La copertina del primo numero di High Times

La storica rivista americana sulla cannabis High Times è stata acquisita da un fondo di investimenti per 42 milioni di dollari. Una cifra record che rende bene l’idea di quanto negli Usa il business sia entrato prepotentemente in ogni settore della cannabis, non solo nella produzione e nella commercializzazione dei prodotti cannabici.

Oltre alla rivista e al suo sito internet la società d’investimento “Oreva Capital”, con sede a Los Angeles, ha acquisito anche tutti i diritti sulla High times Cannabis Cup, lo storica fiera della cannabis che si tiene dal 1988 ad Amsterdam (e negli ultimi anni anche negli Usa).

La rivista venne fondata nel 1974 dal giornalista e attivista Tom Forcade. Personaggio eclettico ed entrato nella storia della controcultura statunitense anche come promotore dei primi concerti punk negli Usa (tra i quali il primo tour americano dei Sex Pistols), che portò da subito la rivista a vendere centinaia di migliaia di copie prima di suicidarsi, con un colpo di pistola alla testa, nel 1978.

Della società Oreva Capital fa parte anche Damian Marley, il più giovane tra i figli del profeta del reggae Bob, a dimostrazione della sempre maggiore attività della famiglia Marley nel cannabusiness mondiale.

Adam Levin, direttore di Oreva, ha affermato ai media americani di considerare High Times l’equivalente della Coca-Cola nel mercato della cannabis. Qualsiasi cosa voglia dire si spera che il nuovo gruppo non voglia snaturare ulteriormente la linea editoriale della rivista, nata come voce indipendente della controcultura americana.

 

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