Un altro anno è passato e con esso la stagione utile per coltivare outdoor: a parte qualche temerario, sono molti i grower che stanno pensando di allestire delle coltivazioni indoor per ovviare alla carenza di luce ed alle basse temperature della stagione invernale.

Un argomento molto delicato di solito riguarda l’utilizzo delle nuove Lampade a LED e, nello specifico, come sfruttare al massimo i mesi invernali per dei cicli rapidi e produttivi.

Di fatto sono sempre più i sostenitori dei LED per le coltivazioni indoor; è risaputo che questo genere di illuminazione comporta un notevole risparmio sulla bolletta oltre a non generare pressoché calore, vantaggi rilevanti se si vuol coltivare in maniera discreta e senza rischi eccessivi.

Fin qui nulla di nuovo starete pensando, eppure negli ultimi cinque anni la tecnologia LED ha fatto passi da gigante. Attualmente le ultime generazioni di lampade che troviamo sul mercato sono innovative e migliorano costantemente sul piano del rendimento, della durata e dei consumi.

Solo alcuni anni fa per le coltivazioni indoor venivano utilizzate comuni diodi per l’illuminazione domestica a cui molto spesso si applicavano pellicole riflettenti, per generare il giusto spettro di luce di cui la pianta necessita nei suoi diversi stadi di sviluppo.

Oggi invece, i sistemi di illuminazione Hyperled vengono creati appositamente per la coltivazione indoor.

Grazie alla tecnologia “Multicolor Spectrum” che emette uno spettro di luce ottimale in tutte le fasi del ciclo di crescita e fioritura della pianta si garantisce un’alta resa con un minor consumo elettrico. Queste lampade hanno un sistema di dissipazione del calore che evita i problemi di surriscaldamento tipici dei piccoli ambienti di coltivazione; sono dotati inoltre di interruttori per accendere singolarmente due diversi canali di colore e, a seconda della necessità del coltivatore, è possibile scegliere tra 3 diverse tipologie di illuminazione:

1. Spettro di colore freddo: LED bianco/blu adatto per la fase di germinazione e crescita delle piante.
2. Spettro di colore caldo: LED arancioni/rossi intensi adatti per la fase di fioritura e fruttificazione.
3. Entrambi gli spettri di colore (FULL AGRO): tutti i LED della lampada sono accesi; questa modalità può essere utilizzate durante tutto il ciclo della pianta sfruttandone la massima potenza.

Sul mercato si possono trovare lampade di diverse potenze, dai 90 W ai 280 W, o superiori. Purtroppo le luci a LED sono costose, molto costose, ma ovviamente l’investimento iniziale è compensato dal risparmio sulla bolletta, anche se il prezzo di queste lampadine rappresenta ancora un ostacolo per molti coltivatori. La loro scarsa produzione di calore può essere inoltre uno svantaggio per alcuni coltivatori che, durante i mesi più freddi dell’anno, sono costretti a usare coperte termiche o radiatori per aumentare la temperatura della stanza.

Dopo questa doverosa introduzione, passiamo allo step successivo: come autoprodurre in indoor sfruttando al massimo i nostri LED. Avete mai pensato di puntare tutto su un’autoproduzione rapida, indolore e che non pesi sulla bolletta?

Sfruttando le nuove genetiche di semi autoFem, sempre più produttive e che non hanno quasi nulla da invidiare alle cugine dipendenti dal fotoperiodo, ed unendole alle conoscenze appena apprese della tecnologia LED di ultima generazione è possibile utilizzare dei cicli di luce 20/4 per avere un raccolto decente in poco più di 70 giorni dalla semina.

La lunga aspettativa di vita dei LED combinata alla rapidità di crescita delle genetiche autofiorenti rappresentano ormai un caposaldo delle produzioni homemade nonostante queste due categorie vengano snobbate da alcuni coltivatori “Old School” i quali credono poco nel progresso e rimangono ancorati a metodologie più classiche.

Purtroppo non tutti vogliono rischiare possibili controlli nell’abitazione, dovuti al rincaro eccessivo della bolletta di fornitura dell’energia elettrica, o più semplicemente non hanno la pazienza per aspettare che una pianta regolare completi il proprio ciclo di vita. Ma attenzione, questo metodo di coltivazione indoor non è facile come sembra, sono molti i principianti che compiono i più comuni errori del caso, compromettendo inevitabilmente il risultato finale.

Parliamo sempre di autofiorenti, genetiche molto delicate, con un ciclo di vita talmente breve da non sopportare alcun tipo di stress, per cui si consiglia vivamente di evitare tutti i tipi di travasi ed iniziare la coltivazione direttamente nel vaso finale.

Le luci a LED, come abbiamo visto, emettono poco calore, motivo per cui è sconsigliato lasciare i vasi gravidi d’acqua; i coltivatori più esperti sono soliti irrigare, utilizzando poca acqua, anche una volta ogni due/tre giorni onde evitare che si accumuli troppa umidità nella growroom prevenendo così, la comparsa di ogni sorta di muffa.

Un altro prezioso consiglio è quello di iniziare la germinazione utilizzando lo spettro di colore freddo (LED bianco/blu) per la prima settimana di vita del germoglio, evitando un’eccessiva esposizione prolungata alla luce, per poi passare allo spettro di colore full agro, ovvero alla massima potenza della lampada, per il restante ciclo di vita della pianta.

Sebbene il progresso della tecnologia LED stia viaggiando alla velocità della luce, il parere dei grower è unanime riguardo alla differenza della quantità di infiorescenze prodotta tra i sistemi classici di illuminazione (HPS – CFL – HM) e la tecnologia a LED. Infatti, mentre non vi è alcun dubbio sull’aspetto qualitativo, la produzione di un impianto a LED sarà sempre inferiore a parità di settaggi della growroom, ciò è dovuto in linea di massima alle differenze di Watt generati da un impianto a luce calda ed uno a luce fredda (LED).

Ciò nonostante, l’opportunità di avere raccolti dignitosi in un lasso di tempo relativamente breve e con consumi ridotti, fa gola a coloro che si cimentano per la prima volta nella coltivazione indoor. Intanto, mentre tecnologia e genetica rinnovano il mondo della coltivazione, nel nostro sciagurato paese, in campo politico e legislativo tutto tace, mantenendo illegale un gesto tanto semplice e spontaneo come piantare una nuova vita.

Comments are closed.