

C'era un agente della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Teramo, tra i sei italiani arrestati, con quattro giovani albanesi, dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Teramo, riusciti a bloccare un'organizzazione per lo spaccio di cocaina.
Duecento grammi di cocaina a settimana era il quantitativo di droga con cui gli albanesi rifornivano la piazza teramana. Al vertice dell'organizzazione -secondo quanto reso noto in una conferenza stampa dal Comandante della Compagnia di Teramo, il capitano Francesco Zamponi, e dal tenente Gianluigi Di Pilato, alla guida del Nucleo Operativo- vi era un albanese di 24 anni, residente ad Urbino ma domiciliato a Castiglione del Lago (Perugia). In Umbria agevolava e sfruttava la prostituzione di sue connazionali o di giovani provenienti da altri paesi dell'Est; mentre in Abruzzo, in particolare nel teramano, faceva arrivare dall'Albania cocaina che poi veniva distribuita.
Le indagini dei carabinieri erano partite nel luglio scorso. Tra settembre e dicembre 2002 vi sono stati cinque arresti (due italiani e tre albanesi). In quest'ultima settimana, invece, sono stati emessi sette ordini di custodia cautelare: due notificati in carcere ad altrettanti albanesi, gli altri che hanno condotto in carcere l'agente di polizia penitenziaria, altri tre italiani e il capo degli albanesi.


15-11-2003, ore 13:05:07

Italia. Quattro carabinieri arrestati per corruzione e spaccio

Tre carabinieri della stazione di Corsico (Milano) sono stati arrestati, mentre un quarto, gia' in carcere, e' stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare, in quanto sospettati di aver coperto un traffico di stupefacenti gestito da spacciatori locali.
I militari, secondo la ricostruzione dell'accusa, avrebbero ricevuto denaro per coprire il traffico di droga. Le accuse sono di corruzione e spaccio.


02-10-2003, ore 18:59:41

Italia. Piemonte: anche un carabiniere in un giro di droga ed estorsioni

C'e' anche un appuntato scelto dei Carabinieri tra le persone arrestate stamane dagli agenti della polizia di stato tra Calabria e Piemonte, perche' accusate di aver organizzato un ingente traffico di cocaina ed armi ed estorsioni ad imprenditori. Il carabiniere, che e' stato sospeso dal servizio alcuni mesi fa ed ora ha ottenuto gli arresti domiciliari, e' residente e lavorava in provincia di Cuneo.
Nel corso delle indagini e' emerso che gli affiliati alla cosca 'Ursino-Macri" di Gioiosa Ionica, attraverso alcuni corregionali, avevano organizzato un ingente traffico di stupefacenti. La droga veniva acquistata dai componenti della cosca calabrese per poi essere venduta nelle province del Piemonte. I componenti dell'organizzazione da qualche tempo avevano avviato anche una attivita' imprenditoriale, che gli investigatori definiscono di "copertura", attraverso la quale avveniva il traffico di stupefacenti e di armi.
Dalle indagini sarebbe emerso anche che alcuni dei componenti dell'organizzazione estorcevano ingenti somme di denaro ad imprenditori piemontesi i quali subivano danneggiamenti quando si rifiutavano di pagare. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, Giampaolo Boninsegna, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore della Dda reggina, Nicola Gratteri.


12-06-2003, ore 19:46:29

Italia. Brescia: condannati per droga due marescialli e un vicebrigadiere

Sono stati condannati i carabinieri che nel dicembre del 2001 erano stati arrestati con l'accusa, tra le altre, di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di due marescialli e un vicebrigadiere che all'epoca erano in servizio alla stazione di Leno (Brescia).
Nel corso degli interrogatori avevano sostenuto di aver usato droga sequestrata nel corso di operazioni per avere informazioni da un confidente. Le informazioni avrebbero dovuto essere poi utilizzate per ulteriori indagini nel mondo della droga. Proprio il confidente, pero', aveva denunciato i carabinieri.
Ieri, nel processo celebrato davanti al giudice Carlo Bianchetti con il rito abbreviato, anche il giovane e' stato condannato. Il comandante della stazione e' stato condannato a 2 anni e 10 mesi di carcere, l'altro maresciallo a 5 anni e 8 mesi e il vicebrigadiere a 5 anni e 9 mesi. Tutti e tre sono stati condannati per detenzione di droga ai fini di spaccio, falso in atto pubblico e peculato. La posizione del comandante della stazione e' meno pesante perche' e' stato ritenuto responsabile solo di spaccio di hashish e non anche di cocaina. Il confidente, che riceveva la droga dai carabinieri, e' stato condannato a 2 anni e 3 mesi di carcere per detenzione ai fini di spaccio. Le indagini hanno confermato, attraverso gli accertamenti bancari, che le cessioni di droga non portarono ad alcun arricchimento dei carabinieri.


06-06-2003, ore 13:38:43

Italia. Torino: spaccio a San Salvario, tre ordini di custodia per tre carabinieri

La procura di Torino ha emesso tre ordini di custodia cautelare contro altrettanti carabinieri in servizio nel quartiere San Salvario. Due sono stati gia' eseguiti, il terzo non ancora perche' l'interessato si trova attualmente all'estero in viaggio di nozze.
L'indagine, secondo quanto risulta finora, riguarderebbe rapporti irregolari con persone arrestate o controllate nel quartiere nell'ambito di accertamenti sullo spaccio di stupefacenti. I carabinieri devono rispondere delle accuse di peculato, concussione, falso, calunnia e droga. Gli ordini di custodia cautelare emessi dalla procura sono in tutto sei. L'inchiesta e' condotta dal pubblici ministero Gabriella Viglione e Giuseppe Ferrando


17-02-2003, ore 12:27:28

Italia. Poliziotto arrestato a Napoli con un carico di cocaina e hashish

Un sovrintendente di polizia e un altro uomo sono stati arrestati dai carabinieri, alla periferia di Napoli, con l'accusa di detenzione di droga ai fini di traffico illegale. I due erano diretti a Palermo, a bordo di un'auto nella quale erano nascosti 3 chili e mezzo di cocaina e 80 chili di hashish, per un valore al dettaglio di circa 600mila euro.
Il poliziotto e’ originario di Palermo, ed e’ in servizio nel commissariato napoletano di Scampia.
Gli uomini del nucleo operativo e del reparto operativo del comando provinciale hanno scoperto in un doppio fondo il carico di droga. Il poliziotto e' stato chiuso nel carcere militare di S. Maria Capua Vetere, mentre l'altro uomo e' detenuto a Poggioreale. I due hanno ammesso di essere in partenza per Palermo, e quindi si suppone che il carico di droga dovesse giungere nel capoluogo siciliano. Negli ultimi mesi i carabinieri hanno intercettato a Napoli in piu' occasioni grossi quantitativi di stupefacenti diretti in Sicilia, e cio' lascia supporre che le cosche dell'isola abbiano intensificato i legami con il mercato illecito della droga proveniente dalla Campania.


09-01-2003, ore 13:09:12

Italia. Arrestato poliziotto a capo di una banda di trafficanti

Sei persone arrestate, di cui tre agli arresti domiciliari e uno con l'obbligo della firma, oltre a undici indagati. E' il bilancio dell'operazione "Marmota bobak", condotta dai Carabinieri della compagnia di Avezzano (Aq) e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, per un vasto giro di sostanze stupefacenti tra Roma e la Marsica. Tra i principali responsabili dello spaccio un poliziotto della scuola tecnica di Polizia di Roma.


16-12-2004, ore 21:56:03

Italia. Condannati carabinieri e finanzieri per spaccio di droghe

Si e' concluso a Roma questa sera davanti alla decima sezione del Tribunale di Roma con 12 condanne e 15 assoluzioni, il processo che vedeva coinvolte 27 persone tra carabinieri, finanzieri e spacciatori di sostanze stupefacenti. Le accuse contestate dal pm Salvatore Vitello, che ha condotto l'indagine, per fatti accaduti tra il 1990 e il 1997, erano a seconda delle diverse posizioni processuali, di spaccio e detenzione di droga, estorsione, ricettazione, rapina, peculato e calunnia.
Condannato a 11 anni e sei mesi di reclusione il carabiniere Antonio Valisena, ex addetto al servizio scorta, per cui il pm aveva chiesto 15 anni. Condannato ad otto anni di reclusione il carabiniere Alfonso Di Benedetto, per cui il pm aveva chiesto 19 anni e sei mesi di reclusione. Altre condanne principali per Gianluca Gargano, accusato di spaccio di stupefacenti, (sei anni), e per il finanziere Guido Palombi (quattro anni).
Gli altri imputati, tra cui carabinieri e pregiudicati accusati sempre di spaccio di droga, sono stati condannati a pene variabili da un anno e sei mesi ad un anno.
L'indagine fu avviata in seguito alla denuncia di Rolando Ricci, un pregiudicato accusato di spaccio di droga, che secondo l'accusa e quanto denunciato, era stanco di “subire prepotenze”. Ricci aveva denunciato di essere stato costretto a subire minacce, violenze ed estorsioni -che si sostanziavano anche con la cessione di droga- da parte degli imputati.


20-04-2004, ore 17:34:26

Italia. Isola d'Elba: quattro carabinieri indagati per detenzione e spaccio

Quattro carabinieri sono indagati dalla Procura di Livorno con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di peculato.
L'indagine condotta dal nucleo operativo del comando provinciale dei carabinieri di Livorno e coordinata dal sostituto procuratore Mario Profeta, riguarda quattro militari dell'isola d' Elba e tra loro anche un ufficiale.
La notte scorsa sono state compiute alcune perquisizioni alle quali ha partecipato anche lo stesso pm e da stamani sono in corso interrogatori negli uffici della procura. L'inchiesta sarebbe scattata all'inizio dell'anno e riguarderebbe anche il sequestro di oltre un chilo di hashish, parte del quale sarebbe poi risultato mancante. Di qui l'accusa di detenzione e peculato in quanto lo stupefacente, divenuto corpo del reato, e' considerato un bene di proprieta' dello Stato.


24-03-2004, ore 14:13:04

Italia. Anche un carabiniere arrestato nell'operazione "Bella ragazza"

Si e' conclusa con 7 arresti, tra cui quello di un appuntato dei carabinieri, e 10 denunce, l'operazione antidroga "Bella Ragazza" portata a termine dai militari della Guardia di Finanza di Ventimiglia, diretti dal capitano Davide Picciafuochi.
Le indagini, durate oltre un anno e coordinate dal sostituto procuratore di Sanremo Giovanni Maddaleni, hanno permesso di sgominare un presunto clan malavitoso operante del ponente ligure che gestiva una grossa parte del mercato della cocaina, in stretto contatto con la malavita transalpina e quella calabrese.
Tra gli arrestati c'e' l'appuntato dei carabinieri, G.R., 37 anni, originario di Mondovi' (Cuneo) ma in servizio a Genova, gia' indagato per una vicenda di droga risalente al maggio dell'anno scorso. Quest'ultimo e' stato l'unico ad ottenere gli arresti domiciliari.
Per tutti e' scattata l'accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. A capo dell'organizzazione ci sarebbe, secondo l'accusa, Bruno Mezzatesta, 45 anni, ora in carcere, nipote di un presunto appartenente alla 'ndrangheta, Antonino Palamara.
All'operazione, che prende il nome dall'appellativo con cui veniva chiamata la cocaina a seconda del grado di purezza, hanno partecipato piu' di 70 uomini del comando provinciale di Imperia, coadiuvati da unita' cinofile, che hanno eseguito una ventina di perquisizioni domiciliari tra Ventimiglia, Sanremo, Imperia, Genova, Mondovi', Milano e Taurianova.


14-04-2004, ore 13:52:41

Italia. Arrestato un carabiniere, l'accusa: prendeva denaro dagli spacciatori

Un sottufficiale dei carabinieri, in servizio da diversi anni nella stazione di Isorella, e' stato arrestato con l'accusa di corruzione. L'arresto, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Silvia Milesi del tribunale di Brescia, e' stato eseguito dai carabinieri del reparto operativo di Brescia, che hanno condotto le indagini. Il sottufficiale, sulla base di quanto emerso, avrebbe ricevuto del denaro da spacciatori che in questo modo avrebbero potuto agire senza essere controllati. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Di Martino, avrebbero preso il via proprio dalle testimonianze di alcuni nordafricani, in prevalenza marocchini, indagati per spaccio.


02-03-2004, ore 20:52:13

Italia. Torino: carabinieri a processo per droga scomparsa

E' cominciato oggi in tribunale il processo a tre carabinieri accusati per una vicenda di droga sottratta a una persona fermata per spaccio e poi rilasciata. Si tratta dell'ultimo troncone dell'inchiesta sui militari in servizio alla stazione torinese di San Salvario, che ha gia' portato a diverse condanne.
I carabinieri respingono ogni addebito. L'episodio contestato dal pm Gabriella Viglione e' uno solo. L'inchiesta principale, che nel maggio del 2003 era sfociata in una serie di arresti, aveva portato alla luce numerosi casi di falsi verbali, di sparizione di sostanze stupefacenti e di prove fabbricate per incastrare degli spacciatori. Il personaggio considerato centrale nella vicenda, e' un appuntato gia' condannato, lo scorso dicembre, a quattro anni e mezzo di carcere; mentre ad un carabiniere semplice erano stati inflitti tre anni


03-08-2005, ore 21:35:03

Italia. Arrestati un ispettore e due agenti della narcotici di Roma

A quasi quattro mesi dall'operazione che lo scorso aprile aveva portato all'arresto di sette agenti del Commissariato Trastevere, a Roma, e di sei loro complici, l'inchiesta coordinata dai pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri, ha avuto oggi un nuovo seguito, con l'arresto, questo pomeriggio, di un ispettore e di due agenti della sezione narcotici della Squadra mobile di Roma. Gli arresti di oggi, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Roma, Guglielmo Muntoni, fanno seguito ad ulteriori approfondimenti investigativi della stessa indagine. Sale cosi' a 16 il numero totale degli arresti nell'operazione della Procura di Roma sulle rapine, mediante perquisizioni e minacce, compiute da un gruppo di poliziotti che gravitavano intorno al commissariato di Trastevere. Ad aprile, oltre ai sette agenti, in carcere erano finiti quattro loro complici e due spacciatori di droga. Le vittime dell'attivita' illecita della banda erano tutti appartenenti al mondo della criminalita'. La banda aveva un preciso modus operandi ed i ruoli erano ripartiti: uno dei complici degli agenti arrestati si spacciava per il commissario capo Antonio Contini. Era lui il personaggio chiave di tutta la vicenda: segnalava ai poliziotti le persone da sottoporre alle perquisizioni nel corso delle quali la banda si 'riforniva' di valuta e droga. Gli altri tre complici degli agenti arrestati costituivano i canali di riciclaggio della valuta straniera che veniva prelevata durante i controlli. I due spacciatori, legati all'organizzazione, si occupavano di cedere la droga rapinata. Ai tre poliziotti arrestati oggi dai colleghi della Squadra mobile della capitale, viene contestata la cessione di quantitativi di sostanza stupefacente ad uno dei principali indagati del procedimento che doveva poi venderla tramite uno spacciatore di fiducia. Per due di loro c'e' anche l'accusa di associazione per delinquere.


30-03-2005, ore 12:42:55

Italia. Foggia: 21 arresti per droga tra cui un agente penitenziario

Circa 200 poliziotti impegnati nel territorio di Cerignola (Foggia) in un'operazione per l'esecuzione di provvedimenti di custodia cautelare emessi nei confronti di 21 persone accusate di partecipare ad un giro di stupefacenti, in prevalenza cocaina e hashish. Uno dei provvedimenti restrittivi riguarda un agente di polizia penitenziaria. Era stato gia' arrestato dalla squadra mobile della questura di Foggia per essere stato trovato in possesso di oltre 100 grammi di cocaina che -secondo gli investigatori- aveva il compito di portare all'interno del carcere di Foggia. Nell'operazione sono impegnati unita' cinofile e agenti del commissariato di polizia di Cerignola, della squadra mobile di Foggia e del Reparto prevenzione crimine di Bari, che impiegano anche un elicottero. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati emessi dal gip del tribunale di Foggia Lucia Navazio, su richiesta del pubblico ministero Lidia Giorgio.


19-04-2005, ore 17:21:55

Italia. Arrestati agenti di polizia che rapinavano droga e soldi a trafficanti

Come guardie e ladri a ruoli invertiti. Cosi' un gruppo di sette poliziotti romani, aiutati da sei complici, si e' preso gioco di alcuni malavitosi locali rapinandoli di denaro e droga. La banda entrava in azione con la parola d'ordine 'andiamo a pescare' ed agiva grazie alle segnalazioni di uno dei complici che, fingendosi commissario disponeva le perquisizioni e le conseguenti rapine, sotto la minaccia di arresto.
I sette poliziotti erano in servizio nel commissariato Trastevere, in una zona centrale della capitale. A porre fine ai loro traffici e' stata un'indagine condotta dalla procura della Repubblica di Roma e della guardia di finanza che ha portato a 13 arresti: i sette poliziotti, quattro complici, tra cui uno che si spacciava per il commissario capo Antonio Contini, e due spacciatori di droga che si occupavano dello smercio degli stupefacenti.
Da quanto accertato, gli agenti operavano in maniera mirata: una volta che il finto commissario segnalava la vittima scattava la perquisizione. I poliziotti si recavano nell'abitazione della persona segnalata, appartenente quasi sempre alla malavita, e, dietro minaccia di arresto, si facevano consegnare droga o la valuta straniera posseduta. In particolare, cocaina, dinari iracheni, pesos argentini fuori corso (di particolare valore commerciale per i collezionisti) e won nordcoreani.
L'inchiesta ha preso spunto da un'altra indagine riguardante un giro di valuta straniera cambiata in nero e della quale erano entrati in possesso alcuni agenti di polizia a Bologna. Tramite intercettazioni, pedinamenti e perquisizioni, gli inquirenti hanno poi ricostruito le modalita' di azione del gruppo di poliziotti arrestati oggi.
Lo scorso settembre uno dei poliziotti arrestati oggi e l'uomo che si spacciava per Contini furono arrestati, insieme con altre tre persone, dalle Fiamme gialle in un treno all'altezza di Bologna, mentre si recavano a Milano per riciclare pesos argentini del valore di alcuni milioni di euro. L'agente fu subito rilasciato perche' ritenuto estraneo all'attivita' di riciclaggio, mentre il sedicente Contini torno' successivamente in liberta'. Nonostante quell'episodio, hanno accertato gli inquirenti, l'attivita' di rapina e' poi proseguita in modo seriale e sistematico.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip Guglielmo Muntoni su richiesta dei pubblici ministeri Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri. Il procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara, in una nota, ha spiegato che gli accertamenti, svolti dal Gico della guardia di finanza con l'ausilio della squadra mobile, hanno consentito di accertare che “il gruppo, con la complicita' di esponenti della criminalita' avrebbe costituito un'associazione per delinquere diretta a perpetrare, sfruttando la propria posizione di dipendenti della Ps, i reati di rapina pluriaggravata, mediante perquisizioni illegali, nonche' i reati di falso in atti pubblici, ricettazione e riciclaggio”. Nell'ambito della stessa inchiesta sono stati inoltre accertati episodi di detenzione e spaccio di droga.


11-11-2005, ore 18:06:42

Italia. Poliziotto arrestato dai carabinieri per droga

Un poliziotto in servizio al centralino della Prefettura di Venezia e' stato arrestato dai carabinieri a Milano: all'interno della sua auto i militari hanno trovato 1,6 chili di cocaina suddivisi in 159 dosi. L'uomo, 42 anni, e' stato rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.
Il fatto e' avvenuto in viale Brianza alle 18 di tre giorni fa. Ma solo oggi se ne e' avuta notizia. A trovare la droga sono stati i carabinieri della compagnia Duomo che erano impegnati in un normale controllo alle vetture che passavano in quella via.


07-11-2005, ore 20:30:29

Italia. Finanziere coinvolto in spaccio

C'e' anche un finanziere, assegnato al gruppo scorte di Palermo, tra le 23 persone indagate (18 arrestate) nell'ambito dell'operazione antidroga condotta dai carabinieri di Palermo e coordinata dai magistrati della dda. Il militare, sostiene l'accusa, oltre a comprare per se' sostanza stupefacente, raccoglieva il denaro di altre persone e faceva da intermediario, tra i fornitori ed una serie di amici assuntori di cocaina, per l'acquisto della merce.


24-05-2005, ore 19:39:56

Italia, Condannati tre carabinieri che fecero sparire droga sequestrata

Con l'accusa di avere fatto sparire parte della droga sequestrata a un tossicodipendente, tre carabinieri sono stati condannati oggi dal tribunale di Torino. I giudici della terza sezione hanno inflitto ai militari due anni e otto mesi di carcere con l'interdizione dai pubblici uffici.
Michele Fiore, Alessandro Freschi e Roberto Susanna erano imputati di peculato, omissione in atti di ufficio e detenzione illegale di sostanze stupefacenti. L'episodio contestato risale al gennaio del 2003 ed e' inserito in un vasto quadro di irregolarita' che sarebbero state commesse alla stazione di San Salvario, in una delle zone di Torino piu' 'difficili' dal punto dello spaccio e della delinquenza di strada: casi di droga e denaro sottratti a persone controllate senza rispettare le procedure, o tentativi di costruire testimonianze fasulle per incastrare dei pusher. La figura principale di questa inchiesta, il sottufficiale Giuseppe Placi', ora dimesso dall'Arma, e' gia' stato condannato in appello a quattro anni e sei mesi di carcere. A condurre le indagini, e a sostenere la pubblica accusa, sono stati i pm Gabriella Viglione e Giuseppe Ferrando.


11-04-2005, ore 21:08:28

Italia. Arrestato agente penitenziario

Un agente penitenziario, Vito Lenoci, di 36 anni, e' stato arrestato insieme con un complice per possesso di cocaina. I due uomini sono di Acquaviva delle Fonti (Bari). A quanto si e' appreso, i carabinieri di Gioia del Colle (Bari), durante controlli, hanno fermato una vettura che era guidata da Lenoci e sulla quale viaggiava Peragine: Lenoci aveva con se' quattro dosi di cocaina. In una successiva perquisizione nelle abitazioni dei due uomini i carabinieri hanno trovato e sequestrato complessivamente 25 grammi di cocaina.



23-05-2005, ore 17:15:37

Italia. Arrestati ex guardie del carcere di Bari

La Corte d'Appello di Bari ha condannato ex guardie penitenziarie a pene tra i cinque e i sei anni per l'accusa di aver fatto passare di tutto nel carcere del capoluogo pugliese. Bastava pagare gli ex agenti della polizia penitenziaria compiacenti ed entravano telefoni, alcolici, droga, coltelli e tutto quello che i capi della criminalita' chiedevano. Oggi i carabinieri stanno eseguendo le ordinanze di arresto.


07-03-2005, ore 13:27:44

Italia. Droga nel carcere di Lanciano, grazie alla polizia

Per conto dei famigliari recapitavano droga ai detenuti nel supercarcere di Lanciano (Chieti), tra i quali anche un presunto appartenente a un clan camorristico. Dopo sei mesi di indagini sono scattate le manette per due agenti di Polizia Penitenziaria in servizio nell'istituto abruzzese, destinatari di ordinanze di custodia cautelare insieme ad altre sei persone, alcune gia' recluse.
A scoprire il traffico di cocaina e hashish sono stati i Carabinieri, in collaborazione con la stessa Polizia Penitenziaria, che hanno eseguito gli arresti nell'operazione denominata "Oltre il Muro". Per tutti le accuse sono di concorso in spaccio di stupefacenti e corruzione.
Sono finiti dietro alle sbarre, a Pescara, gli assistenti di Polizia Penitenziaria Vincenzo Nardella, 38 anni, di San Paolo di Civitate (Foggia), e Giuseppe Lombardo (37), di Foggia, residente a San Vito Chietino (Chieti), il cui ruolo, rispetto al collega, e' pero' ritenuto marginale.
Gli altri provvedimenti -sempre firmati dal Gip di Lanciano Ciro Riviezzo, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Rosaria Vecchi- sono a carico di Antonio Luca' (5Cool di Scandale (Crotone), domiciliato a Lanciano; i fratelli Santino (27) e Gherard (37) Pomposo di Lanciano e la loro madre Christel Weibflog (5Cool, originaria di Munster (Germania); Lorenzo Cozzolino (35) di Cercola (Napoli), affiliato al clan Cozzolino-Vollaro, e la convivente Italia Belsole (21) di San Giorgio a Cremano (Napoli), residenti a Francavilla al Mare (Chieti). Agli uomini il provvedimento e' stato notificato in carcere, le donne hanno ottenuto i domiciliari.
Nell'ambito dell'inchiesta e' rientrato anche un episodio di detenzione in carcere di un telefonino cellulare che Cozzolino usava per mantenere contatti con l'esterno. Sarebbe stato l'agente Nardella a farglielo recapitare.
I dettagli sono stati illustrati in conferenza stampa, presente il comandante Compagnia di Lanciano, Emanuele Mazzotta, dal colonnello Ugo Sica, comandante provinciale dei Carabinieri di Chieti, il quale ha stigmatizzato la concessione dei domiciliari a Cozzolino, scarcerato a fine anni Novanta dopo avere scontato una condanna per duplice omicidio e in seguito arrestato diverse volte, per violazione delle norme sui permessi ai detenuti e poi per camorra. Una volta tornato in liberta' si era stabilito in Abruzzo. Nel dicembre scorso era stato arrestato a Vasto (Chieti), per tentativo di omicidio e spaccio di droga.
"Oltre il muro" non e' la prima inchiesta che investe il supercarcere di Lanciano. Nel novembre scorso, nell'ambito dell'operazione "Game Over", fu arrestato Bruno Medugno, all'epoca direttore del carcere di Pesaro, con pesanti accuse riconducibili ai circa dieci anni in cui era stato alla guida della struttura carceraria abruzzese: a suo carico si ipotizzavano abuso d'ufficio, truffa aggravata, falsita' ideologica, frode nelle pubbliche forniture, corruzione, peculato, violenza privata, agevolazione del gioco d'azzardo.


23-01-2005, ore 13:54:40

Italia. Arrestati per droga un carabiniere e un finanziere

Sette persone, tra cui un carabiniere e un finanziere di Verbania, sono state arrestate nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di cocaina tra Colombia e Italia, attraverso la Spagna, che aveva basi di spaccio anche nel Verbano Cusio Ossola.
Il carabiniere arrestato e' adibito al servizio di quartiere e il militare della Guardia di finanza fa parte del Nucleo antidroga.
Gli altri arrestati sono due colombiani, la barista di una nota discoteca, un giovane residente a Cannobio e un cittadino senegalese. All'operazione hanno partecipato piu' di cento uomini, tra carabinieri, guardia di finanza e polizia, che hanno operato perquisizioni e sequestri tra Roma, Verbania e altre localita' del Nord della penisola. Pare siano stati gli stessi colleghi del carabiniere e del finanziere arrestati, una volta accertata che i sospetti erano fondati, a procedere al loro arresto. Ora sono entrambi agli arresti domiciliari in attesa della conclusione delle indagini. Sarebbe stato sequestrato un ingente quantitativo di cocaina di elevata qualita'.


20-09-2006, ore 15:51:10

Italia. Palermo. Trasferiti 15 poliziotti positivi a test antidroga

Quindici poliziotti della sezione 'Volanti' della Questura di Palermo sono stati trasferiti in altri uffici perché risultati positivi ad un test sull'uso di sostanze stupefacenti. Il trasferimento dei poliziotti è stato deciso dal questore Giuseppe Caruso. Gli esami tossicologici eseguiti presso l'Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, infatti, hanno evidenziato che su 28 poliziotti sottoposti al test, 15 sono risultati positivi. Tre avrebbero fatto uso di cocaina, 12 di cannabis. I poliziotti, che rischiano anche la sospensione dal servizio, hanno chiesto le contro analisi.


01-09-2006, ore 12:59:51

Italia. Monza. Ispettore capo coinvolto in spaccio di droga in carcere

C'e' anche un ispettore capo della polizia penitenziaria del carcere di Monza tra le dieci persone che ieri si sono viste consegnare dai carabinieri un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito di un'inchiesta della procura monzese su un giro di spaccio all'interno dello stesso istituto di pena.
I provvedimenti, cinque dei quali notificati a detenuti, sono stati firmati dal gip Claudio Ceron. Le accuse sono a vario titolo di spaccio di droga, in questo caso hascisc, corruzione e favoreggiamento.
Le indagini, avviate un anno fa in seguito ad alcune segnalazioni, sono state coordinate dal procuratore della Repubblica di Monza, Antonio Pizzi e dal pm Enzo Fiorino. Tra gli indagati, perlopiu' persone gia' in carcere e piccoli spacciatori, spicca l'ispettore di polizia che, secondo gli inquirenti, avrebbe favorito facendo da tramite tra l'esterno e l'interno, l'ingresso dell'hascisc nella prigione, ricevendo in cambio regali e favori. La droga veniva consegnata ad alcuni detenuti che in parte la consumavano e in parte la spacciavano.
L'uomo, inoltre, e' l'unico ad essere accusato di favoreggiamento, in quanto dava ai detenuti segnalazioni sulle inchieste in corso che li riguardavano. Nei prossimi giorni si terranno gli interrogatori di convalida degli arresti.


Italia. Interrogazione parlamentare sull'uso di droga da parte della polizia

Il deputato Ds Angelo Lomaglio ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno, Giuliano Amato, 'per sapere quali iniziative intenda assumere allo scopo di avviare un'indagine conoscitiva finalizzata all'approfondimento della vicenda e alla verifica della veridicita' dei fatti riguardanti il servizio Volanti della Questura di Palermo'. Lo Maglio sul tema aveva presentato una nota al ministero dell'Interno, indirizzata al vice ministro Marco Minniti, ma non ha ottenuto risposta.
Dice il deputato che 'per iniziativa del questore di Palermo, Giuseppe Caruso, e' stata condotta nei mesi scorsi un'indagine su un campione di 28 agenti del 'servizio volanti' della Questura, che si e' avvalsa anche di accertamenti sanitari ed analisi cliniche. Da tale indagine sarebbe emerso che 15 poliziotti avrebbero acquistato e fatto uso di stupefacenti (THC e cocaina)'.
'Tale comportamento, se confermato, appare particolarmente grave anche in considerazione dell'esigenza di una piena affidabilita' degli operatori, tenendo conto del ruolo e delle attivita' svolte dal servizio volanti che impongono un contatto diretto con i cittadini nell'opera di prevenzione dei reati e controllo del territorio. E' del tutto evidente che la verifica ispettiva richiesta e tutti gli eventuali provvedimenti che il ministro intendesse adottare, non puo' e non deve prendere le mosse da giudizi sommari o preconcetti ma, al contrario, deve essere realizzata in modo rigoroso a garanzia di tutte le parti coinvolte e nel supremo interesse della credibilita' delle Istituzioni della Polizia di Stato'



04-02-2007, ore 21:19:42

Italia. Genova. Arrestati due poliziotti, vendevano cocaina

Due ispettori di polizia, in servizio presso la squadra narcotici della Squadra Mobile di Genova, sono stati fermati dalla Guardia di finanza con l'accusa di spaccio di droga e peculato.
La prima accusa riguarda la cessione di un chilo di cocaina, del valore di circa 70000 euro, ad un pregiudicato genovese. Il peculato deriva dall'ipotesi che i due si siano appropriati di tre pc portatili sequestrati ad un cittadino romeno durante una operazione di polizia.
Secondo quanto riferito dagli investigatori, i due ispettori, dei quali non sono state rese note le generalita', avrebbero concordato con il pregiudicato la cessione a rate della partita di cocaina: la prima parte della somma, 5000 euro, doveva essere consegnata nei pressi del centro commerciale della Fiumara.
Nei giorni precedenti, pero', i militari della Finanza avrebbero intercettato il pregiudicato, gia' sospettato da tempo di essere nel giro del traffico di stupefacenti, e lo avrebbero interrogato, scoprendo cosi' i contatti con gli ispettori di polizia.
All'appuntamento fissato si sono cosi' presentati i finanzieri che hanno bloccato uno dei due ispettori. L'altro e' stato raggiunto nel suo ufficio nella questura di Genova. Ora i due si trovano rinchiusi uno nel carcere di Pontedecimo e l'altro in quello d Chiavari. Saranno interrogati nelle prossime ore dal Gip Lucia Vignale per la convalida del fermo.
L'accusa di peculato riguarda l'appropriazione di tre pc portatili. Nel corso di una operazione, i due ispettori avrebbero sequestrato ad un cittadino romeno tre pc, ma nel verbale di sequestro avrebbero parlato di 16 macchinari sequestrati. Durante le perquisizioni negli alloggi e negli uffici dei due poliziotti sono stati trovati 2 dei tre pc: uno in casa di un ispettore, l'altro nell'ufficio del secondo.


13-02-2007, ore 14:29:59

Italia. Arrestati poliziotti, finanzieri e guardie forestali per traffico di cocaina

Tredici persone sono state arrestate dalla polizia di Enna che ha scoperto una vasto giro di droga in diverse province siciliane. Un centinaio le persone denunciate.
Tra i fermati sottufficiali di polizia e della guardia di finanza e un agente della guardia forestale. I rappresentanti delle forze dell'ordine coinvolti nel giro di stupef
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MessaggioInviato: Mar Giu 24, 2008 11:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

22-04-2008, ore 00:37:47

Italia. Droga in carcere, ancora agenti penitenziari coinvolti

R.B., agente di polizia penitenziaria preposto al Reparto Volturno del carcere di Santa Maria Capua Vetere avrebbe ricevuto da Mario Froncillo e Maria Grazia Russo 18mila euro per consegnare al reggente del clan di Marcianise Michele Froncillo compresse di Laxis, medicinale con effetti diuretici, e compresse di preparazione galenica anfetamino-simili, ma anche, in modo inconsapevole, cocaina occultata in contenitori di borotalco. I farmaci e la droga servivano a Froncillo a dimagrire in maniera eclatante, tanto da giustificare l'emissione di certificati medici, operata dai sanitari compiacenti, di una situazione fisica incompatibile con il regime detentivo, favorendo la scarcerazione da parte delle autorita' proposte. In un altro caso, A.V., agente in servizio a Brescia, avrebbe ricevuto del denaro in diversi periodi, 2/3mila euro a volta, in cambio della consegna di 'pizzini' da parte di familiari e affiliati al boss Domenico Belforte, che aveva comunicato al pm della procura di Brescia di voler collaborare con la giustizia. In questi biglietti al capoclan veniva chiesto di recedere dai suoi propositi, di fatto interrotti. Valentino, inoltre, avrebbe introdotto nel carcere samaritano, con altre complicita', telefoni cellulari, lettori mp3, profumi, dosi di cocaina e altri oggetti che consegnava a Gaetano Piccolo, Clemente Daniele Rivetti, Alfredo Bifone, Giovanni Anziano, Filippo Petruolo, tutti componenti del clan Belforte. "Abbiamo eseguito una pulizia nelle carceri - sottolinea Luca Bontempo, responsabile del nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria di Roma - grazie anche alla collaborazione con il questore di Caserta Carmelo Casabona e il capo della Mobile Rodolfo Ruperti".


Giovedì 29 Maggio 2008
Hashish: arrestata tenente dei vigili urbani di Aversa

CRONACA | Caserta – Nel pomeriggio di ieri, nell'ambito di una serie di perquisizioni domiciliari effettuate sul litorale domizio da personale della squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, del commissariato di Castelvolturno e del reparto prevenzione crimine Campania, sono stati tratti in arresto il pregiudicato Luigi Di Grazia di anni 53 da Aversa e la sua convivente Anna Maria Perfetto 54 anni, tenente dei vigili urbani in servizio presso il comando di Aversa.
Nel corso della perquisizione dell'abitazione, ove il Di Grazia si trovava agli arresti domiciliari, gli agenti hanno infatti rinvenuto circa 300 grammi di hashish nonche' una piantagione di cannabis ricavata sul terrazzo del secondo piano dell'abitazione in Castelvolturno al viale della vecchietta.
Nel corso dell'operazione sono state sequestrate cautelativamente tre pistole e alcune munizioni regolarmente detenute dalla Perfetto Anna Maria. I due sono stati associati presso la casa circondariale di S. Maria C.V. e di Pozzuoli a disposizione della Procura della Repubblica di S. Maria C.V..



31-05-2008, ore 14:12:10

Italia. Si toglie la vita poliziotta penitenziaria arrestata per possesso di droga

Fabrizia G., 44 anni, poliziotta penitenziaria arrestata l'altro giorno a Cosenza per essere stata trovata in possesso di 9 chili di droga si e' suicidata nel carcere di Castrovillari, dove era reclusa. La donna e' stata trovata impiccata in cella. La poliziotta penitenziaria avrebbe cosi' eluso la sorveglianza a vista che era stata disposta nei suoi confronti: a controllare la donna proprio per evitare eventuali iniziative suicide vi sarebbero state infatti due agenti penitenziari.


13 giugno 2008
Mezzo chilo di cocaina a casa del brigadiere
Arresto shock in riviera romagnola


Mezzo chilo di cocaina, 346 grammi di hashish, un po' di marijuana, Non solo: anche attrezzi del mestiere, ovvero sostanza da taglio, un bilancino di precisione, un piccolo termosaldatore. In manette, in riviera romagnola, un brigadiere di Collepasso

Era un insospettabile: un vice brigadiere dei Carabinieri in servizio presso la stazione di Castelbolognese. Leccese. Di Collepasso, per la precisione. Nei guai, Cosimo Mastrogiovanni, 38 anni, è finito per possesso di mezzo chilo di cocaina, 346 grammi di hashish, un po' di marijuana.
Lunedì scorso qualcuno ha "avvisato" i poliziotti della Squadra mobile, con una telefonata anonima che riferiva di grossi giri di spaccio di cocaina proprio a due passi dal municipio di Misano. I controlli dei militari si sono, allora, infittiti, Non è stato difficile, a quel punto, notare lo strano movimento che proveniva dall'abitazione di Mastrogiovanni. E proprio quando in quell'abitazione risuonava a tutto volume l'inno dell'Italia che avrebbe da lì a poco dato il via alla partita Italia-Olanda, i poliziotti vi hanno fatto irruzione, rinvenendo, oltre agli ingenti quantitativi di droga, anche attrezzi del mestiere, come bilancini di precisione, sostanza da tagli e un piccolo termo saldatore. In carcere è stato condotto anche il fratello minore dell'uomo, Paolo, 21enne, giunto in riviera per cercare lavoro, rilasciato poco dopo gli accertamenti in quanto estraneo ai fatti.
Cosimo Mastrogiovanni, trattenuto invece in carcere, aveva già avuto guai con la giustizia nell'ambito di un'inchiesta relativa ad un giro di prostituzione e per l'accusa di falso documentale. Oggi è prevista la convalida dell'arresto.



23-06-2008, ore 15:09:52

Italia. Poliziotto arrestato per traffico di cocaina dal sud America

Erano un pluripregiudicato e un agente della polizia stradale di Latina a tenere le redini di un'organizzazione specializzata nel traffico internazionale di droga dal sud America all'Italia. Cocaina purissima che arrivava in Italia dalla Bolivia nascosta all'interno di trolley o valigie via Amsterdam o Madrid, a seconda che i terminali del traffico fossero Milano o Roma. A tenere i contatti era un 59enne di Nettuno con diversi precedenti per droga alle spalle. Il trafficante, per la sua attivita', aveva "cooptato" un poliziotto di 39 anni di Anzio, col compito di curare la parte logistica e organizzativa dell'attivita' criminosa, confidando nella copertura che il ruolo istituzionale dell'uomo poteva offrire. A lui il boss chiedeva anche informazioni per sfuggire alle indagini delle forze. Ad esempio, durante i vari import di partite di polvere bianca, il capo gli aveva chiesto di cercare di capire, grazie alle sue conoscenze, per quale ragione i corrieri non rispondevano piu' al telefono.
In un altro caso era stato lo stesso poliziotto a noleggiare un'auto e andare fino a Milano per andare a prendere il corriere, giunto dall'America latina dopo uno scalo in Olanda. Lo stupefacente, di qualita' purissima, era destinato al mercato romano e al basso litorale laziale. Il blitz della squadra Mobile di Roma e' iniziato questa mattina all'alba su mandato del sostituto procuratore Diana De Martino, della Direzione distrettuale antimafia di Roma dopo un'indagine durata quattro anni e partita da un piccolo sequestro di droga a Nettuno, attraverso il quale gli inquirenti sono risaliti ai vertici dell'organizzazione. I due, arrestati, dovranno rispondere dell'accusa di traffico internazionale di stupefacenti. Nel corso dell'operazione sono stati eseguiti controlli e perquisizioni anche a carico di una ventina di "fiancheggiatori", prevalentemente spacciatori al dettaglio della droga. (Il Velino)
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MessaggioInviato: Mer Giu 25, 2008 10:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

25-06-2008, ore 01:15:51

Italia. Un poliziotto ed un body guard di Vasco Rossi agli arresti per droga

Un bodyguard dell'entourage di Vasco Rossi, un poliziotto in servizio a Roma, tre albanesi e due marocchini sono stati arrestati dalla Procura di Bologna, su ordinanza del Gip Michele Guernelli, per reati legati al traffico di cocaina. Danilo D'Alessandro, milanese, 45 anni, cognato della rock star, e' stato prelevato questa mattina a Venezia, dove e' in corso il tour di Vasco Rossi, e attualmente si trova agli arresti domiciliari a Bologna. A suo carico c'e' l'accusa di detenzione ai fini di cessione a terzi di modesti quantitativi di cocaina. Il suo nome viene fuori dall'ascolto di alcune telefonate intercettate dagli uomini della squadra Mobile di Bologna. Nelle conversazioni gli indagati nominavano un certo 'Roccia', soprannome di D'Alessandro. Tutte le ordinanze di custodia cautelare, chieste dai Pm Valter Giovannini e Lorenzo Gestri, sono state eseguite questa mattina. Nell'abitazione di un albanese, sono stati trovati 500 grammi di cocaina. Negativa, invece, la perquisizione a casa del bodyguard. I Pm Gestri e Giovannini, che 'mantengono uno stretto riserbo sulle indagini e non nascondono un certo fastidio per la fuga di notizie', precisano che 'il signor Vasco Rossi risulta completamente estraneo alle indagini e tale circostanza e' stata evidenziata anche nell'ordinanza del Gip'. A carico di D'Alessandro ci sarebbe l'acquisto, in sette, otto occasioni, di un totale di 25 grammi di cocaina. In manette e' finito anche un poliziotto in servizio a Roma: a suo carico i Pm ipotizzano la detenzione in concorso con altri di sostanza stupefacente, ma anche la corruzione. L'agente, arrestato dai colleghi di Bologna, avrebbe ricevuto un compenso in denaro, qualche migliaio di euro, per attivarsi affinche' venissero rilasciati permessi di soggiorno ad albanesi irregolari. Passaggio di denaro che sarebbe avvenuto proprio a Bologna.
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MessaggioInviato: Ven Lug 25, 2008 10:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

25-07-2008, ore 13:52:55

Italia. Sottufficiale della polizia penitenziaria trovato con 25 kg di droga

Un sottufficiale della polizia penitenziaria, G.A., di 48 anni, è stato arrestato questa mattina dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L'uomo svolge servizio presso una casa circondariale della Campania ed è originario della provincia di Palermo: stava facendo rientro a casa per le ferie estive. L'uomo, fermato per dei controlli agli imbarcaderi di Villa San Giovanni, nonostante si fosse presentato come un 'collega' ha tenuto un comportamento 'nervoso e insofferente' che ha insospettito gli uomini del vice questore Diego Trotta che hanno cosí deciso di effettuare una perquisizione all'interno dell'autovettura, rinvenendo oltre 25 chili di sostanza stupefacente che, immessa sul mercato, avrebbe garantito guadagni per oltre 250 mila euro.
L'uomo, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere a disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria
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