Ogni volta che in Spagna si prova a parlare di tori e corride non si riesce mai a essere d’accordo, o quantomeno a discuterne civilmente, e anzi è molto facile finire col litigare.

Da una parte ci sono i sostenitori delle corride, che non vogliono che si introducano cambiamenti in questa disciplina e tanto meno che la si abolisca. Dall’altra troviamo gli animalisti, che lottano da decenni contro questo tipo di spettacoli e il cui obbiettivo è far proibire le corride e le altre manifestazioni taurine nelle quali gli animali sono sfruttati e finiscono per essere feriti o uccisi.

Ma ora anche l’ONU è scesa in campo e ha detto la sua. Lo ha fatto tramite il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia (OHCHR, in inglese) che ha stilato un documento di 17 pagine che analizza la situazione dei diritti dei minori nel paese iberico. La parte del documento in cui si parla di corride è breve ma intensa, e fa leva sugli effetti negativi che questa “arte” può provocare nei più piccoli. Per cui l’ONU chiede alla Spagna di non permettere ai minori di assistere alle corride e anche di proibire la frequentazione delle escuelas taurinas visto il “preoccupante livello di violenza al loro interno” (parole dello stesso Comitato).

L’eterno dibattito continua anche se ogni volta c’è più gente che crede che se le corride sono state arte in passato, oggigiorno non lo siano più.
I tempi cambiano, cambiamo anche noi.

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