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Le piante acquatiche hanno un fascino particolare che nessun tipo di altra pianta riesce ad avere ma necessitano di cure e attenzioni per poter sopravvivere. Probabilmente quello che manca molto spesso è lo spazio ma è possibile, con dei piccoli accorgimenti, creare il proprio giardino acquatico, all’interno di un vaso, o contenitore simile, altrimenti detto mini-pond, senza dover per forza avere un terrazzo o uno spazio verde.

Per cominciare è importante sapere che non tutte le piante acquatiche, come quelle normali d’altronde, hanno le stesse esigenze. Si possono quindi distinguere principalmente 2 tipi di piante acquatiche:

- Idrofite: possono essere sommerse di acqua o comunque necessitano di maggiori quantità. A questo gruppo appartengono le ninfee, vere e proprie piante acquatiche di varie specie;
– Elofite: vivono dove l’acqua è più bassa e hanno il fusto e le foglie sempre affioranti. A questa tipologia appartengono il papiro e tutte le piante palustri.

Ogni pianta acquatica inoltre svolge una funzione diversa: esistono le piante ossigenanti, depurative e decorative. Le prime sono in grado di trasferire ossigeno dall’atmosfera e dalle foglie fino alle radici, processo necessario all’attività depurativa dei batteri che assorbono sostanze nocive dall’acqua. Le principali sono: il papiro egiziano, la tifa, la lisca lacustre, il giunco e il Myriophyllum acquaticum. Le depurative, invece, assorbono azoto e fosforo dall’acqua e devono essere tenute sotto controllo perché possono favorire la proliferazione delle alghe che possono bruciare l’ossigeno e distruggere il piccolo ecosistema. Le più comuni sono: il giacinto d’acqua, l’Eichornia crassipes, la lemna, la Pistia stratiotes e la Salvinia natans. Infine le decorative hanno il ruolo di ombreggiare la superficie limitando così l’eutrofizzazione dell’acqua: le principali sono le ninfee, di cui ne esistono differenti specie e varietà; la ninfea alba dai fiori gialli è la più comune.

Ninfea alba

Per creare un equilibrio ottimale dell’ecosistema uno dei consigli più importanti da seguire e quello di selezionare almeno una pianta per tipologia da avere nel giardino acquatico.

Tenendo in considerazione i seguenti fattori il primo passo per creare un giardino d’acqua è scegliere un contenitore che non si ossidi e che sia abbastanza impermeabile: vasi, vaschette e recipienti (di almeno 50-60 cm di altezza e 60-70 cm circa di larghezza) andranno bene per l’utilizzo finale. L’unico elemento da tenere bene in considerazione e la profondità del recipiente: dovrà essere maggiore nelle zone più miti per evitare che si surriscaldi troppo l’acqua e minore nelle zone più fredde.
Dopo aver scelto il tipo di contenitore bisognerà riempirlo di terriccio per metà (preferibilmente mischiato con torba e fertilizzante) e ultimare il rinterro con uno strato di sabbia di circa 5 cm. In seguito bisogna piantare i semi e ogni giorno aggiungere un piccolo quantitativo d’acqua, così da far raggiungere la giusta temperatura. È consigliabile fare quest’operazione durante le ore più calde per usufruire del calore, completerete il riempimento in una settimana circa.
Per mantenere sempre lo stesso livello d’acqua è necessario poi aggiungerne un po’ in modo graduale, una volta alla settimana facendo in modo che sia leggermente tiepida. Si possono anche aggiungere dei pesci rossi ma dopo circa 20 giorni, poiché l’acqua ha bisogno di “maturare” prima di ospitarli senza pericoli.

Il momento migliore per inaugurare il mini-pond è proprio questo, tra maggio e giugno. Con un po’ di accortezza avrete in poco tempo il vostro angolo di freschezza e armonia, piacevolmente gradevole nei giorni più afosi.

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