Che la produzione di calcestruzzo sia altamente inquinante a causa dell’alta emissione di CO2 nella fase di lavorazione è un dato di fatto e il rimpiazzo di questo materiale all’interno di una produzione su larga scala a volte può significare una diminuzione considerevole sull’impatto ambientale.

Sostituendo all’interno delle lavatrici un blocco di calcestruzzo con una tanica vuota lo studente Dylan Knight, dell’Università di Nottingham Trent, ha potenzialmente diminuito di 45.000 tonnellate l’emissione di anidride carbonica, nel solo Regno Unito.

Per garantire un contrappeso al cestello durante la fase di centrifuga all’interno delle lavatrici si posiziona un blocco di calcestruzzo o più raramente di ghisa, per una massa pari a 25kg. Knight ha previsto la sostituzione del blocco con una tanica vuota, da riempire di acqua in fase di installazione, diminuendo così di un terzo il peso dell’elettrodomestico .

Il risultato è sostenibile per varie ragioni: partendo dalla non produzione di calcestruzzo, passando per il notevole risparmio durante le fasi di trasporto (si calcola per 100 kg circa 8.5 g di emissioni di anidride carbonica in meno), fino ad arrivare al miglioramento delle condizioni di lavoro del tecnico che posiziona ed installa l’apparecchio.

Vero che si tratta di ricorrere alla plastica, soluzione che teoricamente non è la più ottimale, ma la direzione rimane quella corretta: apportare anche piccole variazioni in un’ottica di miglioramento di impatto ambientale.

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