La Lego con tre anni di anticipo rispetto al previsto realizza l’obiettivo di utilizzare per il proprio fabbisogno energetico solo energia proveniente da fonti rinnovabili. Per festeggiare questo traguardo ha costruito una turbina eolica con 146 mila mattoncini. Ma rimangono pur sempre tutti di plastica.

E quindi al via un altro obiettivo green: realizzare entro il 2030 delle bioplastiche che vadano a sostituire completamente la ventina di polimeri in uso, tutti di derivazione fossile. I materiali dovranno essere resistenti in termini di durata nel tempo e sotto sforzo, rispettare gli standard di sicurezza e qualità imposti dall’azienda.

Ad oggi per ridurre l’impatto ambientale, oltre agli investimenti nel campo energetico, c’è un riciclo di materiali: il 93% degli scarti totali lungo la filiera e tutti gli sfridi delle lavorazioni vengono recuperati e riutilizzati.

Sicuramente questa mossa può trovare un grande consenso negli acquirenti e aumentare la visibilità aziendale, ma quello sarà solo il risultato. Perché per arrivare a ciò ci saranno forti investimenti nella ricerca, e lo stato dell’arte e la conoscenza sulle bioplastiche avrà una spinta non indifferente.

Attualmente solo l’1% delle plastiche prodotte è di origine vegetale e anche se la tendenza è in aumento non sono da sottovalutare i mezzi dei colossi internazionali.

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