Ci sono quelle costruite in paglia (di grano), terra cruda o canapa e calce, ma nessuno, fino ad oggi aveva mai pensato di realizzare una casa utilizzando la paglia derivata dalla pianta di canapa. Il primo esempio al mondo di un’abitazione realizzata con questo tipo di materiale è nata nelle Marche, nell’azienda agricola di Antonio Trionfi Honorati che, dopo essersi dedicato per anni all’agricoltura ed alla canapa da seme per produzioni alimentari, ha rispolverato la laurea in architettura per coinvolgere un gruppo di amici ed autocostruire questo piccolo gioiello di bioedilizia nei terreni dove sorge l’azienda. Presentata per la prima volta alla conferenza dell’EIHA a Colonia poco tempo fa, dove ha lasciato interdetti i grandi costruttori, è stata raccontata dalla rivista di architettura “Mappe”, mentre è in attesa che i tecnici dell’ENEA di Brindisi si rechino sul posto per installare dei sensori e verificarne l’isolamento ed i dati tecnici.

Una piccola casa nata da una grande idea, che può essere un esempio di edilizia sostenibile a basso costo che si può rivelare come un volano per l’utilizzo delle paglia di canapa che ad oggi spesso non vengono utilizzate dai coltivatori, in cui hanno trovato spazio, l’uno accanto all’altra, un antico telaio per filare la fibra del 1800 ed una moderna stampante in 3D, fatta in canapa e che stampa la bioplastica derivata da questo vegetale. “Nel 2016 abbiamo fatto le balle di canapa che abbiamo utilizzato per realizzare la struttura”, racconta Antonio Trionfi Honorati a canapaindustriale.it. “La struttura portante è in legno ed i tamponamenti sono stati effettuati con le balle di canapa da 20 chilogrammi usate come riempitivo al posto dei mattoni e poi intonacate con calce e canapa e pavimento in cocciopesto”.

“E’ una casa realizzata praticamente a chilometro zero, visto che il campo di canapa si trova a 150 metri dalla struttura. I costi sono stati ridicoli visto che ho speso circa 30mila euro per realizzare una casa di 45 metri quadrati, sotto gli 800 euro al metro quadro, per un’abitazione finita. Non è previsto il riscaldamento perché alla peggio basta una piccola stufa a pellet per riscaldare tutto l’ambiente ed è anallergica, autoestinguente (che non permette la propagazione del fuoco in caso di incendio, ndr), isolante e “morbida”, all’interno quando si passa la mano sui muri la sensazione è molto piacevole”.

E le caratteristiche antisismiche sono state verificate direttamente: “Le balle sono incastrate tra un montante e l’altro e l’anno scorso, che abbiamo subito due terremoti, avevo accanto i trattori che ballavano mentre la casa non ha nemmeno cigolato: le balle sono elastiche ed ammortizzano le scosse e le sollecitazioni”.

Il progetto è stato portato anche in Regione proponendo l’abitazione come ipotesi di costruzione post sisma: “Se invece di buttare i soldi la Regione finanziasse degli agricoltori affinché coltivino canapa, si potrebbe poi raccogliere ad esempio il seme ad uso alimentare e dall’altra parte con le paglie iniziare a ricostruire ad esempio le stalle degli allevatori per poi passare all’edilizia civile”.

E’ la prima casa costruita con le paglie di canapa?
E’ la prima al mondo in assoluto, abbiamo fatto diverse ricerche e non esiste nulla di simile: ce ne sono diverse in paglia di grano ma nessuna in paglia di canapa intonacata in calce e canapa.

Cosa farete all’interno?
Allestiremo un’esposizione per la vendita dei prodotti alimentari derivati dalla canapa che produciamo in azienda. Inoltre abbiamo creato un piccolo museo: partiamo dai vecchi strumenti come la gramola, per passare ad un telaio dell’800 che ha accanto una moderna stampante in 3d fatta in canapa che usa il filamento di Kanèsis in bioplastica derivata sempre da questa pianta.

Il canapulo per cosa l’avete utilizzato?
Per tutta le parte degli intonaci. Sono due tipi diversi di canapulo uno più grossolano e l’altro più fine che abbiamo usato per le finiture.

      

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