Ciao a tutti,
ho il piacere di condividere con voi la mia ultima coltivazione di Remo Chemo della Dinafem Seeds coltivata con i LED.

Perché la Remo?
Era da diverso tempo che volevo provare questa varietà perché seguo da anni Urban Remo e so che se c’è lui in mezzo non si avranno delusioni, ma soprattutto perché dopo averla assaporata ne sono rimasto stregato.

Perché i LED?
Ho deciso di usare i LED per due semplici motivi: si risparmia e si rispetta l’ambiente. Inoltre riscaldano meno e di conseguenza mantengono facilmente i livelli di umidità adatti e le temperature adeguate. Le piante in questo modo non sono soggette ai persistenti attacchi dei parassiti, e si può fare un’adeguata prevenzione senza dover intervenire con prodotti dannosi per la salute delle piante e dell’uomo.

Setup
Substrato: Bio Terra Plus di BIOCANNA + argilla espansa
Fertilizzanti: Canna
Illuminazione: LED Budmaster GOD-9

Fase Vegetativa

Ho germinato i semi nei jiffy e li ho trapiantati nei vasetti da 1 litro, aspettando che iniziassero a radicare per bene. Dopo circa due settimane le piante presentano un buon apparato radicale così ho ripetuto il trapianto, questa volta in vasi da 5l. Avendo optato per la Bio Terra Plus ho utilizzato poco fertilizzante, limitandomi a dare Rizhotonic, CannaVeg e Canna Zym. Le piante sono cresciute vigorose per quattro settimane con 18 ore di luce al giorno.

Fase Fioritura

Dopo una settimana dal cambio del fotoperiodo (a 12 ore di luce al giorno) ho deciso di trapiantare nuovamente le piante, questa volta in vasi da 11L, e ne ho posizionate una ventina sotto ogni LED. Le Remo hanno subito dimostrato una crescita vigorosa.
La differenza principale che ho notato in questa prima fase di fioritura è stato lo sviluppo di internodi molti vicino tra di loro, che hanno regalato una struttura compatta a questa pianta.
Dopo circa due settimane dal cambio del fotoperiodo le ho potate. Quest’ultima a mio parere è un’operazione importante e dev’essere effettuata da mani esperte, in fondo quasi tutta l’agricoltura utilizza questa tecnica per ottenere una maggiore produttività nei raccolti.
Essendo la prima volta che utilizzo le luci a LED ho cercato di mantenere molti dei fiorellini secondari, che di solito toglievo con le HPS, per verificare se veramente la luce dei LED riesce a penetrare in profondità dando compattezza anche ai fiori dei rami secondari. E devo confermarlo, mi sono ritrovato con tanti fiori piccoli, compatti e molto profumati.

Ho inoltre cercato di fertilizzare sempre con cautela senza però far mai mancare il giusto apporto alla pianta utilizzando CannaFlowering, CannaBoost e CannaZym fino alla quinta settimana. Trascorso quindi più di un mese dall’inizio della fioritura ho iniziato il flushing, a cui di solito dedico circa tre settimane, specialmente se utilizzo fertilizzanti minerali.

L’albinismo
All’inizio della quarta settimana ho iniziato a notare che una pianta si stava sviluppando in modo diverso. Molto più “pelosa” delle altre ha iniziato a ricoprirsi di peletti bianchi fino a quando, durante la sesta settimana, non si è formata una cima apicale grossa e compatta tutta bianca. Avevo un’albina nel gruppo!

C’è chi afferma che l’albinismo è una caratteristica genetica, chi invece che le piante di cannabis diventino albine per via di un’intensità di luce troppo alta. Ma come si manifesta e perché? Nel mondo vegetale e animale l’albinismo è uno dei disordini genetici più diffusi. Negli animali questo fenomeno si manifesta con la mancanza di pigmento, nelle piante l’assenza di pigmentazione è invece sostituita dall’assenza di clorofilla. Le condizioni ambientali come luce e temperatura giocano un ruolo importante nella formazione di una pianta albina. Studi genetici effettuati su vari raccolti infatti hanno dimostrato che la comparsa dell’albinismo sia il risultato di una combinazione di diversi fattori, ma quelli genetici sono i più importanti e sono quelli che maggiormente determinano l’albinismo. Nel caso dei semi, invece, si tratta di una trasmissione di geni recessivi da parte della pianta madre.

Dopo aver completato le operazioni di essicazione delle piante (circa 3 settimane in ambiente controllato) mi sono ritrovato di fronte a delle belle cime di questa varietà di Kush canadese selezionata dal mitico Remo.

Assaporandola con il vaporizzatore, che riesce e preservare (quasi) tutte le proprietà organolettiche, posso affermare che il sapore è intenso, tra il terroso e il gas.

Durante l’ultima Spannabis ho avuto modo di analizzare un campione, grazie alla disponibilità di Sage Analytics che ha rilevato la presenza del 18% di THC (vedi foto). E così che ispirato da questi sapori che sanno di USA posso affermare che i LED sono un’ottima scelta per chi è interessato alla coltivazione indoor. Soprattutto se sotto di loro si mettono a fiorire delle Remo Chemo. Alla prossima!

a cura di Dank Weediams

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