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La ricerca dell’alchimia è stata nei sogni degli esseri umani coraggiosi per millenni. Negli ultimi 10 anni la scienza ha provocato una corsa all’oro verde nel settore della cannabis e, se l’attitudine della gente è difficile da modificare, la scienza e la biotecnologia si sono catapultate nelle tecniche di estrazione e nei test di laboratorio che hanno contribuito a rendere visibili le componenti della pianta, rendendo il lavoro del coltivatore da casuale a scientifico.

Ora sappiamo cosa compone le nostre piante e possiamo scegliere cosa coltivare per creare le nostre medicine, solo il dosaggio resta difficile da calibrare e resta affidato alla modalità per prove ed errori. La biotecnologia è l’utilizzo di sistemi e organismi viventi che vengono sviluppati per creare prodotti.

2016-09-13-11-31-17-amVa tenuto in considerazione che la maggior parte delle idee che hanno sfondato nel settore dell’agricoltura provengo da diverse specie del regno vegetale e sono state adattate alla Cannabis; gli elementi d’interesse principali per i breeders e per i coltivatori di cannabis sono stati: la clonazione delle piante conifere erbacee con regimi di illuminazione controllati, l’uso della manipolazione chimica per la produzione di semi dall’auto-impollinazione di una singola pianta madre per assicurare il genere femminile, e recentemente l’uso di laboratori che effettuano prove come la TLC (cromatografia su strato sottile) per lo screening del fogliame, GC (gascromatografia), GLC (cromatografia liquida Gas e HPLC (cromatografia liquida ad alte prestazioni) per i test dei cannabinoidi e la profilatura dei terpeni.

Anche se il TLC è il metodo più comune tra i breeders per i test sul fogliame e per individuare i livelli di THC e di CBD, l’HPLC è il più completo tra i metodi di analisi dei cannabinoidi e il GC e GLC se eseguiti correttamente sono altrettanto precisi e pertinenti.
Considerando che il problema è che i laboratori utilizzano diversi standard per calibrare i macchinari, si continuano a trovare discrepanze nei risultati dei test ma almeno si lavora con l’ausilio della scienza.
È vero anche, però, che la genetica si basa sui numeri e necessita rigore e una grande quantità di test che fanno in modo che ogni azienda sia certa delle proprie genetiche.
Tuttavia, mentre per molto tempo il fenotipo e il genotipo erano gli unici indicatori reali per il breeding tramite test di laboratorio preventivi, ora anche il chemotipo può essere preso in considerazione e questo tipo di biotecnologia ha permesso di avere un controllo tridimensionale sulla creazione di una pianta specifica per particolari necessità. CBD crew è stata la prima seed company basata puramente su test scientifici ed è stata in grado di documentare ogni fase del proprio lavoro con il supporto dei test di laboratorio di Canna Fundacion che supportavano l’HPLC. Grazie alla coerenza e alla collaborazione, progetti come questo stanno cominciando a svilupparsi in tutto il mondo, nonostante fossero impensabili circa 10 anni fa.

Uno dei principali motivi di questo salto di qualità è stata la regolamentazione da parte di stati come il Colorado e Washington sui laboratori e produttori autorizzati prima di permettere ai prodotti di essere messi sul mercato.
 I test sui contaminanti sono ora obbligatori negli Stati Uniti, e nonostante questo in Olanda ancora non esistono in nessuna forma e in nessun coffeeshop anche dopo 30 anni di tolleranza. È paradossale ma purtroppo è la realtà.

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L’analisi delle piante in laboratorio ha provocato il salto dall’alchimia al mondo della scienza per il settore della cannabis. Lo slancio c’è stato ed ora i dati si stanno raccogliendo e sono riportati su diversi siti internet, dai governi, dalle associazioni e dai privati. Le statistiche inaffidabili citate dalla polizia sui numeri relativi alle attività criminali e ai beni sequestrati senza preventivi test di laboratorio sono ormai un ricordo del passato. Ci sono almeno 4 organizzazioni che stanno cercando di scoprire il corredo genetico e le origini delle diverse specie di cannabis da diversi punti di vita e una volta che questo lavoro sarà ultimato il mondo della scienza potrà esaminare la pianta di cannabis trasformandola in cannabinoidi utili e ben funzionanti e in diversi altri composti. La ricerca sulla cannabis è aumentata indubbiamente sia tramite finanziamenti privati, sia pubblici prima e dopo la legalizzazione e il permesso per l’uso medico.

In ogni caso, ciò che è cambiato senza dare troppo nell’occhio è il modo di interagire nel settore della cannabis che non è solo tra aziende, ma anche tra cliente e azienda e tra paziente e azienda.

Potremmo dire, infatti, che fino a 10-20 anni fa, il settore della cannabis era individualista, competitivo e privato, mentre ora vediamo la potenza della collaborazione.
 Così come le scienze ambientali si sono evolute dai singoli scienziati ai gruppi di scienziati che condividono i dati e contribuiscono con l’obiettivo di osservare il quadro generale, l’industria della cannabis si sta rapidamente evolvendo specializzandosi in diversi settori sulla stessa linea d’onda. Mentre i piccoli gruppi di aziende leader all’interno di cannabis crescono, la necessità di gruppi di lavoro specializzati sta diventando evidente a causa del carico di lavoro in aumento in questo settore. Si tratti di gruppi di lavoratori specializzati in materia di genetica, clonazione, semina, irrigazione, lavorazione ed essiccazione, estrazione, analisi, costruzione di serre, e così via, creando posti di lavoro quando prima tutto era fatto da una singola azienda.

In this Oct. 23, 2013 photo, marijuana is displayed at the River Rock dispensary, in Denver. On Nov. 5, Colorado voters are to decide whether to approve a 15 percent pot excise tax to pay for school construction, plus an extra pot sales tax of 10 percent to fund marijuana enforcement. (AP Photo/Brennan Linsley)

Il processo si è accelerato, in parte a causa delle grandi aziende con una produzione continua per tutto l’anno come in Colorado, nello Stato di Washington, in Oregon e in Alaska. 
L’uso medico della cannabis è iniziato nel 1996 negli Stati Uniti e da allora lo sviluppo e l’implementazione di diversi processi di estrazione sia tramite solventi sia senza si sono sviluppati in maniera esponenziale.
Inizialmente le estrazioni tramite alcool grezzo come l’olio di Rick Simpson si sono evolute in estrazioni con CO2 e gas butano. Gli ultimi sviluppi delle estrazioni di Rosin dai fiori freschi, stanno attirando parecchio l’attenzione.

La maggior parte dei metodi menzionati sfrutta la resina in eccesso e una concentrazione del 50% di cannabinoidi, per questo il loro uso nel settore medicinale, alimentare e farmaceutico è moltiplicato di 10 volte. Così come sta aumentando la produzione mondiale di canapa e di qualità con alto tasso di CBD e alto tasso di THC, e con essa cresce la necessità di macchinari per far fronte a grandi quantità di biomassa e si stanno sviluppando altri settori dell’industria.
La necessità di macchinari sicuri per l’elaborazione e l’estrazione è di importanza fondamentale ed assicurerebbe l’efficienza e la produttività.

Anche se la legge in alcuni paesi limita l’utilizzo di alcuni elementi genetici è solo una questione di tempo, il cambiamento delle leggi stesse in quanto la nascita dei nuovi business di importazione ed esportazione e la crescita della manodopera richiesta stanno cominciando a fare pressioni sugli organi che si occupano di queste decisioni. In questo modo il denaro e le entrate delle tasse continueranno ad aumentare.

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Alla fine di questo processo l’efficienza nella produzione e la disponibilità di prodotti di qualità durante tutto l’anno porterà alla crescita e alla diversificazione in questo settore. È un po’ come fare una torta al cioccolato quando si segue la ricetta. Non è diverso con la cannabis: una volta che le piante sono selezionate secondo le diverse esigenze e per le estrazioni, le quantità e le concentrazioni possono tutte essere previste da coloro che si occupano della coltivazione, della raccolta e della lavorazione.

La cannabis diventerà soltanto un’altra pianta per l’agricoltura, una volta che si supereranno i pregiudizi a proposito. I tempi sono cambiati soprattutto con l’ausilio delle biotecnologie. Stiamo imparando velocemente e i dati reali ci permettono di basare i nostri risultati su casi concreti nonostante conoscere tutte le sfaccettature di una pianta rimarrà sempre una sfida ardua.

Considerando che la tecnologia e le nostre conoscenze si sviluppano, un giorno forse potremmo scoprire che la cannabis è arrivata sulla terra come dono degli dei?

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