Un aereo ultraleggero trasportava marijuana dall’Albania fino allo piccolo scalo aeroportuale di Gattinara (Vercelli). I frequenti voli dall’Albania del velivono avevano destato sospetto tra gli agenti della sezione Antidroga della Squadra Mobile, che hanno deciso di aspettare il velivolo per un controllo al momento dell’atterraggio.

A bordo del velivolo gli agenti hanno rinvenuto 80 chilogrammi di cannabis, collocati in diversi pacchi dentro alla carlinga dell’aereo appositamente modificata per aumentarne la capacità, rimuovendo il secondo sedile.

La banda era composta da italiani e albanesi. Due uomini si occupavano di acquistare la cannabis in Albania e trasportarla in un “campo volo” idoneo a far atterrare un aereo ultraleggero. Quindi, dall’Italia partiva il “corriere aereo” che da Gattinara volava in Albania per il ritiro. Un metodo che, in poche ore, consentiva di importare ingenti carichi di erba che venivano poi rivenduti al dettaglio nelle zone di Torino, Vercelli e Biella.

Ora, a quasi due anni di distanza (l’arresto si verificò nell’estate del 2015) il Pm Antonio Rinaudo, che ha coordinato l’indagine, ha chiesto al giudice di Torino, al termine della requisitoria, la condanna degli inquisiti per “associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti”. I 5 protagonisti del traffico rischiano di scontare complessivamente 75 anni di carcere.

La pena più alta è stata richiesta per il capo della banda, italiano, per il quale il Pm ha chiesto una condanna a 24 anni di galera. 20 anni chiesti per il suo braccio destro e 10 anni e 8 mesi per il pilota del velivolo, un ristoratore residente sul Lago Maggiore. Per i due componenti albanesi del gruppo, che si occupavano di acquistare e consegnare al pilota la cannabis, il magistrato ha chiesto rispettivamente 8 e 11 anni e di carcere. La sentenza è attesa prima dell’estate.

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