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1. Dhap, ti conosciamo come un grande rappresentante del beat boxin, impegnato non solo nelle performance live ma anche nell’organizzazione di eventi, come Ita Beat Boxer. Come mai il beat boxin è ancora così poco sviluppato in Italia? Cosa pensi servirebbe per farlo esplodere del tutto.

Dhap: In realtà è cresciuto parecchio negli ultimi anni. In diverse città ci sono alcuni beatboxer di riferimento della “zona”, che si stanno facendo sentire ed hanno un minimo di ” considerazione ” che prima non avevano . In tanti oggi sanno cosa è lo human beatbox , tra la gente comune intendo lontano dal mondo hip hop , e fino a qualche anno fa non se ne aveva la più pallida idea. Credo che il miglior carburante per fare espandere questa disciplina sia l’incontro dal vivo, gli eventi, i workshop etc. fatti da persone capaci e che sappiano comunicare attraverso quest’arte senza annoiare, con umiltà, trasmettendone il valore. Quindi è molto importante avere sponsor che abbiano voglia di investire risorse e di rischiare di promuovere una disciplina “nuova” diciamo. Non sono mancate comunque a Ita Beatboxers le interessanti collaborazioni come quest’ultima con Tecniche Perfette o quella con IDA Italy ed il Vinilificio , Solevoci Beatbox Convention , Hip Hop Kemp Italia e Beatbox Battle.

2. Chi sono oggi i maggiori esponenti italiani ed europei legati a questa disciplina?

Dhap: I maggiori esponenti italiani sono quelli che si danno da fare e con umiltà, nel proprio territorio, nella propria zona e costruiscono giorno per giorno qualcosa per contribuire alla sana diffusione del beatbox : facendo live, improvvisando session in strada, nelle scuole etc. Oltre ad Alien Dee che ormai sappiamo bene essere uno dei maggiori esponenti italiani, mi viene da scrivere Noise , Mex Zee , Lil Klips , Big Smo’ , Radice, Jak , gli amici di La Spezia, Mudy , B.Road . Ci sono comunque diverse realtà attive da Nord a Sud. Colgo l’occasione per citare un amico beatboxer italiano, Romo , che da tempo collabora con Bee Low ed il team di Beatbox Battle , nostro partner nell’organizzazione dei campionati italiani ed organizzatori del campionato mondiale. E ancora Alem, gli Under Kontrol ed Eklips in Francia, gli amici svizzeri di SwissBeatbox.com come Pepouni , Zede , Nino G, lo stesso Skiller dalla Bulgaria che sara’ ospite al Microphone Masta , Vahtang in Russia con ibeatboxer.ru , Reeps One in Inghilterra. Per quanto riguarda il beatbox al femminile posso citare la campionessa del mondo in carica , anche lei Bulgara, Pe4enkata. E ancora la svizzera Steffe la Cheffe e l’inglese campionessa uscente Bellatrix . Giusto per citarrne alcuni.

3. Masta5, Dank, siete entrambi due super veterani del freestyle, da un lato nell’organizzazione e dall’altro nella partecipazione vera e propria. Mediaticamente il fenomeno è esploso molto in ritardo. Oggi cosa potrebbe servire alle contest di freestyle per rinnovarsi?

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Dank : L’interesse mediatico sviluppatosi intorno alla disciplina del freestyle ha da un lato avuto un effetto positivo, essendo aumentato il numero di persone interessatesi a questa forma d’arte, dall’altro lato, come succede a tutte le correnti che i media decidono o hanno deciso in passato di spingere, ne mette in mostra solo alcuni lati dando l’idea ai fruitori di primo pelo che il tutto si fermi a quello che vedono attraverso i media. Il freestyle è una disciplina complessa e, anche se quello che quasi sempre salta all’attenzione è il suo utilizzo nell’ambito dell’ uno contro uno, ha una potenza comunicativa davvero forte anche in contesti diversi. Parlando dei contest di freestyle invece, una delle domande che spesso mi sono fatto è: ”Ma perchè in Italia ci sono BATTLES di freestyle quasi ogni giorno e non è mai stato organizzato uno SHOW di freestyle?”. Ecco, a mio soccorso negli ultimi anni sono nati eventi in cui il freestyle non è considerato solo un’arma per offendere qualcuno ma viene sviluppato anche nelle altre sue caratteristiche. Questo per esempio succede nelle edizioni del Microphone Masta oppure, se posso citarti altri eventi, all’ End Of The Weak, od ai bellissimi incontri che abbiamo avuto quest’anno con i poeti improvvisatori dell’ottava rima. Anche i contest ”storici” come il mio amato Tecniche Perfette nelle ultime edizioni hanno aggiunto prove come il ”top of the head”, proprio nel tentativo di far sì che questa disciplina si evolva il più possibile.

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M5: Dal punto di vista organizzativo, trovare qualcosa di nuovo è preticamente impossibile, dal mio canto quando vado ad un evento voglio vedere della personalità e non un clone del clone, quindi io cerco negli eventi che faccio l’originalità e connotati che rendano di un livello superiore chi vi partecipa e chi assiste, per questo sono contento che ci siano battle particolari come era il 2 the beat, piuttosto che l’end of the weak, piuttosto che upgrade a battles storiche come il t.p. o cose peculiari come il microphonemasta.
Qualcosa che ti elevi e non solo che sia un intrattenimento da botteghino fine a se stesso.

4. Qual è il vero segreto del freestyle? Quale caratteristica rende un freestyler un potenziale campione?

Dank: Essendo un amante di questa disciplina da ormai svariati anni posso dirti che non esistono trucchi o segreti, perlomeno nella mia personale visione dell’argomento. Quando i ragazzi che si affacciano al freestyle mi pongono questo tipo di domanda, solitamente rispondo che improvvisare rime è semplicemente un altro modo di parlare alle persone, ed in quanto tale i metodi per migliorare e migliorarsi sono letteralmente infiniti. Essere un freestyler, nel mio modo di interpretare la disciplina, non significa solo ”rimare a tempo”, ma include in sè anche l’abilità di creare un canale comunicativo con chi ti sta ascoltando. E a questo scopo non sono solo le rime a fare la differenza, il ”comunicare” comprende anche l’atteggiamento e le movenze che si hanno sul palco, la capacità di adattarsi a tipologie di pubblico diverse tra loro, l’elasticità nel trovare il registro metrico-linguistico ottimale per coinvolgere gli spettatori, il padroneggiare il più possibile la nostra bellissima lingua italiana ed altre infinite variabili tra cui, fondamentale a mio parere, avere davvero qualcosa da dire per non fermarsi sempre e solo alle sterili filippiche sulla propria bravura ed il proprio ”spaccare tutto e tutti”.

5. Ensi, ormai riconosciuto da tutti (scena hip hop, underground, mtv, stampa ecc.) come il n. 1 freestyler italiano di tutti i tempi ed immagino che sia in effetti innegabile. Chi vi sentite di citare oltre al super premiato membro dei One Mic?

Dank: Ensi è sicuramente il nome maggiormente di spicco tra i freestyler italiani, e questo rende giustizia ai numerosi successi che il rapper torinese ha ottenuto nelle più note battles italiane, per il resto riagganciandomi al discorso appena fatto, credo che anche in questo caso esistano infinite sfumature le quali mi rendono difficile stilare classifiche o graduatorie. Alcuni freestyler per esempio si distinguono per la capacità di affrontare l’avversario nell’uno contro uno, altri invece hanno il flow come punto di forza, alcuni li ammiro per il contenuto o per la capacità anche teatrale di coinvolgere il pubblico, c’è chi mi appassiona per le sue doti metriche, chi per la sua completezza, e così via… Seguendo questo discorso, oltre ovviamente ad Ensi, dovrei citare un sacco di ”colleghi” con il grosso rischio di dimenticarne qualcuno. Riassumendo e per chiudere il discorso (pare una banalità ma purtroppo non lo è più) diciamo che i freestylers che prediligo sono quelli che interpretano questa disciplina come una forma pura di improvvisazione a 360 gradi e lavorano di continuo per evolvere le loro abilità.

6. Ragazzi che cosa dobbiamo aspettarci da questo super evento di sabato sera?

Dhap: Il panico! un evento di qualità e originale , per stare bene.

Dank: Rifacendomi ad una mia celebre risposta televisiva potrei dirti un lapidario ”mi aspetto di fare freestyle”, ma uscendo dal clima scherzoso e tornando a noi credo che la ricchissima line up e il livello dei partecipanti iscritti siano garanzia di spettacolo e per il resto posso assicurare che chi ama l’Hip Hop e lo star bene grazie ad esso troverà ciò che fa per lui alla serata del Microphone Masta.

M5: Non dovete aspettarvi niente, se amate le jam e l’ Hip Hop dovete venirci solo per questo, perchè c’è Donald D, DJ Kamo , Lil Cut e noi altri insieme a Maury B a garantire che tutto vada per il meglio, il meglio che sappiamo fare. Se poi il tutto vi piacerà sopra le vostre aspettative vuol dire che amare l’ Hip Hop fa solo bene e migliora tutti elevando le persone fino a farle diventare se stessi! Nessuno di noi pensa di essere nel giusto puntando il dito su gli altri, ma piuttosto lo puntiamo su noi stessi chiedendo alla gente di fare altrettanto.

MASTA MIC

di Giovanni “Zethone” Zaccaria

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